Oggi viviamo onlife, in uno stato di connessione permanente. Le ore passate navigando in Rete e scorrendo tra i post che appaiono sui social aumentano, i bambini maneggiano la tecnologia in età sempre più precoce, fino ad arrivare ad un adolescente su cinque che passa oltre quattro ore al giorno con gli occhi sullo smartphone. L’utilizzo intenso di questi dispositivi può causare diversi disturbi, fino a sfociare nella dipendenza. Inoltre, non sempre il comportamento online è corretto e responsabile. In risposta a questi problemi, parte il primo centro in Italia rivolto agli adolescenti e dedicato alla disconnessione e all’educazione digitale, mettendo al centro la relazione, l’uso consapevole della tecnologia e l’acquisizione di nuove competenze.
Fuori dal guscio
Lo spazio per sviluppare il senso critico e la connessione tra le persone attraverso l’incontro in un luogo fisico nasce a Firenze, alla biblioteca Vincenzo Chiarugi, specializzata in salute mentale. “Discover-Fuori dal guscio” è il frutto della collaborazione tra il Comune di Firenze, Asl Toscana Centro e la cooperativa di impresa sociale ReteSviluppo. Un servizio preventivo ed educativo, non clinico. “Non siamo medici che curano una dipendenza”, spiega a Interris.it la presidente di ReteSviluppo Ester Macrì, “ma educatori che insegnano a utilizzare bene il digitale”. Al via a settembre, la prima fase del progetto pilota durerà quattro mesi.
Un’emergenza educativa
Diversi Paesi stanno cercando di regolare l’accesso dei minori alle piattaforme social – l’Australia per prima ha imposto il divieto a chi non ha ancora compiuto 16 anni. L’iperconnessione e l’uso non responsabile del digitale derivano, secondo Macrì, da un’emergenza educativa diffusa. “L’abuso dei dispositivi digitali è un fenomeno che rientra in una questione educativa più ampia. In Italia come altrove, la povertà educativa e la generale scarsa attenzione agli adolescenti fanno avanzare il digitale su un terreno non preparato, così i giovani lo usano troppo o male”. L’approccio del Centro percorrerà la strada della consapevolezza e della formazione. “Il nostro obiettivo è aiutare gli adolescenti a maturare il proprio spirito critico e trasmettergli nuove competenze”.
L’uso responsabile dei social
Uno dei “temi caldi” quando si parla di digitale sono i social network. Cyberbullismo, fake news, contatti da persone sconosciute, materiali inappropriati e intelligenza artificiale sono tra i principali rischi che popolano il mare della rete, a volte sotto il pelo d’acqua e in altri casi evidenti in superficie. Il centro “Discover” propone laboratori con media educator, esperti che formano all’uso responsabile e appropriato di questi strumenti, per imparare qual è il linguaggio corretto da utilizzare sulle piattaforme e a distinguere i contenuti veri da quelli falsi.
Come si lavora con le piattaforme
Alla netiquette, il “codice di buona condotta” di Internet, si accompagna l’offerta formativa. In collaborazione Kinoa Innovation Studio, un’azienda attiva nel ramo della comunicazione, si propongono corsi per insegnare ai ragazzi la gestione professionale dei social, dalla realizzazione delle grafiche al montaggio video, dalle tecniche di costruzione dell’identità digitale di un’azienda o un marchio fino alle norme che regolano i contenuti sulle piattaforme. “Se a un adolescente piace navigare su un social, invece di utilizzarla passivamente può trasformarlo nel suo futuro lavoro”, osserva Macrì.
Luogo d’incontro
Una volta istruito su come usare correttamente lo strumento digitale, l’altro passo è far comprendere quando è il momento di connettersi con quello che lo circonda. Come riempire il tempo interiore senza telefono né Internet? “Lavoreremo sulla relazione, proponendo giochi da tavolo e attività che gli permetteranno di entrare in contatto con sé stessi e con altri, come il teatro, la scrittura creativa e lo sport, in rete con le associazioni sportive cittadine”, risponde la presidente. E conclude: “Il centro è un luogo di incontro”.

