Dalla cattedra dei non credenti al cortile dei gentili

Costruire spazi di dialogo e confronto tra le generazioni serve a far progredire la civiltà e a rendere la società uno spazio inclusivo. Testimonianze

La cultura come cattedra di dialogo. Da quella dei non credenti a Milano al cortile dei gentili in Vaticano, la Chiesa pone la formazione culturale al centro della sua missione. Ha detto papa Francesco incontrando gli uomini e le donne di cultura: “Viviamo in un’epoca in cui nuovi muri si alzano, in cui le differenze diventano pretesto per la divisione anziché occasione di arricchimento reciproco. Ma voi, uomini e donne di cultura, siete chiamati a costruire ponti, a creare spazi di incontro e dialogo, a illuminare le menti e a scaldare i cuori”. Costruire spazi di dialogo e confronto tra le generazioni serve a far progredire la civiltà e a rendere la società uno spazio inclusivo. Un compito che riguarda istituzioni religiose e civili. Per esempio il Salone del libro di Torino “é un lavoro entusiasmante, bellissimo, che non finisce mai. Un gioco, nel senso più serio del termine. E’ una festa fatta di parole degli autori e delle autrici che vengono al Salone, che sono ‘Le parole tra noi leggere’ come recita il titolo di quest’anno. Quindi è un qualcosa che dobbiamo prendere con divertimento ma con altrettanta serietà e determinazione perché le parole sono importanti. La lettura è importante. Sono importanti gli autori e autrici che ogni anno sono felici di venire al Salone così quanto gli editori. E così come le parole per raccontare il presente sempre con grande speranza verso il futuro”. La direttrice del Salone del libro di Torino, Annalena Benini illustra l’edizione 2025, in programma dal 15 al 19 maggio al Lingotto. Tra le novità dell’edizione 2025, la sezione “Crescere” che si aggiunge alle sette già introdotte lo scorso e che sarà curata dallo psicoterapeuta Matteo Lancini.

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Foto di Andrea Piacquadio: https://www.pexels.com/it

L’educazione in cattedra

“Ci sembrava urgente e significativo. spiega Benini – offrire al Salone, che da sempre si occupa di ragazzi e ragazze e anche del disagio del crescere, un momento di riflessione in più con ospiti importanti e affidarlo a chi con i ragazzi e le loro emozioni lavora ogni giorno, quindi a uno psicoterapeuta”. La nuova sezione, dunque, si occuperà della scoperta ed evoluzione di tutti i sentimenti piacevoli o disturbanti che accompagnano la crescita, delle difficoltà e delle sofferenze delle nuove generazioni di adolescenti e giovani adulti e della complessità dell’essere genitore, insegnante ed educatore oggi. Il cantautore Salmo parlerà del suo primo libro, “Sottopelle” (Mondadori Electa), e della creatività che scaturisce dalle esperienze travagliate, così come della ricerca della propria vocazione. Lo psicologo Giuseppe Riva (Il Mulino) e Vittorio Gallese, Pier Cesare Rivoltella e Stefano Moriggi, tutti autori di Raffaello Cortina Editore, ragioneranno sugli effetti della tecnologia sulle relazioni e sulle persone. Il giornalista Beppe Severgnini e l’autore e sceneggiatore Federico Taddia esploreranno il divenire padri e nonni. Di relazioni ragioneranno le scrittrici Maura Gancitano e Viola Ardone. La stesso mandato di cattedra del dialogo è assolto dalla Fondazione Feltrinelli presso la quale a Milano sono state premiate alcune opere utili a capire il livello di avanzamento culturale del mondo contemporaneo. Sono “E la quarta volta siamo annegati” di Sally Hayden (Bollati Boringhieri) per la categoria Libri. “Storia con mare cielo e paura” di Vivian Lamarque (Salani Editore) per Libri Kids. “Coming to America” di Rhana Natour ed Eman Mohammed (The Atavist Magazine) per le inchieste. E “Swipe, Love, Respect: La Gen Z parla d’amore” a cura del Liceo scientifico Respighi di Piacenza, che per i podcast ha vinto l’edizione 2025 del premio Premio Inge Feltrinelli nella categoria “Raccontare il mondo, difendere i diritti”. Il riconoscimento era dedicato quest’anno al tema “Libertà di parole”. Le vincitrici hanno trionfato tra le quasi 170 opere valutate dalla giuria internazionale del premio, presieduta da Carlo Feltrinelli.

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Foto di Element5 Digital su Unsplash

Il dialogo come missione

La Fondazione Giangiacomo Feltrinelli è uno dei maggiori centri europei per lo studio della storia del pensiero economico, politico e sociale moderno e contemporaneo – spiega Claudia Corvi che si occupa di beni culturali alla Regione Lombardia-. La Fondazione promuove, attraverso la realizzazione di convegni, colloqui internazionali, seminari, corsi, mostre e pubblicazioni, studi e ricerche sulle società moderne e contemporanee, con una specifica attenzione alla storia delle idee, alle culture politiche dei movimenti democratici nazionali e sovranazionali, alle questioni della globalizzazione e dello sviluppo, secondo le linee tematiche e disciplinari costitutive della biblioteca che ne rappresenta il nucleo originario e secondo le linee di lavoro stabilite dal comitato scientifico”. Nel 1949 veniva fondata a Milano, per iniziativa privata, la Biblioteca Giangiacomo Feltrinelli. Essa prese le mosse da un interesse specifico per l’approfondimento della storia contemporanea, e in particolare per la storia delle idee e dei movimenti sociali e col proposito di raccogliere in ordine sistematico e unitario ogni genere di materiale documentario: fondi archivistici, volumi, opuscoli, periodici, numeri unici, manifesti e documenti fotografici. Prosegue Claudia Corvi: “Il primo nucleo venne arricchito dall’editore che acquistò in vari paesi, a cominciare dalla Germania, fondi che collezionisti avevano accumulato nel corso di decenni sulla storia del movimento operaio e delle idee sociali moderne e che, nelle difficili circostanze postbelliche, potevano essere disposti a vendere a un intenditore capace di riunirli in una nuova biblioteca accessibile al pubblico europeo”. Urgeva salvarli dalla dispersione e dalla distruzione.

