Domenica 16 novembre si celebra la IX Giornata mondiale dei Poveri e quest’anno coincide con il Giubileo dei Poveri. Appena un mese fa, il 4 ottobre scorso, nella solennità di San Francesco d’Assisi, Papa Leone ha firmato la sua prima Esortazione apostolica Dilexi te sull’amore verso i poveri, un documento iniziato dal suo predecessore come seguito all’Esortazione Dilexit nos e portata a compimento dall’attuale Pontefice. Per approfondire il tema Interris.it ha intervistato Stefano Zamagni, professore di economia all’Università di Bologna e padre dell’economia civile.
L’intervista
Professore, nell’esortazione Dilexi te si parla del “peccato sociale che prende forma come ‘struttura di peccato’ nella società”. E’ vero che fu don Oreste Benzi il primo a parlarne?
“Sì è vero e io lo posso testimoniare. Il termine ‘strutture di peccato’ fu introdotto nel 1987 da Giovanni Paolo II nell’Enciclica Sollecitudo rei socialis. Tuttavia don Oreste lo aveva anticipato anni prima ma, dato che al tempo non aveva un ufficio comunicazione, quello che diceva rimaneva nel corto raggio e non fu ripreso”.
Cosa si intende per “strutture di peccato”?
“Tra esse vi sono le regole del gioco economico e finanziario che oggi operano contro la stessa volontà di quelli che lavorano per produrre. Non basta portare aiuto ai poveri ma occorre ‘rimuovere le cause che generano le ingiustizie’, come ripeteva don Benzi. Questo non significa non fare più l’elemosina, è chiaro che va fatta. L’elemosina aiuta a sopravvivere ma non a vivere. E’ come il pronto soccorso: quando serve è necessario nell’immediato ma nessuno si guarisce in quella struttura. Sono diverse le strutture che fanno ‘elemosina’, che portano beni di prima necessità, la Caritas lo fa ed assolve un compito importante. Il problema è che ancora oggi in tante realtà, anche nella Chiesa, si sconta ancora, in modo un po’ ingenuo, un’impostazione che non affronta le radici profonde della povertà”.
Come si possono convertire le strutture di peccato che generano le povertà?
“Si ha la vita quando le persone sono libere dai vincoli che impediscono il loro sviluppo. Per questo bisogna cambiare le regole del gioco, altrimenti non sei a posto con la tua coscienza. Ci si deve adoperare per rimuovere le strutture di peccato, come fanno, ad esempio, le realtà fondate da don Benzi, come le sue cooperative per dare lavoro ai disabili e agli emarginati”.
Come sconfiggere la povertà a livello internazionale?
“Occorre cambiare regole del mercato del lavoro, della finanza, del commercio internazionale che sfruttano in modo indegno i paesi poveri. Sono regole imposte tra gli altri dalla Banca mondiale, dal Fondo monetario internazionale, dall’Organizzazione mondiale della sanità”.
Gesù ha detto che “i poveri li avrete sempre con voi”. La povertà è ineluttabile?
“Questo poteva essere vero fino a 80 anni fa, ma oggi non più. Le disuguaglianze non sono date per natura ma per scelte politiche. Prima il sistema produttivo mondiale non produceva abbastanza cibo per sfamare l’umanità, ma dal dopoguerra non è più così. Oggi si produce più cibo del necessario ma rimane una grande fetta di popolazione che non ne ha abbastanza. Il problema è la distribuzione delle risorse”.
Può fare esempi concreti di “strutture di peccato” a livello internazionale?
“Il land grabbing, l’accaparramento delle terre. Da 40 anni si consente ad alcuni paesi, come la Cina, di ottenere il diritto di sfruttamento della terra di paesi africani. I prodotti vengono portati in patria e cosi le popolazioni locali non hanno alcun giovamento. Un altro esempio è la determinazione dei prezzi nel commercio internazionale: i paesi occidentali vendono prodotti ad alti prezzi e questo comporta un aumento del debito pubblico di molti paesi. Oggi 40 paesi sono a rischio default. Infine, è da citare la situazione dei brevetti dei vaccini salvavita: in questi casi vanno sospese le regole dei brevetti. Non è vero che in questo modo non si incentiva la ricerca. Queste regole vanno bene per il lusso ma non per salvare vite. I brevetti aumentano le disuguaglianze”.
Pochi giorni fa è stato pubblicato un Report sulle disuguaglianze globali commissionato dal Sudafrica in vista del G20 che si terrà a Johannesburg il 22-23 novembre. Che ne pensa?
“E’ agghiacciante, per la prima volta in un rapporto si mettono nero su bianco una serie di ingiustizie che subiscono i paesi più poveri. Nel report si illustra che l’1% della popolazione mondiale si è accaparrato il 41% della nuova ricchezza creata fra il 2000 e il 2024, mentre il 50% meno ricco si è dovuto accontentare dell’1%. Inoltre una persona su quattro, oltre 2 miliardi di persone, saltano almeno un pasto al giorno. E’ un vero e proprio atto di denuncia rispetto al quale non si può tacere”.

