Enrico Lo Verso: “Dono la mia voce per onorare i medici eroi”

Enrico Lo Verso, amatissimo attore teatrale e televisivo, racconta a In Terris il suo impegno nel sociale: da Medici senza Frontiere, alla Nazionale Attori fino alla toccante collaborazione con la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO)

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“‘I morti non fanno rumore‘, scriveva Ungaretti. Allora dobbiamo parlare noi per loro, testimoniando l’impegno di tanti medici che ogni giorno combattono il Covid in prima linea, anche a costo della vita”.

Lo racconta a In Terris Enrico Lo Verso, recentemente “voce” dei medici eroi, morti nelle corsie d’ospedale per salvare la vita a migliaia di malati, commemorati lo scorso 20 febbraio durante la prima “Giornata nazionale del Personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato”, a loro dedicata.

L’amore per il teatro

Figlio di un ingegnere e di un’insegnante, Enrico Lo Verso (Palermo, 18 gennaio 1964) sin da giovanissimo frequenta diversi corsi di teatro, fino ad approdare al Centro sperimentale di cinematografia e all’Istituto nazionale del dramma antico.

Grazie a questi studi, inizia a recitare in diverse produzioni teatrali, finché non debutta al cinema nel 1988 con una piccola parte nel film Atto di dolore, a cui segue un ruolo maggiore l’anno seguente in Ragazzi nervosi di Anselmo Sebastiani, e altre piccole parti in film come Nulla ci può fermare e Donna d’onore.

Nel 1991 il regista statunitense Michael Lehmann lo sceglie per il film Hudson Hawk – Il mago del furto al fianco di Bruce Willis, ma la svolta che gli dona una grande popolarità nazionale avverrà soltanto nel 1992, quando viene scelto per il ruolo del carabiniere Antonio nel celebre film Il ladro di bambini, diretto da Gianni Amelio.

Enrico Lo Verso ne: “Il ladro di bambini”, 1992

Per il ruolo inizialmente era stato scelto Antonio Banderas, all’epoca ancora poco conosciuto, mentre Lo Verso avrebbe soltanto dovuto doppiarlo. Ma il regista Gianni Amelio rimase così colpito dall’attore siciliano al punto di decidere di affidargli l’intera parte, e di sceglierlo come protagonista per altri due suoi film, Lamerica (1994) e Così ridevano (1998).

Dopo Il ladro di bambini, Lo Verso reciterà ne La scorta di Ricky Tognazzi e soprattutto in Farinelli – Voce regina di Gérard Corbiau, che gli donerà una certa popolarità anche in Francia.

Dagli anni duemila, Lo Verso ha diviso la propria carriera di attore fra televisione e cinema, lavorando in pellicole come Hannibal di Ridley Scott, L’educazione fisica delle fanciulle di John Irvin, Salvatore – Questa è la vita di Gian Paolo Cugno e Milano Palermo – Il ritorno di Claudio Fragasso e in fiction come Mosè, I miserabili e Mogli a pezzi.

Nel 1992 ha avuto un figlio, Giacomo, dalla moglie Elena Montagna, che lavora in una casa di produzione. Il primo incontro tra i due è proprio avvenuto sul set dove Lo Verso era impegnato come attore in una serie tv. Da lì, non si sono più lasciati, preservando la vita familiare lontano dal gossip.

La prima Giornata nazionale del Personale sanitario

Lo scorso 20 febbraio, si è svolta la celebrazione della prima “Giornata nazionale del Personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato” per commemorare i medici morti per Covid. Al cerimoniale presso la sede La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) erano presenti il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, il Ministro della Salute, Roberto Speranza, il Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, mons. Vincenzo Paglia, il Presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli e un picchetto d’onore dell’Esercito italiano.

Oltre 17 mila sanitari morti nel mondo

Nell’ultimo anno sono morti nel mondo almeno 17 mila operatori sanitari, con una media di 30 al giorno. E’ l’allarme lanciato fa da Amnesty International, che chiede di accelerare la vaccinazione di milioni di sanitari, in prima linea in tutto il mondo. Sottolineando anche le disuguaglianze nella distribuzione dei vaccini: oltre la metà delle dosi mondiali sono state somministrate in soli 10 Paesi ricchi.

Sul proprio portale, la Fnomceo riporta l’elenco completo dei medici e odontoiatri italiani morti per covid. Ad oggi, riporta il portale, sono 337.

A condurre la cerimonia della prima “Giornata nazionale del Personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato” lo scorso 20 febbraio, è stata Livia Azzariti, accompagnata da Enrico Lo Verso e dal tenore Francesco Zingariello con un quartetto d’archi. Tra i diversi brani declamati, Lo Verso ha letto la poesia di Giuseppe Ungaretti: “Non gridate più” – che la Fnomceo ha scelto per il memoriale – un estratto de “La Peste” di Albert Camus e “La lettera di un medico”, di Gaetano Beatrice, la testimonianza di un medico in prima linea direttore di pneumologia a Benevento.

Nel video, l’intera cerimonia Fnomceo. Enrico Lo Verso declama a partire dal minuto 58:32.

L’intervista ad Enrico Lo Verso

Dottor Lo Verso, come ha vissuto questo periodo di pandemia?
“L’ho vissuto come una cosa totalmente nuova, non positiva, che ci ha costretto e ci costringe ad assumere comportamenti che pensavamo di non dover mai avere, ma che ora sono diventati improvvisamente molto importanti per la salute nostra e altrui. Vorrei sottolinearlo, il coronavirus è un’emergenza vera: per non mettere a repentaglio la vita nostra e altrui, bisogna collaborare tutti insieme seguendo le regole per poterne uscire il prima possibile”.

