Il petrolio d’Italia è il turismo generando un impatto complessivo sul Pil istimato attorno al 9,6%. Per un valore assoluto di circa 237,4 miliardi di euro. Il settore è un pilastro strategico dell’economia nazionale e rappresenta oltre il 13% dell’occupazione totale del Paese. La situazione internazionale pesa “molto o abbastanza” sulle decisioni di viaggio per ben il 67% del campione. Le preoccupazioni principali che guidano queste scelte sono: aumento dei prezzi (65%): il caro voli, l’energia e l’inflazione rappresentano l’ostacolo maggiore. E il “caro vita” pesa, inevitabilmente, sui portafogli: se il 48% manterrà lo stesso budget dell’anno scorso, ben il 34% degli italiani si vede costretto a diminuire la spesa per le vacanze rispetto all’anno precedente. Questo scenario si inserisce, poi, in un contesto psicologico complesso. Infatti il sentimento generale nei confronti della vita è peggiorato per il 45% degli intervistati negli ultimi mesi. Con una minima parte che vede, invece, dei miglioramenti (9%). “I dati della ricerca dell’Istituto Piepoli confermano che il turismo resta un pilastro fondamentale del nostro sistema economico – afferma il presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti -. Ma ci dicono anche che siamo di fronte a un viaggiatore profondamente prudente e informato. Se da un lato il 70% degli italiani non intende rinunciare a un periodo di vacanza, dall’altro emerge una chiara richiesta di protezione”.

Opportunità-turismo
Ossia, aggiunge Lorenzo Tagliavanti, “protezione del proprio potere d’acquisto, minacciato dall’aumento dei prezzi, e protezione della propria sicurezza in un contesto internazionale instabile”. Quindi la Camera di Commercio di Roma ritiene che questa forte spinta verso le mete nazionali possa rappresentare anche un’opportunità che “le nostre imprese devono saper cogliere”: Puntando su “un’offerta di qualità che sappia bilanciare alti standard a costi sostenibili”. Insomma, riferisce l’Ansa, la sfida per l’estate 2026 non sarà solo attrarre più visitatori. Ma trasmettere valori come “accoglienza, qualità e sicurezza che, oggi più che mai, rappresentano il vero valore aggiunto del Made in Italy”. Dunque vacanze sì ma con prudenza sotto la spada di Damocle della crisi internazionale e del caro prezzi. Emerge dalla ricerca dell’Istituto Piepoli “Turismo: prospettive e opportunità per l’estate 2026” presentata alla Cciaa di Roma. L’obiettivo è bilanciare alti standard a costi sostenibili”. ”Il turismo – spiega Filippo Tortoriello, vice presidente della Cciaa di Roma – è un settore trasversale che genera importanti ricadute economiche su molte attività e ha una grande capacità di produrre ricchezza. Con un impatto positivo in termini di: attività economiche, indotto sul territorio, occupazione. Ed è un formidabile strumento di comunicazione del ‘Made in Italy” nel mondo. Il turista è il primo ambasciatore dell’Italian Lifestyle”. L’espressione Italian Lifestyle indica l’arte di vivere tipica italiana. È un mix unico di cultura, convivialità, cura per il bello e “dolce vita”. Significa apprezzare il tempo libero e dare valore alle relazioni umane, godendo delle piccole cose quotidiane.

Boom-Roma
Secondo Veronica Pamio, vice presidente Industria del Turismo e del Tempo Libero di Unindustria “è fondamentale che l’intera filiera turistica, in questa fase, lavori in maniera sinergica”. Così da trasmettere un messaggio di fiducia e rassicurazione in vista della stagione estiva per i mesi a seguire. Ad oggi, infatti, non si registra un calo significativo delle prenotazioni provenienti dall’estero, in particolare dai mercati extraeuropei. Un segnale che conferma come la propensione al viaggio e la visione del futuro non siano improntate al pessimismo“. Nell’occasione è stato fatto anche un bilancio della rilevanza del turismo per l’economia romana. Nel 2025 a Roma e provincia secondo i dati dell’Ebtl si sono registrati 27,7 milioni gli arrivi negli esercizi ricettivi (+3,6% sul 2024) e 62,9 milioni le presenze turistiche (+3,1% sul 2024). E i primi dati sul 2026 confermano il trend positivo di crescita. Nel primo bimestre c’è stato un +3,8% di arrivi e un +2,8%. di presenze. Secondo i dati elaborati da Sociometrica, nel 2024 il valore aggiunto generato dal turismo a Roma ha raggiunto la cifra record di 13,3 miliardi. Un risultato dovuto a un aumento delle presenze dell’80% in dieci anni (2014-24), dato di gran lunga superiore a Firenze e Venezia. L’accresciuta rilevanza del turismo per l’economia di Roma è ulteriormente rafforzata dallo spostamento verso i segmenti più alti. Nel 2024 Roma è stata la seconda città al mondo, dopo Londra, per nuove aperture di hotel extra lusso ed è previsto che nel 2026 ne aprano altri 14.

