E’ stato presentato il “Manifesto dei giovani cristiani d’Europa” per chiedere alla Chiesa di fidarsi dei giovani e lasciarli servire e crescere. Il documento, supportato da numerose istituzioni ecclesiali, mira a rispondere alle sfide demografiche, sociali e politiche del continente, invitando i giovani a “mettersi in cammino”. Nato dall’iniziativa spagnola “Roma 25 – Santiago 27 – Gerusalemme 33”, il Manifesto sarà proclamato ufficialmente il 1° agosto 2025 durante il Giubileo dei Giovani a Roma. Questo itinerario, che si estenderà fino al 2033, intende rafforzare la collaborazione tra le Chiese europee e incoraggia i giovani a essere “pellegrini di significato”, non semplici turisti spirituali.
Il lavoro delle Conferenze Episcopali d’Europa
La necessità all’indomani del Consiglio Vaticano II di favorire una collaborazione pastorale tra le Conferenze Episcopali d’Europa portò San Paolo VI nel 71 a istituire il CCE, il Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa, un organismo di comunione tra le Conferenze Episcopali del continente europeo. Tra le finalità del nostro consiglio vi è quella di incoraggiare una più stretta comunicazione e cooperazione tra i Vescovi e le Conferenze Episcopali Europee. E il segretariato del CCE contribuisce a favorire questa collaborazione organizzando ogni anno una serie di incontri tematici, in media 15-20 ogni anno, a cui partecipano i Vescovi e i direttori nazionali delle Conferenze Episcopali che lavorano in quell’ambito specifico.
E quando i Vescovi lo richiedono, il nostro segretariato sostiene le loro iniziative, come nel caso della Conferenza Episcopale Spagnola con il progetto Manifesto dei Giovani Cristiani d’Europa in occasione del Giubileo dei Giovani. Il progetto in questione si inserisce in un percorso più ampio che il CCE sta portando avanti con la sua Commissione Giovani sul protagonismo dei giovani nella Chiesa e nella società per camminare con loro e condividere la loro ricerca di senso, di spiritualità e di verità. Un percorso iniziato con il Sinodo dei Vescovi nel 2018 dal titolo I giovani, la fede e il discernimento vocazionale, continuato a livello europeo con il Simposio sui Giovani nel 2022 a Cracovia dal titolo Alzati, Cristo ti chiama, e incentrato sulla ricezione della Christus Vivit in Europa.

Il video messaggio del Patriarca Pizzaballa
“Per noi cristiani della Chiesa di Terra Santa è importante che la memoria del Signore Gesù, Salvatore del mondo, che da qui sia diffusa nel mondo, continui ad essere condivisa ancora oggi nel mondo e soprattutto dai giovani di oggi, l’ultima generazione di europei, ma non solo”. ha detto in un video messaggio il Patriarca Latino di Gerusalemme, il card. Pierbattista Pizzaballa, confermando come oggi ci sia bisogno della loro testimonianza e vicinanza nella fede. “Condivido con voi questo bellissimo sogno – ha aggiunto ancora Pizzaballa – e so che anche i giovani della nostra Chiesa di Terra Santa, presenti in Giordania, in Palestina, in Israele e a Cipro, desiderano anch’essi essere parte con voi di questo bellissimo progetto, sperando possa essere un piccolo tassello nella costruzione del comune desiderio di porte aperte sui popoli e di un mondo di pace“.

Giovani che possono cambiare il mondo
Di questa iniziativa ha parlato a Interris.it S.E. Mons. Mikel Garciandia, Vescovo di Palencia, in rappresentanza della Conferenza Episcopale Spagnola e del Comitato di Coordinamento del progetto. “Un piccolo progetto per evangelizzare e accogliere i giovani nei santuari è cresciuto significativamente. – ha detto il vescovo – I giovani hanno risposto con grande entusiasmo, dimostrando di essere i veri protagonisti di questo progetto, che mira a farli diventare strumenti di evangelizzazione in un mondo complesso. La “mano di Dio” è chiaramente all’opera, incoraggiando i giovani a cambiare il mondo”.
Mons. Garciandia ha visto un cambiamento culturale significativo tra i giovani negli ultimi 10-15 anni. Mentre in passato la gioventù tendeva a essere distante dalla Chiesa Cattolica, ora si nota una maggiore apertura e un interesse a scoprire valori permanenti e radici profonde. Molti giovani oggi cercano qualcosa di valido che dia loro un orizzonte. Il manifesto quindi mira a cogliere questa nuova disponibilità, dando ai ragazzi e alle ragazze del nostro tempo il protagonismo che meritano in questo momento. “Per me sarebbe bello se tutti giovani, iniziassero a pensare a un grande congresso dove coinvolgere le università, i gruppi, le diocesi, perché se noi vogliamo trasformare l’Europa, dobbiamo internazionalizzare il progetto e dobbiamo imparare a lavorare insieme. Sono certo che lo Spirito Santo ci darà questa spinta per crescere”

Appuntamento a Roma per il Giubileo
La proclamazione ufficiale del Manifesto è prevista per venerdì 1° agosto 2025, presso la Basilica di Santa Maria in Trastevere, nell’ambito del Giubileo dei Giovani. Il senso del Giubileo è rianimare la speranza, una sfida complessa per i giovani che vivono in un contesto di “cambiamenti dolorosi”. Monsignor Marco Gnavi, parroco di Santa Maria in Trastevere sottolinea che il pellegrinaggio non offre risposte facili, ma spinge la Chiesa ad ascoltare i giovani e a riflettere sul significato del “noi” nell’era dell’individualismo. “I giovani – ha detto infatti – non si sottraggono a queste domande di senso e, come affermato nel loro Manifesto, chiedono alla Chiesa di fidarsi di loro, lasciandoli servire e crescere”.

