Il Perù come modello di fraternità sacerdotale

“El padre Roberto”, viaggio in Perù sulle orme del missionario Prevost

Perù
Lima, Perù @ chanks1965 da Pixabay

Il Perù come laboratorio pastorale sulle orme di Robert Francis Prevost. I media vaticani hanno ricostruito i passi degli anni di Prevost in Perù attraverso un viaggio che ha toccato Lima, Callao, Trujillo, Chichlayo, Chulucanas, Piura. Voci, immagini, luoghi, testimonianze, video e fotografie, alcune completamente inedite. Il documentario, realizzato dal Dicastero per la Comunicazione, si intitola “León de Perú”. Un reportage dalla terra di missione dell’attuale Pontefice, segnata da profonde ferite, povertà e criminalità. Ma capace di accoglienza e umanità e caratterizzata da una forte fede. Vita e opere del futuro Papa in Perù. La formazione con gli agostiniani, gli interventi durante inondazioni e pandemia, la vita parrocchiale tra giovani e famiglie, le mense per i poveri e la lotta alla tratta. Leone XIV ha inviato una lettera al seminario maggiore “San Carlos y San Marcelo” di Trujillo, in Perù in occasione dei 400 anni dalla sua fondazione. In questa istituzione egli stesso ha svolto il servizio di professore e direttore degli studi. Nel testo Robert Francis Prevost evidenzia come il sacerdozio non sia una fuga da ciò che non si vuole affrontare, né un rifugio di fronte alle difficoltà affettive, familiari o sociali. Non è neppure una promozione o una protezione, ma un dono totale dell’esistenza. Il Pontefice inoltre puntualizza che la formazione sacerdotale è anzitutto un cammino di configurazione a Cristo. Un percorso nel quale “la rettitudine dell’intenzione significa poter dire ogni giorno, con semplicità e verità: ‘Signore, voglio essere il tuo sacerdote, non per me, ma per il tuo popolo’”, precisa Leone XIV

Perù
Foto © Vatican News

Laboratorio Perù

Intanto in Perù si è svolto l’Incontro nazionale dei sacerdoti “In persona Christi Capitis”. L’iniziativa ha riunito presbiteri provenienti dalle 46 circoscrizioni ecclesiastiche del Paese, sul tema “Identità, spiritualità e missione del presbitero come presenza sacramentale di Cristo Sposo, Capo e Pastore”. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di rafforzare la fraternità sacerdotale e approfondire l’identità del ministero ordinato. Ciò in un contesto segnato da una emergenza affrontata da molte Chiese latinoamericane. E cioè il calo delle vocazioni e la necessità di formare pastori capaci di rispondere alle nuove realtà pastorali. L’iniziativa peruviana si è inserito nella sollecitudine condivisa da diverse Chiese del continente latino-americano. E cioè accompagnare la vita dei sacerdoti e promuovere una formazione integrale che permetta di affrontare in modo appropriato gli attuali cambiamenti sociali ed ecclesiali. L’urgenza non riguarda soltanto il numero dei ministri disponibili, ma soprattutto la preparazione di presbiteri con una solida maturità umana, spirituale, intellettuale e pastorale, capaci di ascoltare, discernere e camminare accanto al popolo di Dio. La stessa attenzione è emersa recentemente nella Chiesa in Colombia. Durante la 121ª Assemblea plenaria della Conferenza episcopale, i vescovi hanno riflettuto sulla formazione sacerdotale in un contesto di diminuzione delle vocazioni. Sottolineando l’importanza di preparare presbiteri con una profonda vita spirituale e una rinnovata capacità di accompagnamento pastorale.

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Papa Leone XIV durante il suo ministero episcopale in Perù (@ Clara Enriquez per gentile concessione)

Linee di azione

Il vescovo Germán Medina Acosta è il segretario generale della Conferenza episcopale colombiana. Concludendo l’assemblea il presule ha sottolineato la necessità di “formare sacerdoti con cuore di pastore, uomini di preghiera e di discernimento, prudenti, semplici e liberi”. Capaci di “camminare con il popolo di Dio”. E “annunciare il Vangelo con gioia e speranza”. Il presule ha aggiunto che “solo una Chiesa che si lascia convertire può formare ministri capaci di accompagnare la conversione del popolo di Dio”. Ricordando inoltre che “non possiamo rinnovare i seminari se prima non rinnoviamo il nostro modo di essere pastori”. Anche in Paraguay la Chiesa sta riflettendo sulla medesima esigenza e durante la 248ª Assemblea generale ordinaria, l’episcopato ha analizzato la realtà ecclesiale del Paese. Individuando alcune linee di azione per i prossimi anni. Pur partendo da situazioni differenti, le Chiese latinoamericane convergono sulla necessità di rafforzare l’identità sacerdotale e preparare pastori pronti a accompagnare le comunità nei contesti attuali, così come sono. In questo percorso, riferisce l’agenzia missionaria vaticana Fides, si colloca l’incontro “In persona Christi Capitis” del Perù. Come parte di un cammino condiviso volto a custodire la vocazione sacerdotale e rafforzarne la missione al servizio del popolo di Dio.

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