Contro lo spreco del cibo: l’alleanza tra Banco Alimentare e Milano Cortina 2026

Dalla Giornata nazionale contro lo spreco alimentare a Milano Cortina 2026: una partnership tra Banco Alimentare e Fondazione Milano Cortina per trasformare i Giochi in un modello di sostenibilità, economia circolare e inclusione sociale nei territori coinvolti

Spreco alimentare - Foto creata con Canva

Il 5 febbraio si celebra la Giornata nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare, istituita nel 2013 per sensibilizzare cittadini, aziende e istituzioni sull’importanza di ridurre le eccedenze e valorizzare il cibo come risorsa. Quest’anno, in occasione di questa ricorrenza, Fondazione Banco Alimentare ETS e Fondazione Milano Cortina 2026 hanno annunciato una collaborazione speciale: rendere i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 un evento “Food Saving”.

“Food Saving” alle Olimpiadi

A partire dal 6 febbraio, Banco Alimentare della Lombardia e del Veneto sarà operativo in tutte le sedi dei Giochi per recuperare eventuali eccedenze alimentari, che saranno poi redistribuite agli enti che assistono persone in difficoltà nelle comunità vicine. L’iniziativa non solo contribuisce a ridurre l’impatto ambientale dell’evento, ma trasforma il cibo in un vero strumento di inclusione sociale, promuovendo pratiche di economia circolare e valorizzando il ruolo delle comunità locali.

L’intervista

L’intervista a Vittore Mescia, Resposabile Operation Fondazione Banco Alimentare ETS, esplora il tema dello spreco alimentare in Italia, le sue cause e le strategie più efficaci per contrastarlo.

A quanto monta lo spreco alimentare in Italia?

“Non esiste un dato unico e definitivo, ma le stime più accreditate parlano di una quantità compresa tra i 5 e i 7 milioni di tonnellate all’anno. Uno studio del Politecnico di Milano aveva stimato circa 5,4 milioni di tonnellate, mentre Eurostat, partendo dal dato medio europeo di 130 kg pro capite annui, porta a una cifra vicina ai 7 milioni. Al di là della precisione numerica, ciò che conta è l’enormità del fenomeno. Si tratta comunque di milioni di tonnellate di cibo ancora commestibile che ogni anno vengono perse. Questo rappresenta un problema economico, ambientale e sociale molto rilevante”.

Quali sono i cibi che vengono sprecati maggiormente?

“I prodotti più colpiti sono quelli freschi, perché hanno tempi di conservazione brevi e richiedono una rapida vendita o consumazione. In particolare frutta, verdura, latticini, carne, pesce e salumi sono le categorie più a rischio. Lungo la filiera, soprattutto nella distribuzione e nella ristorazione, questi alimenti diventano rapidamente invendibili. Anche nel consumo domestico sono spesso i primi a scadere. Il cibo secco viene sprecato meno, ma il fenomeno riguarda comunque tutte le categorie alimentari”.

App dedicate e campagne di sensibilizzazione sono davvero efficaci contro lo spreco?

“Le app e le vendite di prodotti vicino alla scadenza hanno un valore positivo soprattutto dal punto di vista educativo, perché aiutano a cambiare la percezione dei consumatori. Tuttavia, non sempre garantiscono una reale riduzione dello spreco, perché ciò che non viene venduto finisce comunque buttato. In alcuni casi queste iniziative hanno anche ridotto le donazioni alle associazioni caritative. Le campagne di sensibilizzazione, invece, agiscono più in profondità sulle abitudini. Promuovere una cultura del consumo consapevole è probabilmente l’intervento più efficace nel lungo periodo”.

Quali sono le principali cause dello spreco alimentare?

“Lo spreco si genera in tutti i passaggi della filiera agroalimentare, ma per motivi diversi. In agricoltura può dipendere da sovrapproduzioni, prodotti non raccolti o invenduti. Nell’industria e nella distribuzione entrano in gioco errori di programmazione, standard estetici o scadenze ravvicinate. Nelle famiglie, invece, lo spreco nasce soprattutto da acquisti eccessivi, cattiva pianificazione e scarsa gestione degli avanzi. Oggi proprio il consumo domestico rappresenta una delle principali fonti di spreco”.

È possibile eliminare completamente lo spreco alimentare in futuro?

“Arrivare a zero è molto difficile, perché una parte dello spreco dipende da fattori imprevedibili e non volontari. Nessun attore della filiera, dalle aziende alle famiglie, spreca intenzionalmente. Tuttavia, è realistico puntare a riduzioni significative, come l’obiettivo europeo di dimezzare lo spreco entro il 2030. Le imprese stanno migliorando la programmazione e la gestione delle eccedenze. Anche i consumatori sono sempre più consapevoli. Eliminare del tutto lo spreco è complesso, ma ridurlo fortemente è possibile”.

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