Il Magistero dei rifugiati al centro dei pontificati. In poco più di un mese sul Soglio, Leone ha parlato più volte di immigrazione, sottolineando come il Vangelo sia stato “portato in questo continente da fuori”. Secondo Prevost, “anche oggi le comunità di migranti sono presenze che ravvivano la fede nei Paesi che le accolgono. I popoli si continuano ad arricchire a vicenda”. Per il Levitico “il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi”. Quindi “tu l’amerai come te stesso perché anche voi siete stati forestieri in terra d’Egitto” (Lv 19,34). Per l’intera durata della sua missione già Jorge Mario Bergoglio aveva ripetutamente espresso “speciale preoccupazione per la triste situazione di tanti migranti e rifugiati che fuggono dalle guerre, dalle persecuzioni, dai disastri naturali e dalla povertà”. Un “segno dei tempi” che Francesco ha “cercato di leggere invocando la luce dello Spirito Santo”. Fin dalla sua visita a Lampedusa l’8 luglio 2013. Poi nell’istituire il nuovo Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, papa Bergoglio aveva voluto che una sezione speciale, posta sotto la sua diretta guida, esprimesse “la sollecitudine della Chiesa verso i migranti, gli sfollati, i rifugiati e le vittime della tratta”.

Al centro del Magistero
Per il Magistero ogni forestiero che bussa alla nostra porta è un’occasione di incontro con Gesù Cristo. Il quale “si identifica con lo straniero accolto o rifiutato di ogni epoca (Mt 25,35.43). Francesco aveva sintetizzato la questione in quattro verbi fondati sui principi della dottrina della Chiesa: “accogliere, proteggere, promuovere e integrare”. Si celebra oggi la Giornata Mondiale del Rifugiato. Appuntamento annuale voluto dalle Nazioni Unite per riconoscere la forza, il coraggio e la determinazione di oltre 122 milioni di persone costrette a fuggire nel mondo a causa di guerre, violenza, persecuzioni e violazioni dei diritti umani secondo il nuovo rapporto di Unhcr Global Trends 2024. Fra queste, i rifugiati, in particolare, non sono distribuiti equamente a livello globale: il 73% sono ospitati nei Paesi a basso e medio reddito, ed il 67% di loro rimane nei paesi limitrofi ai conflitti. In occasione di questa ricorrenza mondiale l’Unhcr, Agenzia Onu per i rifugiati, rende pubblici i risultati di un nuovo sondaggio Ipsos che mostra come, a livello globale, il sostegno pubblico al diritto dei rifugiati di cercare sicurezza rimane stabile, nonostante l’attuale fragilità geopolitica e i significativi tagli agli aiuti umanitari.

Magistero e responsabilità
Il sondaggio rivela che, in 29 paesi, la maggioranza delle persone ritiene che i paesi più ricchi dovrebbero assumersi maggiori responsabilità nel sostenere i rifugiati. In particolare, il 67% degli italiani ritiene che i paesi più ricchi hanno la responsabilità morale di fornire sostegno finanziario ai rifugiati, sia quelli che si trovano all’interno dei propri confini sia quelli ospitati da altri paesi. Il quadro generale è difficile, influenzato dai profondi tagli agli aiuti e dall’aumento della tendenza a usare i rifugiati come capri espiatori da parte di alcuni politici e sui social media. Nel complesso, due terzi dell’opinione pubblica in 29 paesi (67%) continua a sostenere il principio di offrire rifugio a chi ne ha bisogno. L’Italia supera la media, con il 71% della popolazione che avvalora questa posizione. Il sondaggio ha rivelato che in molti paesi persiste uno scetticismo generale riguardo alle motivazioni che spingono i rifugiati a intraprendere il viaggio: il 62% ritiene che i richiedenti asilo siano principalmente alla ricerca di opportunità economiche piuttosto che in fuga dal pericolo. In Italia, la percentuale di scettici si riduce al 54%. Questa opinione alimenta le preoccupazioni relative alla sicurezza delle frontiere e al welfare, portando il 49% degli intervistati a esprimere il proprio sostegno alla chiusura totale delle frontiere del proprio paese ai rifugiati. In Italia, la maggioranza è di opinione contraria, e solo il 40% sostiene questa misura drastica. Nonostante questo scetticismo prevalente, una percentuale considerevole (40%) continua a riconoscere il contributo positivo dei rifugiati alle loro nuove comunità, con gli Stati Uniti tra i più favorevoli con il 56% e l’Italia comunque superiore alla media con il 43%.

