Testimonianze per un nuovo anno all’insegna della pace

L'appello ai governanti affinché "alla violenza delle armi sostituiscano la ricerca del dialogo"

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Pace (@ Gerd Altmann da Pixabay)

“La pace è un desiderio di tutti i popoli, ed è il grido doloroso di quelli straziati dalla guerra – afferma Leone XIV-. Chiediamo al Signore di toccare i cuori e ispirare le menti dei governanti, affinché alla violenza delle armi sostituiscano la ricerca del dialogo“. Nei giorni immediatamente precedenti il Natale il patriarca di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa si è recato a Gaza. Per una visita pastorale e per le celebrazioni natalizie con i fedeli della parrocchia della Sacra Famiglia. Il porporato ha portato un messaggio di amore e ricostruzione dopo i conflitti che risuona anche nei suoi testi contenuti nel libro “Natale di guerra a Gaza” della collana Nativitas di Interlinea. Il testo raccoglie testimonianze di fede e speranza dalla città di Gaza nonostante il dolore e le sofferenze subite e i cui ricavato sarà devoluto alla parrocchia di Gaza. Un anelito di pace che unisce tutti gli uomini e le donne di buona volontà, secondo la lezione del Concilio Vaticano II. A Torino, infatti, la Scuola Holden ha ospitato l’80esimo Natale di pace.

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Foto © VaticanMedia

Testimonianze di pace

Un evento voluto dall’Associazione nazionale vittime civili di guerra e dal presidente della sezione Piemonte-Val D’Aosta. Nicolas Marzolino è stato nominato quest’anno Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana per l’impegno civile dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sul palcoscenico del General Store si sono succedute le testimonianze di alcune vittime civili di guerra. Alternate a momenti di musica, dibattiti e performance artistiche che hanno aiutato il pubblico a comprendere cosa significa essere sopravvissuti alla guerra e diventare costruttori di pace. Tra gli ospiti Antonio Brusa, classe 1932, ferito da una bomba a mano nel 1944. Yara Abushab, fuggita dall’inferno di Gaza dove ha perso tutto. Ahmed Baali partito dallo Yemen e arrivato in Italia dopo un viaggio travagliato che ha toccato anche le prigioni libiche. E poi don Renato Sacco, parroco di Villadossola che è stato a lungo a Sarajevo, in Kosovo, Palestina, Iraq, Afghanistan, Ucraina. Vito Alfieri Fontana ingegnere e produttore di ordigni bellici convertitosi e diventato esperto nella bonifica delle mine antiuomo. Ellade Giacinta Peller, ferita in giovane età dallo scoppio di un ordigno inesploso e oggi sindaca di Nomaglio. Lorenzo Bernard, atleta paraolimpico e consigliere dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra-Piemonte e Valle d’Aosta. La giornata si è chiusa con una tavola rotonda con proposte per il disarmo, soluzioni di pace e la condivisione di esperienze di operazioni umanitarie.

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Gaza (@ hosny salah da Pixabay)

Voci da Gaza

“Qui Dio piange con gli occhi dei bambini”, ha detto padre Gabriel Romanelli, di recente ferito negli attacchi alla chiesa cattolica di Gaza. È una terra devastata dal dolore e dalla morte. Qual è il senso del Natale in una situazione di questo genere in cui tutto sembra portare alla disperazione? Sono raccolte in queste pagine testimonianze che giungono dalla città di Gaza, dove nonostante tutto non si vuole cedere alla disperazione. È una piccola comunità sempre all’opera quella che vive il ricordo della natività in questa città, sostenuta dalla certezza – espressa dal patriarca Pizzaballa – che “un bambino è nato per noi e ha riempito di speranza la storia e il mondo intero”. E che “dobbiamo custodire i nostri cuori per essere capaci di ricostruire“. Il volume, corredato da immagini, è diviso in quattro sezioni. La prima è dedicata a papa Francesco, che ha dimostrato la sua vicinanza alla piccola comunità cattolica di Gaza nei momenti di maggiore drammaticità. E si apre con una sua lettera del 7 ottobre 2024 indirizzata ai cattolici del Medio Oriente. Parole di solidarietà ma anche un invito alla speranza. “Siete un seme amato da Dio. E come un seme, apparentemente soffocato dalla terra che lo ricopre, sa sempre trovare la strada verso l’alto, verso la luce, per portare frutto e dare vita. Così voi non vi lasciate inghiottire dall’oscurità che vi circonda ma, piantati nelle vostre sacre terre, diventate germogli di speranza, perché la luce della fede vi porta a testimoniare l’amore mentre si parla d’odio, l’incontro mentre dilaga lo scontro, l’unità mentre tutto volge alla contrapposizione”.

Leone XIV con vescovi e teologi partecipanti al simposio “Creato, natura, ambiente per un mondo di pace” (@ Vatican News)

Oltre l’odio

La seconda parte è dedicata alle parole del patriarca Pizzaballa pronunciate a Betlemme negli ultimi due Natali e nella stessa città di Gaza in occasione della sua visita nel dicembre 2024. Nei suoi discorsi risuona una domanda: “C’è ancora un posto per il Natale in una terra devastata dall’odio degli uomini?”. Rimarcando l’insostenibile attesa del popolo palestinese affinché la comunità internazionale trovi soluzioni per porre fine all’occupazione e osservando: “Mi sembra che oggi ciascuno sia chiuso nel suo dolore. Odio, rancore e spirito di vendetta occupano tutto lo spazio del cuore. E non lasciano posto alla presenza dell’altro. Eppure, l’altro ci è necessario. Perché il Natale è proprio questo, è Dio che si fa umanamente presente, e che apre il nostro cuore ad un nuovo modo di guardare il mondo”. La terza sezione raccoglie invece alcuni articoli relativi ai Natali 2023 e 2024, trascorsi dalla popolazione di Gaza nella sofferenza e nella flebile speranza di un domani diverso tratti da “L’Osservatore Romano”, “Sir”.”Agenzia d’informazione”, “Avvenire”, “Vatican News”, “+972 Magazine” e “The New York Times”. La quarta sezione conclude il libro con i messaggi Urbi et Orbi per i Natali 2023 e 2024 di papa Francesco, una forte condanna alla follia di chi fomenta lotte e conflitti in tutto il mondo nella speranza che l’annuncio del Natale sia accolto e vinca ogni divisione.

 

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