“Don Oreste non è stato solo un sacerdote che si prendeva cura delle anime, ma ha curato le condizioni sociali delle persone che incontrava sulla sua strada. Lui diceva sempre: non basta mettere la spalla sotto la croce delle persone, ma dobbiamo dire a chi fabbrica le croci di smettere di farlo. Con questo libro ho voluto raccontare la storia delle Comunità Papa Giovanni XXIII che è lo specchio di don Oreste”. Riccardo Ghinelli, membro della Comunità Papa Giovanni XXIII, insegnante e fotografo, è l’autore del libro “Genesi di una rivoluzione. Don Benzi e la sua gente” (Sempre editore) e racconta a Interris.it cosa lo ha spinto a realizzare questo libro. Foto, estratti di discorsi e spiegazioni, rendono una testimonianza unica della nascita della Comunità Papa Giovanni XXIII e del carisma del suo fondatore, don Oreste Benzi. Il tutto grazie all’occhio attento e privilegiato di Riccardo Ghinelli autore di quelle foto che permettono al lettore di ripercorrere quella rivoluzione d’amore messa in atto dal sacerdote dalla tonaca lisa.

La rimozione delle cause
“Quando parliamo di don Oreste, ci viene naturale pensare alla sua opera di accoglienza: apriva strutture, andava anche a cercare di persona quanti avevano bisogno di aiuto – spiega Riccardo -. Si parla meno, però, di quanto lui ha fatto per rimuovere le cause che provocano le ingiustizie. Don Oreste interagiva anche con i Governi, con le istituzioni. Il tutto per un unico fine: rimuovere quelle che lui definiva ‘strutture di peccato'”. Riccardo, insegnante con la passione della fotografia, è uno di quei giovani che negli anni ’60 del Novecento, sono stati attratti da don Oreste Benzi, sacerdote capace di coniugare la proposta di una conversione personale, illuminata dal Vangelo, con un’azione politica che punta a rimuovere le cause dell’emarginazione, trasformando gli esclusi in protagonisti del cambiamento”.

Un archivio, una testimonianza di vita
Riccardo, dalla prima ora al fianco di don Oreste, con le sue foto testimonia la grande trasformazione di quegli anni. Ha aperto il suo archivio personale, raccogliendo delle foto in un libro per condividere con tutti quanto da lui vissuto. “Abbiamo chiesto a gran voce di passare dall’assistenza al riconoscimento dei diritti. Un’azione che abbiamo sentito molto e che abbiamo portato avanti stando insieme alle persone disabili – racconta -. In passato, verso i disabili c’era un atteggiamento pietistico e molto spesso anche il rifiuto. Le associazioni che si occupavano di disabili c’erano anche allora. La grande intuizione di don Oreste è stata quella di riunirle per farle scendere in piazza e parlare ad una sola voce: non pietà ma lavoro”.

L’attualità del messaggio di don Benzi
“Il suo messaggio è quanto mai attuale. Sono molti i giovani che oggi si battono per l’uguaglianza, per la cura del creato, per la tutela dell’ambiente. Alla fine di ogni capitolo del libro, ho cercato di fare un picolo bilancio: molto è stato fatto, ma c’è ancora tanto da fare – aggiunge l’autore del volume -. Il messaggio di don Oreste è profezia, lui ha sempre letto i fatti alla luce del Vangelo, mettendo sempre al primo posto la dignità della persona”.

Le giornate di don Oreste
Il libro di Riccardo Ghinelli verrà presentato venerdì 5 settembre alle ore 15 presso la sala del turismo di Rimini, in occasione delle Giornate di don Oreste. Tre giorni in cui, attraverso eventi, conferenze e momenti di preghiera e di festa, tutta la Comunità Papa Giovanni XXIII si riunirà per celebrare il centenario del suo fondatore, nato il 7 settembre 1925. “Mi ha colpito molto una frase che Elisabetta Casadei ha inserito nel libro sulle frasi più forti pronunciate da don Benzi: ‘Non mi interessa il titolo di santo, mi interessa far giustizia‘. Ecco, credo che se veramente vogliamo camminare sul sentiero tracciato dal nostro fondatore, dobbiamo fare giusitizia e proseguire in quell’azione di rimozione delle cause che lui ha sempre portato avanti”.

