Giuramento Guardie Svizzere. Leone XIV: “La vostra testimonianza parla ai giovani”

Nel Cortile di San Damaso in Vaticano, 27 alabardieri si impegnano a vivere la missione secondo il protocollo militare e spirituale. La testimonianza di Francesco, una delle nuove reclute

Giuramento delle 27 nuove reclute delle Guardie Svizzere (foto: Vatican Media)

La Guardia Svizzera Pontificia ha celebrato la solenne cerimonia del giuramento, con la partecipazione straordinaria di Papa Leone XIV, l’ultimo Pontefice a presenziare prima di lui fu Paolo VI. La cerimonia, svoltasi nel Cortile di San Damaso in Vaticano, ha visto 27 alabardieri giurare fedeltà al Papa, impegnandosi a vivere la missione secondo il rigido protocollo militare e spirituale. Papa Leone XIV, nel ringraziare tutti i presenti, ha evidenziato la preziosità della loro testimonianza in un mondo in cerca di valori: ha parlato di una maniera di vivere la fede “che veramente parla a tutti i giovani del valore di dare la vita, di servire e pensare agli altri”.

Requisiti e Regole del Corpo

Per entrare a far parte della Guardia Svizzera, i candidati devono essere svizzeri, cattolici praticanti, aver svolto la leva obbligatoria nel loro Paese e avere un’altezza minima di 174 cm. Il reclutamento prevede l’invio di un dossier, seguito da test psicologici e motivazionali e, infine, un colloquio con il Comandante. La vita nel corpo è disciplinata da regole militari: le Guardie sono celibi e vivono in Vaticano; dopo cinque anni di servizio, possono chiedere di sposarsi e trasferirsi in un appartamento esterno. La loro principale arma è la parola. Tuttavia, il corpo deve confrontarsi con crescenti sfide di sicurezza: sono in aumento i casi di disturbo da parte di persone sotto l’effetto di alcol o droga, e si è notato un aumento di persone con disturbi psicologici dopo l’era Covid. Nonostante le difficoltà, i social media hanno dato un contributo positivo, aiutando a far conoscere meglio e a diffondere la missione della Guardia Svizzera tra i giovani. Interris.it ha incontrato Francesco, alabardiere di 23 anni; sabato scorso ha fatto il suo giuramento. Racconta la sua vocazione, l’emozione del servizio vicino al Papa e le sfide di una giornata tipo.

Francesco, alabardiere di 23 anni, una delle 27 reclute che ha prestato giuramento (foto: Francesco Vitale)

L’intervista

Come è nata la tua vocazione, questa chiamata a scegliere di entrare nel corpo della Guardia Svizzera?

“Questa vocazione è nata fin da quando ero piccolo, all’età di 12-13 anni. Sono rimasto molto sbalordito dall’elezione di Papa Francesco alla televisione, anche perché aveva scelto un nome come il mio. Da lì è nato l’interesse per le Guardie Svizzere che vedevo schierate in Piazza San Pietro a proteggerlo. Un mio padrino aveva un figlio in servizio qui e mi raccontava storie, portandomi gadget. Il desiderio è cresciuto finché, terminato il servizio di leva obbligatorio e l’apprendistato, mi sono detto: ‘È il momento di raggiungere la Guardia Svizzera. Se non vado ora, quando andrò?'”

Cosa significa per te prestare questo servizio, che è anche una missione, in Vaticano, vicino al Papa?

“Mi sento grato per poter prestare questo servizio da Svizzero. È sicuramente una posizione privilegiata, una garanzia di fedeltà, di coraggio e un onore poter prestare il servizio a fianco del Santo Padre. È un’emozione indescrivibile prestare servizio per colui che è il successore di Pietro”.

Papa Leone XIV al giuramento delle Guardie Svizzere (foto Francesco Vitale)

C’è un episodio che ti ha commosso particolarmente in questo periodo di servizio?

“Quello che posso dire è il momento in cui ho prestato la sentinella d’onore, che noi chiamiamo Totenwache, quindi la guardia al feretro del Santo Padre Francesco. È stato un servizio molto impegnativo e pesante per noi, perché eravamo lì nella Basilica di San Pietro giorno e notte, fino al momento del suo funerale, a proteggere la sua salma”.

Nella normalità, com’è la giornata tipo di una Guardia Svizzera?

“La giornata tipo dipende, perché noi prestiamo servizio sulle 24 ore. Ci può essere il servizio mattutino, serale o notturno. Il servizio mattutino è interessante perché si vede il cambio della guardia; quello serale ti permette di vedere la giornata volgere al termine, con la gente che si avvia verso la serata, specialmente agli ingressi”.

Ufficiali della Guardia Svizzera Pontificia con la nuova divisa di rappresentanza (foto: Francesco Vitale)

Tanti giovani potrebbero sentire questa chiamata. Qual è il tuo invito a coloro che desiderano intraprendere questa esperienza?

“Invito tutti quelli che hanno i requisiti (età, nazionalità svizzera, ecc.) a informarsi. Al giorno d’oggi, ci sono molte possibilità, specialmente su Instagram e YouTube della Guardia Svizzera, per trovare filmati che mostrano il nostro servizio quotidiano. Non bisogna aver paura di chiamare e chiedere informazioni, perché è veramente un’occasione unica. Abbiamo bisogno di nuove leve e ci fa piacere quando arriva qualcuno di interessato per dare il suo supporto fattivo al corpo”

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