La solidarietà si mette a tavola contro il caldo opprimente e la solitudine. Le estati si stanno trasformando in un periodo sempre più delicato per chi è fragile, come gli anziani e le persone con disabilità, chi è senza dimora e i detenuti. Le partenze di parenti e amici svuotano le città e, almeno temporaneamente, riducono le occasioni di socializzazione. Le temperature elevate e le notti tropicali incidono sulla salute psicofisica, causando stress e stanchezza, oltre a circoscrivere allo stretto indispensabile i momenti trascorsi fuori casa. La Comunità di Sant’Egidio è al loro fianco con il pranzo di Ferragosto a Roma e in altre città italiane e con diverse iniziative a sostegno di chi è solo e vulnerabile.
L’emergenza caldo
Le emergenze seguono le stagioni. L’inverno colpisce chi vive in strada e chi, afflitto da povertà energetica, condizione che riguarda il 9% delle famiglie, fatica a riscaldare l’abitazione. In estate, con le continue ondate di calore e il parziale svuotamento delle città, si profila l’emergenza caldo. Gli anziani, soprattutto quelli meno autonomi, rischiano di rimanere isolati e non tutti sono dotati di un sistema di condizionamento che rinfresca l’ambiente. Per loro, il programma “Viva gli anziani” di Sant’Egidio ha promosso la raccolta solidale di condizionatori portatili. Le chiusure dei negozi sono invece un problema per i senza dimora. “Gli esercizi commerciali rappresentano un punto di riferimento per mangiare o ricevere aiuto. Quando chiudono, queste persone restano ancora più sole”, spiega il portavoce della Comunità Roberto Zuccolini.
La festa della solidarietà
In Italia il pranzo di Ferragosto è una tradizione e un’occasione di ritrovarsi intorno alla tavola. La Comunità di Sant’Egidio, con la sua attenzione agli ultimi, la trasforma in una festa della solidarietà. Il 15 agosto a Roma la mensa di via Dandolo accoglie “tutti quelli in stato di necessità, dai senza dimora alle persone anziane che vogliono passare questa giornata in compagnia, passando per tutti i bisognosi che incontriamo sulla nostra strada”, continua Zuccolini. Pranzi e iniziative sono previsti anche nelle altre città che ospitano Sant’Egidio, senza dimenticare chi è negli istituti penitenziari. “Abbiamo organizzato la ‘cocomerata’” – la distribuzione di fette di cocomero – “in diverse carceri italiane, tra cui Rebbia e Regina Coeli”, aggiunge.
Tessere relazioni
La solidarietà, il contrasto all’isolamento e le risposte ai bisogni non possono limitarsi alle attività di un giorno di festa. L’intervento deve essere protratto nel tempo per dare dei benefici. Dal 2004 con “Viva gli anziani” la Comunità di Sant’Egidio tesse nuove reti di relazioni intorno agli anziani soli in una decina di città italiane. I volontari li passano a trovare o li contattano al telefono per conoscere le loro condizioni, gli consegnano a domicilio la spesa o le medicine e cercano di coinvolgere il vicinato e i negozi di prossimità. Di recente sono state lanciate le Convivenze solidali, esperienze di cohousing rivolte a persone con disabilità, anziani ed ex senza fissa dimora. “Vogliamo che siano case dove possano vivere una vita dignitosa”, commenta il portavoce.
Inviare un messaggio
Le iniziative della Comunità di Sant’Egidio vanno controcorrente in un’attualità segnata dalla globalizzazione dell’indifferenza, in cui la voce degli ultimi rimane inascoltata, e dalla “guerra mondiale a pezzi”. Zuccolini descrive così la situazione: “Viviamo uno dei periodi più difficili degli ultimi anni. Oltre il caldo estremo, si avverte un clima molto duro per chi è in difficoltà, si respira la minaccia della guerra e si sente parlare di spese per gli armamenti. Non si considera l’emergenza povertà”. Conclude: “Le feste della solidarietà a Ferragosto sono un un messaggio di bontà, mentre in cui intorno a noi si moltiplicano le parole cattive”.

