Papa Leone XIV è atteso a Lampedusa questa mattina. Secondo il programma ufficiale reso noto dalla Prefettura della Casa Pontificia, le tappe del Pontefice toccheranno i luoghi simbolo del dolore e dell’accoglienza: la sosta al Cimitero per l’omaggio floreale alle vittime, il passaggio alla “Porta d’Europa” e la tappa al Molo Favaloro. Lì il Papa benedirà la targa che intitola il molo a Papa Francesco e saluterà un gruppo di migranti. Alle 10:30, la celebrazione della Santa Messa al campo sportivo, prima del rientro in Vaticano previsto nel primo pomeriggio.
Un simbolo di speranza sull’altare
Ad attendere Papa Leone XIV al campo sportivo ci sarà un dono speciale, carico di storia. Il sindaco Filippo Mannino consegnerà al Pontefice un faro in legno di circa 70 centimetri, simbolo di luce e vita. L’opera è stata realizzata dall’artigiano e falegname lampedusano Franco Tuccio, lo stesso che nel 2013 costruì il pastorale e il calice usati da Papa Bergoglio. Tuccio, che dal drammatico naufragio dell’ottobre 2013 (in cui persero la vita 366 persone) realizza croci con il fasciame dei barconi, ha concepito questo faro come un legame ideale tra passato e presente. L’opera verrà posta sull’altare accanto all’immagine della Madonna di Portosalvo e al Crocifisso della Cattedrale di Agrigento, arrivato all’alba con il traghetto di linea, prima di essere trasferito definitivamente in Vaticano.
Migranti
I dati del Viminale mostrano un netto calo degli sbarchi: 14.000 arrivi dal 1° gennaio al 26 giugno 2026, contro gli oltre 29.000 dello stesso periodo dello scorso anno. I flussi, provenienti principalmente da Bangladesh, Somalia, Sudan, Egitto e Pakistan, sono gestiti attraverso protocolli rigidi. Le imbarcazioni vengono intercettate in alto mare dalle motovedette di Guardia Costiera e Guardia di Finanza, allertate dai droni o da Alarm Phone.
Un filo rosso tra i pontificati
La visita odierna assume un valore geopolitico ed ecclesiale altissimo, arrivando a pochi giorni di distanza dal viaggio di Papa Leone XIV nelle isole Canarie, un altro degli epicentri della rotta migratoria africana. Il cardinale Fabio Baggio, Pro-Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ha evidenziato la continuità teologica che unisce Leone XIV a Francesco e, prima ancora, a Pio XII (che già nel 1952 firmò la Costituzione Apostolica Exsul Familia). “Tra queste due presenze a Lampedusa si coglie un legame profondo”, spiega il porporato. “Il ritorno a distanza di anni non è una semplice commemorazione, ma un forte richiamo a destarci dal torpore dell’indifferenza. Di fronte a un Mediterraneo che continua ad aggiungere tombe senza nome, Papa Leone rilancia la domanda di Francesco: ‘Dov’è tuo fratello?'”. Secondo il Cardinale, l’attenzione della Chiesa non è una reazione occasionale alle emergenze, ma una missione strutturata e stabile: tradurre la compassione nei quattro verbi cardine della dottrina sociale: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. “Perché l’incontro con il migrante – conclude Baggio – non è la gestione di un problema, ma l’incontro stesso con Cristo”.