Sostegno individuale
L’ottimismo riguardo all’integrazione dei rifugiati varia notevolmente da paese a paese. Il 49% degli italiani sostiene che la maggior parte dei rifugiati che arrivano riusciranno a integrarsi con successo, contro un 43% di pessimisti. “C’è una chiara discrepanza tra compassione e azione”, ha affermato Dominque Hyde, direttore delle relazioni esterne dell’Unhcr. “L’opinione pubblica crede ancora nel diritto di cercare sicurezza e vuole che i paesi ricchi facciano di più, ma il contesto economico e il clima politico globale stanno erodendo il sostegno individuale. I bisogni sono più urgenti che mai. Il sistema umanitario appassirà senza uno sforzo congiunto da parte dei governi, delle organizzazioni, del settore privato e dell’opinione pubblica per costruire soluzioni e speranza per coloro che sono costretti a fuggire”. Per sottolineare quanto il sostegno ai rifugiati sia vitale, l’Unhcr celebrerà domani a Roma la Giornata Mondiale del Rifugiato con un evento istituzionale dal titolo ”Un impegno condiviso in un mondo dove la solidarietà è in crisi”. Durante l’evento Rappresentanti istituzionali, del settore privato e della società civile si confronteranno sulla condivisione delle responsabilità nel trovare soluzioni durevoli per le persone rifugiate, in tempi di forte instabilità internazionale.

Relatori
Interverranno: Chiara Cardoletti, Rappresentante dell’Unhcr per l’Italia, la Santa Sede e San Marino; Fabio Baggio, Cardinale, Sotto-Segretario Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale; Davide Tavaniello, Amministratore Delegato e Co-fondatore Hippocrates Holding S.p.A.; Luigi Maria Vignali – Direttore Generale per le Politiche Migratorie – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Fondazione Aidp; Gianluca Brusco – Capo Unità per gli interventi internazionali di emergenza umanitaria – Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Maria Forte – Vice Capo Dipartimento Dlci – Direttore Centrale per le politiche migratorie – Autorità Fondo Asilo Migrazione e Integrazione; Stefania Congia – Dirigente della Direzione Generale per le Politiche migratorie e per l’inserimento sociale e lavorativo dei migranti – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; Matilde Marandola – Presidente Aidp – Associazione Italiana per la Direzione del Personale; Gianguido D’Alberto – Sindaco di Teramo e Delegato Anci per Immigrazione, politiche per l’integrazione e accoglienza; Rossana Aceti – Rappresentante per il Tavolo Asilo e Immigrazione; Francesca Cerruti – ceo ABMedica s.p.a. e Presidente di zona Altomilanese di Assolombarda. L’evento sarà introdotto da una performance degli attori Greta Scarano e Francesco Pannofino, in un dialogo con Mawuwa Mudidi, rifugiata della Repubblica Democratica del Congo. Nel corso dell’evento si svolgerà anche la cerimonia di premiazione delle 227 aziende e delle organizzazioni della società civile che nel 2024 si sono distinte per aver facilitato 16.200 percorsi di inserimento lavorativo di persone rifugiate nell’ambito del programma Welcome. Working for Refugee Integration, giunto alla sua settima edizione. La Giornata Mondiale del Rifugiato 2025 vuole e deve essere un’occasione per mostrare concretamente la propria solidarietà ai rifugiati.

