Economia e scenari globali: forum “oltre la guerra”

Boom di libri che riflettono sulla riduzione dell'uomo in solitudine o addirittura sull'ipotesi di cancellazione dell'umanità. Intanto l'economia muta le sue filiere

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Pensare e costruire il futuro oltre la guerra tra economia e cultura. Il Forum Impresa Persona Agroalimentare è un appuntamento ormai immancabile per imprenditori, manager della filiera agroalimentare italiana. Esperti e professionisti chiamati a confrontarsi su mercati, innovazione, lavoro e scenari futuri. La XXIII edizione, in programma il 30 e 31 gennaio a Milano Marittima (Ravenna), si intitola “Guardare al futuro senza paura. Costruire insieme in un mondo in guerra”. Il Forum si conferma come uno spazio di dialogo concreto, lontano dagli slogan e vicino ai problemi reali delle imprese. Il contesto attuale è segnato da instabilità climatica, volatilità dei prezzi, tensioni geopolitiche e trasformazioni profonde del lavoro. Perciò il Forum torna a parlare direttamente agli imprenditori. Affrontando le questioni che oggi incidono sulle decisioni strategiche delle aziende agricole e agroalimentari. La prima sessione del Forum sarà dedicata ai consumi e ai mercati. Così da affrontare un elemento cruciale: “Attenzione alla velocità dei cambiamenti, allacciamo le cinture di sicurezza“.

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Fragilità

Negli ultimi mesi, settori considerati solidi hanno mostrato tutta la loro fragilità. Il prezzo dell’olio d’oliva è crollato in poche settimane, il latte è entrato in una fase di forte ridimensionamento dopo anni favorevoli. Mentre il vino rosso affronta difficoltà significative in alcune aree storiche di produzione. Fluttuazioni rapide che colpiscono in particolare il mondo agricolo. Industria e Gdo (Grande distribuzione organizzata), invece, tendono ad ammortizzare gli shock. Perché il consumatore non accetta oscillazioni altrettanto repentine. Ampio spazio sarà dedicato anche agli effetti della geopolitica sui mercati agricoli, dall’arrivo di cereali dall’Ucraina alle tensioni legate ai dazi americani, che stanno creando incertezza e penalizzando le esportazioni. A testimoniarlo sarà anche il racconto diretto di un farmer statunitense, che porterà al Forum la voce dell’agricoltura americana alle prese con le conseguenze delle politiche commerciali.  

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Dall’economia alla cultura

Alla dimensione economica si unisce quella culturale. Un binomio necessario a focalizzare le evoluzioni del quadro generale. Pro o contro il catastrofismo? Stiamo veramente per scomparire o una via di salvezza è ancora possibile? La saggistica odierna, riferisce l’Ansa, si potrebbe riassumere in questa formula, perché sono molti i libri che riflettono sulla riduzione dell’uomo in solitudine o addirittura sull’ipotesi di cancellazione dell’umanità, travolta dalle guerre o dall’intelligenza artificiale. E qualcuno invece cerca una soluzione pacifica a tutto questo pessimismo (o realismo) cronico tornando ad esplorare meravigliose e poetiche abitudini. Il 2026 si è aperto come un anno di grande rilievo per la narrativa internazionale di lingua inglese, con il ritorno in libreria di alcuni tra i più importanti autori contemporanei. Maggie O’Farrell, Yann Martel, Julian Barnes, George Saunders e Ali Smith sono solo alcuni dei nomi di spicco che pubblicheranno nuovi romanzi nei prossimi mesi Atteso “Vigil” di George Saunders (Bloomsbury), secondo romanzo dello scrittore statunitense dopo il Booker Prize “Lincoln in the Bardo“. Il libro racconta la storia di uno spirito inquieto chiamato Jill, impegnato ad accompagnare i morenti, e affronta temi come la responsabilità ambientale e la connessione umana.

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Narrazione

Nello stesso periodo arriva “Glyph” di Ali Smith (Hamish Hamilton), opera complementare a “Gliff,” con una narrazione che intreccia favola e impegno civile contro guerra e violenza sociale. Julian Barnes annuncia quello che definisce il suo ultimo libro: “Departure(s)” (Jonathan Cape), in uscita a gennaio, un ibrido tra memoir e finzione che riflette su memoria, malattia, amore e mortalità. Grande attesa anche per “Land” di Maggie O’Farrell (Tinder), previsto per giugno. Il romanzo, ispirato alla storia familiare dell’autrice, è una saga multigenerazionale ambientata nell’Irlanda del XIX secolo dopo la carestia. A maggio Elizabeth Strout pubblica “The Things We Never Say” (Viking), romanzo indipendente che introduce nuovi personaggi, mentre Douglas Stuart torna con “John of John” (Picador), ritratto di un giovane che rientra nella comunità isolana delle Ebridi da cui proviene.

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