Come vive il fatto che siamo di nuovo con molte Regioni in zona rossa?
“Io mi sento un po’ deluso perché era chiaro da tempo che dopo l’estate ci sarebbe stata una nuova ondata, che non era finita lì. Ma subito dopo la quarantena molta gente usciva in strada ad abbracciarsi senza nessuna protezione… Questo non è responsabile. Durante l’estate c’è stata una follia collettiva di cui tutti stiamo pagando le conseguenze. Secondo me, se i morti della prima ondata erano imputabili solo al Covid, quelli della seconda ondata sono colpa dei ‘criminali’ che lo hanno sottovalutato o, peggio, che dicevano che il ‘covid non esiste'”.

Lei è nato e cresciuto in una Regione, la Sicilia, considerata spesso terra di mafia. Lei concorda con questa visione?
“No. La criminalità in Sicilia esiste. Ma non esiste solo la mafia. Esistono anche persone che non fanno parte della mafia ma dicendo che il covid non esiste e non usando la mascherina fanno comunque del male. Bisogna combattere questo malcostume.
Ovviamente in Sicilia, così come in Italia, è pieno di persone oneste, per bene, nonostante certa filmografia riprenda la Sicilia solo come terra di mafia. Questo non è veritiero. Io per esempio sono cresciuto circondato da buoni esempi: persone oneste e molto altruiste. Così anche io crescendo ho fatto miei quegli stessi valori. Per questo se ho la possibilità di essere di aiuto a qualcuno, di fare volontariato o attività sociali, lo faccio volentieri”.

Nello specifico, con quali associazioni ha collaborato?
“In passato per esempio ho collaborato con medici Senza Frontiere. Durante la pandemia, con la Nazionale Italiana Calcio Attori 1971 della quale faccio parte, abbiamo fatto delle collette e con i soldi abbiamo comprato e donato dei pacchi alimentari e siamo andati a distribuirli. La Nazionale Attori infatti ogni anno sostiene numerosi progetti e partecipa ad eventi significativi a scopo benefico. Nello specifico, io neppure gioco a calcio! Ma vado in giro per l’Italia con questa squadra perché ogni anno riusciamo a fare 200-250mila euro di beneficenza. Questo è importante e di aiuto alla gente, concretamente”.

Enrico Lo Verso con la Nazionale Italiana Calcio Attori

Recentemente, ha partecipato alla commemorazione della Fnomceo…
“Sì, una giornata di grande commozione. In quella occasione, ho accettato subito la chiamata del Presidente Anelli. Durante la commemorazione, ho letto dei versi significativi e profondi, tra cui la poesia di Ungaretti. Ognuno deve dare il proprio contributo alla società facendo quello che sa fare. Io sono un attore. Il ruolo dell’attore è quello di dare emozioni. Ma, in alcuni casi, è anche quello di dare voce alle persone e veicolare valori importanti come il rispetto, l’altruismo, l’impegno…come fanno i medici ogni giorno in prima linea contro il covid. Perché ‘i morti non fanno rumore’, come scriveva Ungaretti. Allora dobbiamo parlare noi per loro”.

Enrico Lo Verso alla cerimonia della Fnomceo, 20 febbraio 2021

“Inoltre, fare del bene agli altri fa molto bene anche a se stessi. Come quando si va a donare il sangue, un gesto semplice, di grande aiuto, che ti fa sentire davvero bene con te stesso. Io lo so, perché sono un donatore…”

Questo riguardo al bene. Cosa pensa invece di chi fa il male?
“Io credo che il male che uno fa agli altri, alla fine si ritorce sempre contro. E gli effetti della superficialità vissuta durante l’estate per esempio – come tutti quelli che si ammassavano in discoteca senza nessuna protezione – li stiamo subendo adesso. Poi si piange per le chiusure dei locali, delle scuole, dei negozi e della cultura. Ci si lamenta di non poter più andare in giro. Però, se fossimo stati più attenti questa estate, probabilmente oggi ne saremmo già fuori e sicuramente ora avremmo meno morti”.

Cosa può averci insegnato l’immane tragedia del Covid?
“Io non sono molto positivo. Alla fine della prima quarantena tutti dicevano che ne saremmo usciti migliori. Invece, così non è stato. La seconda ondata è arrivata anche più violenta della prima, ed era evitabile! Questo mi fa rabbia soprattutto ripensando a tutti i sanitari che hanno perso la vita in questo ultimo anno. La commemorazione della Fnomceo è stata davvero toccante perché, mentre tanti dicono che il covid non esiste, ci sono migliaia di medici che lo combattono in corsia ogni giorno ed hanno perso degli amici. Io ero lì a testimoniare questa tragedia, dovuta anche ai comportamenti irresponsabili di alcuni. Per uscirne, ci vuole umiltà e senso di squadra. Guardando solo al proprio interesse, non se ne potrà più uscire”.

Non gridate più

Cessate d’uccidere i morti,
Non gridate più, non gridate
Se li volete ancora udire,
Se sperate di non perire.

Hanno l’impercettibile sussurro,
Non fanno più rumore
Del crescere dell’erba,
Lieta dove non passa l’uomo.

Giuseppe Ungaretti

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