Fra Marco Moroni: “Con San Francesco per la cura del creato e la pace”

Nel giorno della festa nazionale di San Francesco e dell'Ottavo Centenario, tutte le regioni si uniscono per l'offerta dell'olio, prolungando l'Anno Francescano fino al 10 gennaio

A sinistra, una panoramica della Basilica di San Francesco. Foto Ufficio Media Sacro Convento. A destra, fra Marco Moroni. Foto Francesco Vitale

Una festa straordinaria per un anniversario speciale che unisce l’intero Paese. In occasione dell’Ottavo Centenario della morte di San Francesco e del ritorno del 4 ottobre come festa nazionale, il custode del Sacro Convento di Assisi, fra Marco Moroni, spiega a Interris.it il significato profondo dei festeggiamenti di quest’anno. A differenza della tradizione che vede una singola regione protagonista del pellegrinaggio annuale, quest’anno saranno tutte le regioni italiane a riunirsi attorno alla tomba del Santo patrono per offrire l’olio della lampada e pregare per la pace. C’è un legame indissolubile tra la festa del Santo e la conclusione del Tempo del Creato, con un richiamo alla Laudato si’ e alla responsabilità di proteggere ogni specie e ogni forma di vita. Un anno francescano che non si chiude domenica 4 ottobre, ma prosegue fino al 10 gennaio 2027, un tempo di grazia concesso da Papa Leone per continuare ad accogliere le migliaia di pellegrini in arrivo ad Assisi.

L’intervista

Fra Marco, quale valore assume la Festa di San Francesco in questo anno speciale in cui il 4 ottobre torna a essere festa nazionale e qual è il suo impatto per il territorio?

“Quest’anno celebriamo gli 800 anni dalla morte di San Francesco, perciò la festa assume un carattere del tutto particolare. Non ci sarà un’unica regione italiana a portare l’olio per la lampada che arde davanti alla tomba del Santo e a venire in pellegrinaggio con la propria Chiesa e le autorità civili, ma parteciperanno tutte le regioni d’Italia. Sarà davvero una festa ancora più grande. Tutto questo ci permetterà di implorare, attraverso l’intercessione di Francesco, il dono della pace per l’Italia e per il mondo intero. Francesco è patrono d’Italia ma è un santo universale, di tutti. A lui ci affidiamo per chiedere ciò che il Signore vuole donarci per una vita bella, serena e degna per ciascuno”.

L’Ottavo Centenario, la conclusione del Tempo del Creato e la costante sete di pace sono temi che richiamano molti giovani ad Assisi. Che significato ha per loro questa festa e come si lega al messaggio del Papa sul creato?

“Il Tempo del Creato è un’iniziativa bellissima nata qualche anno fa, che si è aperto a inizio settembre con la giornata voluta dal Papa e si chiude proprio il 4 ottobre, nel giorno di San Francesco. È un percorso pensato in modo intelligente e creativo affinché il creato, affidato alla nostra responsabilità, possa vivere appieno. Non dobbiamo garantire la vita solo a noi esseri umani, ma permettere a tutte le creature, nostre sorelle e fratelli, di godere della bellezza e della gioia dell’esistenza per continuare a innalzare il loro canto al Signore. A questo proposito, ricordo sempre un passaggio della Laudato si’ che mi colpì moltissimo: guai se si perde anche una sola specie animale o vegetale, perché sarebbe una voce in meno capace di dare lode al Creatore”.

Siamo giunti al culmine di questo anno straordinario, aperto un anno fa. Quali emozioni le lascia questa esperienza alla guida del Sacro Convento e cosa la spinge ogni giorno ad accogliere i tanti pellegrini?

“È stato un anno estremamente impegnativo ma meraviglioso. E non si concluderà del tutto il 4 ottobre: grazie al dono di Papa Leone, l’Anno Francescano e il Giubileo proseguiranno fino al prossimo 10 gennaio. Questo ci permetterà di prolungare questo tempo di grazia, magari con ritmi leggermente più contenuti per permetterci di riprendere fiato dopo l’afflusso straordinario e variegato di questi mesi. È bellissimo continuare ad accogliere così tante persone, condividere con loro il cammino e portare la Parola del Signore attraverso la sensibilità e lo sguardo unici che ci ha trasmesso San Francesco”.

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