Un “pellegrinaggio esistenziale e pubblico” nel cuore della Capitale per rovesciare il paradigma del disincanto contemporaneo e rimettere l’uomo al centro della riflessione sociale, politica e spirituale. Si è concluso con uno straordinario successo di pubblico e contenuti il Terzo Festival dell’“Umano tutto Intero”, l’appuntamento annuale promosso dal network associativo “Ditelo Sui Tetti” svoltosi il 16 e 17 giugno nella splendida cornice del Pio Sodalizio dei Piceni a Roma. Quest’anno l’evento – intitolato “Dalla parte delle creature: ben venga, mia sorella vita!” – ha assunto un significato storico e simbolico profondo, inserendosi nelle celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi (1226-2026). Un anniversario richiamato anche dal caloroso messaggio inviato da Papa Leone XIV ai partecipanti, con l’auspicio che la manifestazione “contribuisca ad una più matura consapevolezza della responsabilità che attende ogni cristiano nel promuovere e difendere la vita in ogni sua fase e condizione, con speciale attenzione alle situazioni di fragilità”.
Il confronto tra uomo e tecnologia con Mantovano e Parolin
A suggellare la due giorni di lavori, davanti a una platea gremita, è stato il panel finale intitolato “L’attesa, personale e pubblica, della ‘vita’ di Francesco”, guidato dagli autorevoli interventi del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e del segretario di Stato della Santa Sede, il cardinale Pietro Parolin. Il focus si è concentrato sulla vertiginosa accelerazione tecnologica e sui rischi antropologici dell’Intelligenza Artificiale. Il sottosegretario Alfredo Mantovano ha rivendicato con forza il primato normativo e politico del nostro Paese: “È necessario stabilire delle regole che impediscano alla macchina di dominare l’uomo, come una certa impostazione ideologica dell’IA rischia di fare. Credo che non ci sia nessuna Nazione che abbia al momento un sistema di regole così completo e organico come l’Italia”. Mantovano ha ricordato il varo della Legge 132 dello scorso anno e la recentissima adozione di due decreti attuativi per presidiare le materie più sensibili. “Il tema dei valori è fondamentale per decidere chi domina chi. Se l’intento è di delegare la scelta alla macchina, si rischia di essere dominati; se invece si vuole governare lo strumento, sapendo che ha delle controindicazioni, allora si è sulla buona strada”.
Il senso dell’umano secondo Parolin
Sulla stessa lunghezza d’onda il cardinale Pietro Parolin, che ha lanciato un forte monito etico: “Oggi la riflessione è urgente perché le nuove tecnologie posseggono la forza inedita di penetrare nel quotidiano con una forte capacità di percezione sensoriale. Esse rendono più opaca la linea di demarcazione tra ciò che è umano e ciò che è inumano, con il rischio elevato di alienare la persona”. Parolin ha esaltato la sconvolgente attualità del Poverello di Assisi, capace di operare “il miracolo dell’amicizia con l’esistenza e il reale”, aggiungendo che la felicità e la vitalità dei santi sono “segni indelebili dell’aspettativa di vita infinita che ciascuno di noi ha nel proprio cuore”.
Giovani e insidie digitali
Il percorso del Festival si è aperto muovendo dall’analisi dello scontento giovanile e dai conflitti generati dall’individualismo libertario. La mattinata si è inaugurata con la mostra “Giovani, davvero buoni a nulla? ma se hanno cambiato il mondo…” All’apertura, il ministro dello Sport Andrea Abodi ha commentato: “I giovani non devono fare notizia solo in casi negativi. Questa mostra ci dimostra che molte sono le storie positive da raccontare, da Guglielmo Marconi a Rosario Livatino, esempi valenti che hanno imboccato una via con coraggio”. Tuttavia, le ferite dei più giovani sono emerse con chiarezza nei panel successivi. Francesco Vismara della Comunità di San Patrignano ha lanciato l’allarme sulle tossicodipendenze: “Il 20% dei minori a scuola ha provato almeno una volta sostanze stupefacenti. Si vuole colmare un bisogno umano insoddisfatto con la droga: è quel terreno che dobbiamo contrastare”. Sul punto è intervenuta Elisabetta Simeoni (Dir. Gen. Politiche contro la droga), ribadendo la ferma contrarietà del Governo all’uso non medico delle droghe e richiamando l’attivazione del Piano nazionale contro il fentanyl. Fortissimo anche l’allarme lanciato da Antonio Affinita, Direttore del Moige, in merito ai pericoli del web: “I social creano dinamiche pericolose con danni neurologici certificati. Per questa ragione abbiamo promosso la prima class action europea contro Meta e Tiktok”. Sul tema della scuola e dell’IA è intervenuta il sottosegretario all’Istruzione Paola Frassinetti, spiegando la scelta di inserire l’IA come competenza trasversale nei curricula fin dalle primarie, ricordando che “la scuola deve lavorare per costruire un’opinione completa e senza scorciatoie, difendendo lo spirito critico, la noia e la fatica dall’annullamento digitale”.
Guerre, famiglia e umanesimo cristiano
La prima giornata ha toccato il culmine geopolitico nel panel dedicato alle guerre internazionali. Il ministro degli esteri Antonio Tajani ha ricordato che “famiglia e umanesimo cristiano sono i capisaldi delle comunità. Anche se non tutti gli uomini vogliono la pace, noi non possiamo rinunciare al contesto multilaterale”. In questo contesto, l’intervento di Emmanuele Di Leo, Presidente di Steadfast, ha scosso l’aula con i dati sulla persecuzione religiosa: “Il 70% dei cristiani uccisi nel mondo nell’ultimo anno è morto in Nigeria. Oltre 5.600 vittime e 2.100 chiese colpite negli ultimi anni”. Di Leo, insieme al network “Ditelo sui Tetti”, ha presentato due proposte cruciali: vincolare i fondi della cooperazione internazionale al rispetto delle minoranze religiose e trasformare l’Inviato speciale UE per la libertà religiosa in una figura a tempo pieno con un vero peso politico e un budget dedicato.
Fragilità, lavoro e il valore della comunità
Il dibattito in particolare si è poi allargato al ruolo dei corpi intermedi e della solidarietà sociale. Arianna Meloni, capo della segreteria politica di Fratelli d’Italia, ha evidenziato come l’epoca attuale sia segnata da “una profonda solitudine e dalla fragilità delle relazioni, che percepiamo soprattutto nel calo delle nascite”. Ha poi aggiunto che “la politica da sola non basta, servono le associazioni, il volontariato, le famiglie: chi crea solidarietà sul territorio. Il Governo ha voluto stare al fianco del terzo settore e lo dimostra la riforma realizzata per gli anziani, per valorizzare gli over 65 come risorsa e non come problema”. Emozionante, infine, la testimonianza di don Aldo Buonaiuto (Associazione Papa Giovanni XXIII e Caritas Roma), che ha ripercorso le origini profetiche e le “sante testardaggini” di don Oreste Benzi in difesa della vita nascente e degli ultimi della società: “I membri della comunità non fanno gli operatori a ore, ma mettono la loro vita accanto a quella degli ultimi, che per noi sono i primi perché sono la carne viva di Cristo”.
I numeri del festival
Con più di 10 panel e oltre 100 ospiti illustri, il Festival dell’“Umano tutto Intero” ha dimostrato che la risposta alle solitudini, alle guerre e all’alienazione tecnologica risiede nella riscoperta di una responsabilità condivisa e nella capacità, squisitamente francescana, di guardare il mondo non come un nemico da fuggire, ma come una promessa di pienezza da custodire insieme.