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Foto di Ed Robertson su Unsplash

Luoghi della cultura

Oltre ai volumi e ai testi a stampa l’attenzione è concentrata al recupero del materiale manoscritto (carteggi, autografi, documenti) sfuggito alle distruzioni fasciste a rischio di andare disperso. Feltrinelli batte le librerie antiquarie, visita i singoli militanti muovendosi in un orizzonte internazionale senza trascurare il lavoro di scavo e raccolta capillare attraverso gran parte delle province italiane. Rievoca Claudia Corvi: “Nel 1950 la biblioteca fu traslocata nei locali di Via Scarlatti 5 e nel 1951 venne costituita l’Associazione “Biblioteca Giangiacomo Feltrinelli”, che annovera tra i suoi collaboratori personaggi che presto assumeranno posizioni di spicco nel panorama culturale italiano e internazionale e possiede già circa 40.000 opere e parecchie centinaia di periodici. In poco più di dieci anni la Feltrinelli divenne un centro fondamentale di raccolta e documentazione della storia economica, politica e sociale italiana e del movimento operaio italiano ed europeo con lo scopo di promuoverne la conoscenza e lo studio scientifico”. A tal fine venne costituito nel 1960 a lato della Biblioteca l’istituto Giangiacomo Feltrinelli, articolato in molteplici sezioni di studio (storia politica, economica e sociale, storia del socialismo internazionale e dei movimenti operai, storia dell’antifascismo e della Resistenza). Nel 1957 la Casa editrice si era trasferita in via Andegari 6; nello stesso edificio (ingresso in via Romagnosi 3) si trasferisce, nel 1961 anche l’Istituto G. Feltrinelli con la Biblioteca. Nel 1973 in esecuzione della volontà espressa da Giangiacomo Feltrinelli è stata costituita la Fondazione con la biblioteca e gli archivi definitivamente assegnati alla Fondazione stessa a cui viene riconosciuta personalità giuridica il 27 aprile 1974.

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Cattedra del sapere

I libri, le collezioni periodiche, i fondi archivistici documentano la storia politica, sociale, economica europea ed extraeuropea dell’età moderna e contemporanea. Aggiunge Claudia Corvi: “I volumi e i periodici sono ordinati in sezioni nazionali europee e in sezioni continentali extraeuropee – suddivise in sottosezioni tematico-cronologiche – e in collezioni speciali dedicate a periodi e ad avvenimenti storici di grande rilevanza. Le sezioni nazionali europee costituiscono la parte numericamente più consistente della biblioteca. Le sezioni continentali extraeuropee sono dedicate a Africa, Asia e Americhe. I fondi archivistici sono organizzati in quattro sezioni: archivi della famiglia Feltrinelli, archivi di persone, archivi di enti e istituzioni, raccolte documentarie. Tutti i fondi sono dichiarati di notevole interesse storico”. La biblioteca conserva circa 4.500 opere, spesso in prima edizione, pubblicate tra il sedicesimo e la prima metà del diciannovesimo secolo, alcune delle quali possedute in Italia solo dalla Fondazione Feltrinelli. Il volume più antico, stampato a Venezia nel 1509, è il Libro de abacho di Pietro Borghi. Tra i volumi di maggior pregio vi sono l’edizione del 1518 dell’ Utopia di Thomas More , la raccolta degli scritti di Niccolò Machiavelli nell’edizione del 1550, l’edizione del 1669 degli Elementa philosophica de cive di Thomas Hobbes e prime o rare edizioni di opere di Anton Francesco Doni, Paolo Sarpi, Hugo Grotius, William Petty e John Locke.

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Il Duomo di Milano. Foto di Anastasia Varova su Unsplash

Punto di riferimento

A Milano il nuovo edificio dove la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli ha trasferito la sua sede, inaugurato il 13 dicembre 2016, sorge nell’area di Porta Volta tra Viale Pasubio e Viale Crispi. La nuova sede si sviluppa su circa 2.700 metri quadrati su cinque piani. Il progetto architettonico è firmato dallo studio internazionale di architettura Herzog & de Meuron, un parallelepipedo interamente vetrato, compresa la copertura, interpretazione gotica dei tetti a falde, sotto la  quale si trova la sala di lettura della biblioteca. L’intervento sorge nell’area di Porta Volta, lungo il tracciato delle Mura Spagnole,  oggi nuovo asse di collegamento tra il centro storico e il Cimitero Monumentale. Cosi gli architetti svizzeri Jacques Hergoz e Pierre De Meuron raccontano la loro visione del progetto: “i nuovi edifici si ispirano alla semplicità e alla imponente scala delle architetture che caratterizzano l’architettura storica milanese, costituita da esempi come l’Ospedale Maggiore, la Rotonda della Besana, il Lazzaretto e il Castello Sforzesco. I nuovi edifici sono anche ispirati dal tratto lungo e lineare delle tipiche cascine della campagna lombarda, che già rappresentarono un importante punto di riferimento per Aldo Rossi e per il suo progetto del Gallaratese”.

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