Il martirio della pazienza sulle orme del Protomartire

Il modello di Santo Stefano per una Chiesa mai sottoposta in duemila anni a tante persecuzioni e discriminazioni a livello mondiale

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Foto © Acs

Mai la Chiesa è stata martire quanto lo è oggi. Il modello della resilienza ecclesiale è Santo Stefano, commemorato come il “protomartire”. Ebbe un ruolo fondamentale nella comunità cristiana. Primo dei diaconi, attivo nella predicazione e nell’amministrazione, stimato da tutti per la sua fede e per il servizio ai poveri. La sua festa viene celebrata il 26 dicembre, il giorno dopo Natale, a sottolineare il legame tra l’Incarnazione e il martirio. Gli Atti degli Apostoli lo descrivono come un uomo pieno di fede e di Spirito Santo, capace di compiere prodigi e segni tra il popolo. Talmente incisivo nella predicazione da essere percepito come una minaccia dalle autorità dell’epoca. Durante il martirio, Stefano pregava in ginocchio mentre veniva lapidato: “Signore Gesù, accogli il mio spirito. Non imputare loro questo peccato“. Respingere “pregiudizi, discriminazioni, persecuzioni”, ha invocato Leone XIV rivolgendosi ai leader religiosi in occasione dell’incontro ecumenico interreligioso in Libano. Il Papa ha ricordato la dichiarazione conciliare che ridefinisce i rapporti della Chiesa cattolica con le religioni non cristiane. Ha aggiunto Robert Francis Prevost: “Sessant’anni fa, con la promulgazione della ‘Nostra Aetate‘, il Concilio Vaticano II aprì un nuovo orizzonte per l’incontro e il rispetto reciproco tra cattolici e persone di diverse religioni, sottolineando che il vero dialogo e la collaborazione hanno radici nell’amore, unica base per la pace, la giustizia e la riconciliazione”.

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Santo Stefano protomartire, con la veste dalmatica e la palma del martirio in mano

Oltre il martirio

Secondo papa Leone “il dialogo ispirato dall’amore divino abbraccia tutte le persone di buona volontà”. E respinge “pregiudizi, discriminazioni, persecuzioni affermando l’uguale dignità di ogni essere umano”. Inoltre il Pontefice ha inviato un videomessaggio, in inglese, ai catechisti vietnamiti in occasione del 400esimo anniversario della nascita del Beato Andrew Phú Yên , catechista e protomartire del Vietnam. “La vita cristiana, specialmente il servizio catechetico, non è mai un’impresa solitaria- sottolinea il Papa-. Noi insegniamo e la nostra comunità prega. Noi testimoniamo e il Corpo di Cristo ci sostiene nella prova. Questa unità di preghiera e di servizio sottolinea l’unità della Chiesa e la pace che Cristo ci dona”. Esemplare al riguardo è proprio la figura di Phú Yên, che fatto prigioniero per la sua fede, fu ucciso a soli 19 anni. In Vietnam, osserva Leone XIV, “la Chiesa è piena di catechisti devoti – laici e laiche, la maggior parte giovani – che ogni settimana insegnano la fede a bambini e ad adolescenti. Di fatto, ci sono oltre 64.000 catechisti dentro e fuori il vostro Paese Lasciate che la speranza vi incoraggi nel vostro servizio. Siate uniti in spirito con tutti i fratelli e sorelle in Vietnam”.

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Foto di Ivan Shilov su Unsplash

Sos radicalizzazione

Intanto La Chiesa ortodossa russa “si sta sovietizzando”. Ed è diventata parte attiva delle persecuzioni religiose nella Federazione, in particolare verso i chierici contrari alla guerra in Ucraina. Sono emersi scenari allarmanti sulla “santa alleanza” tra Vladimir Putin e il patriarca di Mosca Kirill nell’incontro alla Stampa estera, moderato da Francesco Sisci. Con padre Lorenzo Prezzi, dehoniano, direttore di Settimananews, esperto di Chiese orientali, e il russo Sergei Chapnin, ora direttore delle comunicazioni dell’Orthodox Christian Studies Center presso la Fordham University di New York, giornalista e già direttore (fino al 2015) della rivista del Patriarcato di Mosca. Padre Prezzi ha voluto porre alcune domande “immaginarie” al patriarca Kirill. “Perché identificarsi con la narrazione bellica del potere politico, dell’aggressore militare all’Ucraina?”. Poi, “perché per sostenere Putin contraddire un testo conciliare approvato dai vescovi russi nel 2000, dal titolo ‘Fondamenti della concezione sociale’?”. E ancora “perché una Chiesa che è sopravvissuta alla persecuzione dell’Unione Sovietica si sta ‘sovietizzando’ nelle sue strutture interne?” Chapnin, riferisce l’Ansa, ha presentato un rapporto da lui curato, promosso dall’Onu, sulla persecuzione religiosa in Russia negli anni 2022-25, in cui si denuncia la violenza politica ed ecclesiastica contro almeno 100 leader religiosi; battisti (7), pentecostali (7), cattolici (3). Ma soprattutto ortodossi (79). Per colpire i dissidenti si incomincia a indicare quanti si oppongono alla guerra come “agenti stranieri”, poi come membri di organizzazioni inaffidabili, poi vengono censurati con procedimenti amministrativi, penali e canonici. L’esito è spesso l’esilio, la coscrizione militare e la morte. A volte c’è anche l’accusa di organizzare presunti “attacchi terroristici”.

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Fonte: Cei

Dialogo interreligioso

La Cei ha inviato un Messaggio per la 37esima Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei che si celebrerà il 17 gennaio. “Negli ultimi tempi si sono vissuti momenti di tensione a causa di discorsi o iniziative non in sintonia con l’interlocutore o contenenti affermazioni ambigue – puntualizzano i vescovi italiani-. Non sono mancate, purtroppo, prese di posizione che hanno fomentato rigurgiti di antisemitismo. Desideriamo, pertanto, esprimere una posizione comune e condivisa della Chiesa cattolica italiana in merito al rapporto con le comunità ebraiche che sono in Italia”. L’intento è quello di riaffermare “il vincolo” ricordato dalla dichiarazione conciliare Nostra Aetate. Chiarire i fraintendimenti. Stimolare il confronto nel territorio fra le comunità cristiane e quelle ebraiche e porre alcuni punti fermi del rapporto ebraico-cristiano. La Cei fa proprie le parole di Papa Leone XIV, ‘La Chiesa, “memore del patrimonio che essa ha in comune con gli ebrei”. E “spinta non da motivi politici, ma da religiosa carità evangelica, deplora gli odi, le persecuzioni e tutte le manifestazioni dell’antisemitismo dirette contro gli Ebrei in ogni tempo e da chiunque”. 

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