Dalla memoria industriale all’Ai: storie di alternanza

Un'iniziativa per dare voce ai talenti più giovani, facendo capire che la memoria industriale, quando è trattata con rigore e intelligenza, non chiude una storia ma la riapre

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Storie di memoria industriale per un futuro a misura delle nuove generazioni. Terni, nota come la “Manchester italiana” o “Città dell’Acciaio“, ha una storia industriale centenaria, iniziata nell’Ottocento grazie alla disponibilità idrica e strategica. Fondata nel 1884, la Saffat (Acciaierie di Terni) è stata il primo grande polo siderurgico italiano, trasformando la città in un colosso industriale, tuttora attivo con le Acciai Speciali Terni. Alla Camera di commercio dell’Umbria, nella sede di Terni, la memoria del lavoro e l’energia dei giovani si sono incontrate in un doppio appuntamento. Un’iniziativa dedicata alla storia imprenditoriale del territorio. Oltreché alle migliori esperienze dei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. Un viaggio nel tempo e nei comparti produttivi tra radici industriali, cultura d’impresa e nuove traiettorie professionali. A coordinare i vari momenti del doppio evento è stata Giuliana Piandoro, vice segretario generale della Camera di commercio dell’Umbria.  In un tempo che troppo spesso separa cultura e lavoro, identità e innovazione, memoria e progetto l’iniziativa compie l’operazione opposta. Ossia tiene insieme i pezzi dimostrando come la vocazione produttiva di un territorio non viva soltanto negli archivi ma anche nelle aule. Quindi non solo nei manifesti del Novecento, ma nelle idee di chi oggi prova a dare forma al domani. Insomma Terni non celebra il proprio passato con nostalgia ma lo rimette in circolo. E nello stesso tempo si impegna a dare voce ai suoi talenti più giovani. Facendo capire che la memoria industriale, quando è trattata con rigore e intelligenza, non chiude una storia: la riapre”.

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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Storie di futuro

Dunque a Terni prima è stata inaugurata la mostra permanente “Comunicazione d’impresa in provincia di Terni-Dalla Belle Époque al miracolo economico“. Poi ha avuto luogo la premiazione regionale dell’ottava edizione del Premio “Storie di Alternanza e Competenze”, che ha visto protagonisti due istituti ternani. Fin dall’inizio è emerso con chiarezza il cuore culturale dell’iniziativa. La storia industriale, infatti, non è stata trattata come un repertorio da conservare. Ma come una materia viva, capace ancora di spiegare il presente. Un’impronta visibile già nei manifesti, nei marchi, nelle immagini pubblicitarie. Dai segni visivi raccolti nella mostra emerge infatti l’estetica di un’epoca. Ma anche il modo in cui Terni ha costruito e raccontato se stessa tra fine Ottocento e miracolo economico. Una narrazione che attraversa l’impresa, il lavoro, la società. E che restituisce alla comunicazione d’impresa il suo ruolo pieno. Ovvero non semplice ornamento bensì linguaggio di un’identità collettiva. Giorgio Mencaroni è il presidente della Camera di commercio dell’Umbria. E ha ribadito come valorizzare la storia d’impresa “significhi dare riconoscimento alle donne e agli uomini che hanno costruito un sistema produttivo dinamico e vitale”. Nel suo intervento anche la proposta di “unire il materiale della mostra di Terni con quello di Perugia”. Affinché “sia nella sede ternana sia in quella perugina della Camera siano presenti entrambi i patrimoni documentari”. Nel segno di “un’unica Umbria, con due capoluoghi e una comune missione istituzionale”. Nella sala convegni, alla presenza ampia e attenta delle studentesse e degli studenti, ha portato il suo saluto la prefetta di Terni, Antonietta Orlando.

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Foto di Jac Engels da Pixabay

Giovani e lavoro

Il Pcto (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento), ex alternanza scuola-lavoro, è un percorso didattico obbligatorio nel triennio delle scuole superiori. Integra la formazione scolastica con esperienze pratiche presso enti pubblici o privati, sviluppando soft skills e orientando al futuro professionale. Le ore minime sono 90 per i licei, 150 per i tecnici e 210 per i professionali. “Come noto – ha detto Antonietta Orlando- i giovani sono al centro della mia azione e rappresentano una grande speranza. Vedere ragazze e ragazzi aver svolto lavori così importanti e collegati al mondo del lavoro, nell’ambito delle iniziative Pcto, è un segnale importante che deve dare fiducia”. La prefetta ha quindi evidenziato l’importanza della mostra permanente. Una rassegna capace di testimoniare la vocazione imprenditoriale ternana, che nel tempo si è trasformata ma non si è esaurita. “Ricordare è anche guardare al futuro“, ha precisato Antonietta Orlando. Roberta Bambini è il dirigente scolastico dell’Issca “Orneore Metelli”. Gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Classico e Artistico di Terni hanno avuto un ruolo decisivo nella realizzazione della mostra. Roberta Bambini ha rimarcato l’importanza dell’esperienza compiuta dai ragazzi, resa preziosa non solo sul piano formativo, ma anche su quello civile. Ossia una conoscenza più consapevole del territorio, delle proprie radici e del legame tra studio, cultura e lavoro. Sulla stessa linea Carlo Gentili, intervenuto in rappresentanza della Fondazione Carit, che ha spiegato il senso del sostegno offerto all’iniziativa. E cioè non un contributo rivolto soltanto alla conservazione della memoria. Bensì un investimento sulla sua capacità di diventare consapevolezza storica condivisa. La vocazione imprenditoriale di Terni, infatti, non appartiene solo al passato. Resta una chiave di lettura del presente e una risorsa da valorizzare.

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Foto di Lifetime Leather su Unsplash

Competenze

Le relazioni dei professori Marco Venanzi e Maria Laura Moroni, hanno aggiunto profondità all’iniziativa. Inserendo la vicenda ternana in un quadro più ampio. E offrendo strumenti per leggere la comunicazione d’impresa e la stessa architettura della città come specchio di una società. Oltreché di un’economia, di una cultura visuale che nel corso del Novecento ha accompagnato la trasformazione dell’Umbria e del suo sistema produttivo. Poi la consegna del Premio “Storie di Alternanza e Competenze”, promosso da Unioncamere e dalle Camere di commercio. In collaborazione con il ministero dell’Istruzione e del Merito. A essere premiati sono stati due istituti ternani. Nella categoria “licei” ha vinto il Liceo scientifico “Renato Donatelli” con il progetto “Mirabilia Bootcamp 2025”. Un percorso che intreccia cultura, creatività, valorizzazione del patrimonio e imprenditorialità. Nella categoria “istituti tecnici” si è imposto l’I.I.S. “Casagrande-Cesi” con “CyberMinder”. Mini-impresa studentesca orientata allo sviluppo di strumenti di intelligenza artificiale contro le frodi online. Un progetto che ha già ottenuto anche un riconoscimento nazionale a Job&Orienta di Verona.

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