Giornata Mondiale Ictus. L’esperto: “Ogni minuto è prezioso”

A Interris.it il Dott. Franco Giubilei, Responsabile della Stroke Unit dell'Ospedale Sant’Andrea di Roma sottolinea l'importanza di controlli periodici, dimostrando che si può evitare il fattore di rischio

ranco Giubilei, Responsabile della Stroke Unit dell'Ospedale Sant’Andrea di Roma (foto a sx: per gentile concessione; a dx: foto pixabay)

In occasione della Giornata Mondiale contro l’Ictus promossa dalla World Stroke Organization, si rinnova l’appello a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del tempismo e della prevenzione. L’ictus, patologia tempo-correlata, richiede un intervento immediato per limitare il danno cerebrale causato dall’interruzione o riduzione del flusso sanguigno.

L’Arma Più Efficace

“Oggi più che mai la prevenzione rappresenta l’arma più efficace per ridurre i casi di Ictus e di altre malattie cardio-cerebrovascolari,” si legge nelle note diffuse in occasione dell’evento. La strategia di base è l’adozione di stili di vita salutari: non fumare, praticare attività fisica regolare, limitare l’alcol e seguire una dieta equilibrata, privilegiando frutta, verdura, cereali integrali e pesce, e limitando sale, carni rosse, grassi animali e zuccheri. Fondamentale è anche l’identificazione e la gestione precoce di fattori di rischio come Ipertensione Arteriosa e Fibrillazione Atriale, anche con l’ausilio di misuratori della pressione validati per la rilevazione dell’aritmia.

L’esperto: “Si può e si deve fare prevenzione”

Sull’argomento è intervenuto il dottor Franco Giubilei, Responsabile della Stroke Unit dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma, chiarendo la natura dell’evento cerebrovascolare e i suoi segnali. Due tipologie: “Un ictus è un evento acuto cerebrovascolare che può interessare sia la componente emorragica che ischemica. Quindi abbiamo sia un ictus ischemico che un ictus emorragico. ad essere colpite dall’ictus sono prevalentemente persone dai 50 anni in su. L’incidenza aumenta con l’aumentare dell’età, ma ci sono anche casi molto in età più avanzata legati prevalentemente a patologie cardiache”

I segnali

Per Giubilei ci sono segnali precisi e solitamente sono legati al deficit motorico e vocale cerebrale. “Dipende dall’area cerebrale in cui è colpita – conferma l’esperto – e quella più frequente è la parte motorica o la parte sensitiva. Quindi ho difficoltà a muovere una parte del corpo o a sentire la percezione di una parte del corpo o un disturbo del linguaggio”.

Prevenzione

Il dott. Giubilei ha ribadito l’importanza di monitorare i noti fattori di rischio: “I fattori di rischio sono prevalentemente quelli cerebrovascolari. Abbiamo quindi i fattori di rischio fumo, ipertensione, diabete, dislipidemie legate a obesità, quindi vita sedentaria e poi ci sono tutte le patologie cardiache legate prevalentemente a disturbi del ritmo cardiaco, la fibrillazione atriale oppure legati a danni delle valvole cardiache”. Per il dott. Giubilei è comunque possibile prevenire l’insorgere di un ictus grazie a stili di vita sani e controlli periodici. “Oggi abbiamo delle indagini molto semplici per valutare tutto lo stato delle arterie, quindi delle carotidi e anche la parte cardiologica”. Infine, il dottore ha menzionato l’efficacia della terapia farmacologica: “Ci sono anche le terapie farmacologiche, dalle terapie antiaggreganti alle terapie anticoagulanti in alcune situazioni cardiache e quindi si può fare prevenzione.”

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: