Emozione e devozione in questi giorni nella Basilica di Santa Maria Sopra Minerva a Roma, dove il corpo del Beato Pier Giorgio Frassati è esposto in vista della sua prossima canonizzazione. Interris.it ne ha parlato con fra Fabrizio Cambi, Priore della Comunità dei Frati Domenicani che vive e opera alla Minerva, per vivere meglio il significato della straordinaria presenza di questo loro fratello laico domenicano che sarà canonizzato a settembre
Per la vostra comunità domenicana di Santa Maria Sopra Minerva, cosa significa ospitare il corpo del Beato Pier Giorgio Frassati?
“Per noi è una vera e propria benedizione di Dio. Lo percepiamo come un fratello che torna a casa, un dono non solo per i frati, ma per tutti coloro che frequentano la Basilica. In questa settimana, decine di migliaia, forse centinaia di migliaia di pellegrini sono venuti qui a pregare davanti al suo corpo; un’emozione molto grande e un profondo senso di gratitudine a Dio. È anche un bellissimo esempio di collaborazione ecclesiale tra la famiglia Frassati, il nostro ordine domenicano e le Diocesi di Roma e Torino. Abbiamo visto tantissimi fedeli e devoti che, nonostante il caldo estivo, hanno voluto dedicare del tempo alla preghiera, chiedendo una grazia o un’intenzione al futuro santo”.
Che cosa provate nel vedere tante persone in fila che chiedono una benedizione o una preghiera?
“Spesso si sente dire che la Chiesa è frequentata solo da anziani – e gli anziani sono una benedizione – ma l’esperienza della presenza di Frassati qui a Santa Maria Sopra Minerva ci mostra come nei giovani ci sia una fede sincera e un desiderio autentico di incontrare Cristo e i suoi amici, i santi e i beati. Questo è illuminante, perché fa capire come la santità attragga. C’era un vescovo che diceva che, mentre a volte le persone possono sputare per terra davanti a un prete, si inginocchiano di fronte a un santo. È una benedizione e una grande consolazione spirituale per noi. Non è un caso che la sua presenza coincida con la settimana del Giubileo dei giovani, quasi una Giornata Mondiale della Gioventù diffusa in città, con tanti giovani pellegrini e volontari che testimoniano la loro fede davanti a un loro coetaneo”.
Giovane tra i giovani. Quanto è importante e attuale in particolare per l’Ordine Domenicano e come può affascinare i giovani di oggi?
“Sì, Frassati è un giovane tra i giovani, e quello che colpisce è l’interesse che suscita il suo essere terziario domenicano. Era un giovane a tutti gli effetti, ma viveva appieno il suo essere cristiano illuminato dalla spiritualità domenicana. Nonostante appartenesse a diverse realtà, il suo profondo senso di appartenenza all’Ordine Domenicano come laico è singolare, come si evince dalle sue lettere e dalle testimonianze dei suoi amici. Questo aspetto incuriosisce i giovani da ogni parte del mondo. Un giovane domenicano tra i giovani di tutto il mondo, che testimonia la fede nel Cristo morto e risorto per la nostra salvezza. È incredibilmente affascinante”.
Il Cardinale Vicario Baldassarre Reina, nella Santa Messa di accoglienza del Beato Frassati, ha dato un invito molto importante sulla testimonianza e sulla possibilità di essere chiamati alla santità anche come laici.
“Devo dire che la presenza del Vicario del Papa per la Diocesi è stata un bellissimo segno per il Giubileo, in particolare per i fedeli romani. È stato come un tempo dedicato, come Chiesa di Roma, per sostare insieme davanti a questo amico comune, Pier Giorgio Frassati, e per darsi il via. Il Cardinale, nella sua omelia, ha insistito molto sulla contrapposizione tra i drammi del mondo e la testimonianza di vita e santità di Pier Giorgio. Un punto molto interessante, tra i tanti, riguardava la piaga della droga in città. Il Cardinale ha evidenziato come il mondo contemporaneo proponga sostanze che rovinano, mentre Frassati si nutriva della sostanza che è Gesù Cristo, l’Eucaristia. È stata una bellissima opportunità per sentirsi Chiesa romana che, con l’amico Frassati, inizia un cammino verso il Giubileo dei giovani”.

