Una città in festa, sospesa tra l’emozione dell’attesa e il rigore di una preparazione spirituale meticolosa, si appresta a vivere una giornata storica. Oggi Pavia accoglierà Papa Leone XIV in quella che è la sua prima visita pastorale nel Nord Italia dall’inizio del pontificato. Un evento che si preannuncia denso di significati simbolici e pastorali, segnando il “ritorno” alle radici di Robert Francis Prevost, eletto al soglio pontificio l’8 maggio 2025, che della sua identità agostiniana ha fatto il fulcro del proprio magistero. Leone XIV è il terzo Pontefice in epoca moderna a calcare il suolo pavese, seguendo le memorabili tappe di Giovanni Paolo II nel 1984 e di Benedetto XVI nel 2007.
Alle radici del “Dottore della Grazia”
Se la presenza di un Papa è sempre un momento di grazia, la scelta di Pavia da parte di Leone XIV assume un valore quasi intimo. Il Pontefice, primo religioso agostiniano della storia a salire al soglio di Pietro, si è definito fin dal primo giorno “figlio di Agostino”. Il legame tra il Papa e la città è antico: prima della sua elezione, quando era Priore Generale dell’Ordine, l’allora padre Prevost visitava Pavia almeno una volta all’anno per raccogliersi davanti alle spoglie del Santo. Oggi ci torna da Papa, per indicare alla Chiesa locale una rotta di rinnovamento.
L’incontro con i padri agostiniani e le reliquie
Il momento più atteso sul piano spirituale avverrà alle ore 15.30, quando il Pontefice varcherà la soglia della Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. Qui Leone XIV incontrerà privatamente la comunità dei padri agostiniani – custodi storici della tomba del santo fin dal 1327 per decreto di Papa Giovanni XXII – e presiederà una solenne Celebrazione della Parola, alla presenza dei vescovi lombardi, venerando le preziose reliquie di Sant’Agostino custodite nell’arca marmorea. Un incontro che non è solo memoria, ma rilancio missionario. Come ricordava lo stesso Prevost in uno scritto del 2012, il carisma agostiniano non si chiude nelle strutture, ma consiste nel “prendere Agostino e guardare alle necessità dei tempi, rispondendo oggi ai bisogni del Popolo di Dio”. Da quando Leone XIV è Papa, San Pietro in Ciel d’Oro è diventata meta di un flusso incessante di pellegrini e turisti, risvegliando una devozione che la storica visita di Benedetto XVI nel 2007 aveva già potentemente dissodato.
una città tra scienza, giovani e fragilità
Le aspettative della diocesi e della cittadinanza sono altissime. Il vescovo di Pavia mons. Corrado Sanguineti ha invitato i fedeli a vivere il passaggio del Papa come il passaggio di Pietro, lasciandosi lambire dalla sua ombra che porta il bene. La città si è preparata con mesi di preghiera e incontri culturali all’Università e al Collegio Ghislieri, per mostrare al Pontefice il suo volto autentico: una città universitaria e un polo di eccellenza medica. Non è un caso che la primissima tappa del Papa, alle 14.45 dopo l’atterraggio al campo sportivo del Cravino, sarà una visita privata al CNAO (Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica). Una scelta dal forte valore sociale e “politico”: in un’epoca in cui l’energia e la scienza vengono spesso usate per distruggere, il CNAO usa la tecnologia e gli acceleratori di particelle per salvare vite, curando i tumori più complessi. Lì il Papa abbraccerà i piccoli pazienti oncologici e le loro famiglie, davanti al mistero della sofferenza innocente. L’abbraccio della città si sposterà poi verso il centro. Alle 17.00, la papamobile attraverserà le vie cittadine fino a Piazza Duomo, dove il Papa riceverà l’omaggio dei ragazzi dei Grest e della nutrita comunità latinoamericana del territorio. Per l’occasione, avverrà un evento senza precedenti: la parrocchia di Copiano trasferirà eccezionalmente in Cattedrale il venerato quadro della Madonna della Colombina, davanti al quale il Pontefice sosterà in adorazione prima di rendere omaggio a San Siro, patrono di Pavia.
Agostino parla ai giovani d’oggi
L’appuntamento culminante sarà alle 17.30 in Piazza della Vittoria per l’Incontro con la Cittadinanza. Sul tavolo ci sono le grandi sfide cittadine: l’emergenza abitativa per le famiglie e, soprattutto, l’emergenza educativa che colpisce i quasi 25mila universitari che popolano la città. In questo contesto, la pastorale giovanile pavese si è riorganizzata, trasformando oratori e spazi del seminario in aule studio e luoghi di condivisione. “Agostino è straordinariamente moderno per i giovani d’oggi”, ha rivelato mons. Sanguineti in una nota. “Il suo percorso esistenziale – l’allontanamento dalla fede, le scelte tormentate, l’inquietudine e la ricerca costante del senso della vita – rispecchia il vissuto di tanti ragazzi, credenti e non. Il Papa viene a ricordarci che i percorsi delle persone non sono lineari, ma che Dio trova sempre una strada”. Pavia è pronta a farsi sorprendere da questo abbraccio speciale, qui Leone XIV troverà una comunità che spera di ritrovare la freschezza e il coraggio della testimonianza cristiana.

