Come crescere in emergenza senza paura di mostrarsi

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Giovani italiani indossano la mascherina - Foto © Dire

Intellingenza emotiva! Chi ne ha mai sentito parlare? Eppure sono tanti i giovani che oggi imparano a rispettare la diversità e a considerare anche le malattie come elemento di vita. Questo è il nuvo studio dedicato all’area terapeutica della dermatologia immunologica dell’Università di Verone dal Prof. Paolo Gisondi che ha più volte sottolineato: “Non abbiate paura a mostrarvi: esplodete nella vostra
unicità”.

Il fattore J

Per il Prof. Paolo Gisondi questi ragazzi rientrano nel gruppo del Fattore J. Le scuole sono in dialogo costante con gli esperti e le testimonianze di chi vive con le diverse patologie per scoprire la dimensione sociale e inclusiva della salute. Soprattutto in tempo di pandemia sin è cercato di capire come aiutare i più giovani ad affrontare con serenità un percorso di cura, superando l’impatto negativo della malattia sulla vita personale, affettiva esociale. Secondo un’indagine Doxa i pazienti con psoriasi, circa 2,5 milioni in Italia, si sentono spesso disillusi, incompresi, trascurati, a volte anche depressi. Chi si prende cura dell’impatto non visibile della malattia? Ci sono comportamenti corretti che possono contribuire al successo della cura? Quale ruolo possono giocare ricerca, tecnologia e terapie d’avanguardia?

La testimonianza dell’Associazione nazionale amici per la pelle

Gli esperti hanno risposto alle numerose domande degli studenti nell’evento territoriale di Fattore J, dedicato all’area terapeutica della dermatologia immunologica. Contributi, storie e testimonianze sono state curate dall’Associazione nazionale amici per la pelle (ANAP Onlus) e dall’Associazione Psoriasici Italiani (APIAFCO).
“Ho scoperto di soffrire di psoriasi all’età di diciassette anni. Avere una patologia cronica vuol dire essere consapevoli di dover affrontare un lungo percorso. Spesso ho sentito su di me e sulla mia pelle gli sguardi indiscreti della gente. Il supporto più grande l’ho ricevuto dalla mia famiglia e dal tempo che i miei veri amici hanno saputo dedicarmi”, ha raccontato così la sua esperienza di vita Ludovica Donati, paziente e membro di Apiafco. “L’apparire è oggi una condizione molto importante. Ai giovani che soffrono di psoriasi dico: non abbiate paura, non vergognatevi, fate della vostra pelle qualcosa di unico che possa distinguervi da tutti gli altri”, ha aggiunto Ugo Viora, presidente ANAP Onlus. Sono state Alessia e Giada, due studentesse dell’IIS Euganeo D’Este in provincia di Padova, a intervistare lo specialista Paolo Gisondi, professore associato di Dermatologia e Venerologia, presso l’Università di Verona. Ai giovani in ascolto il professore ha voluto lasciare un messaggio di forza e solidarietà: “Quando si ha la vostra età ci si sente spesso a disagio a uscire dalla massa e dalla moda del momento; ma ricordate che ognuno di voi è speciale per qualcosa. Tra qualche anno entrerete nel mondo del lavoro, e vi renderete conto che il mondo avrà bisogno di voi, delle vostre capacità e soprattutto delle vostre peculiarità. Per questo non abbiate paura a mostrarvi: esplodete nella vostra unicità”.

scuola

“Crescere in emergenza”

L’evento “Crescere in emergenza” è parte del progetto Fattore J, promosso da Fondazione Mondo Digitale con la collaborazione di Janssen Italia, l’azienda farmaceutica del gruppo Johnson & Johnson, e il patrocinio dell’Istituto Superiore di Sanità. Obiettivo di Fattore J, che ha già coinvolto circa 12.000 studenti, è aiutare i giovani a sviluppare maggiore consapevolezza sulle situazioni di disagio, migliorare il livello di attenzione sulla salute, assumere comportamenti responsabili e rispettosi delle differenze e trasformarsi in agenti del cambiamento, capaci di trasmettere agli altri fiducia nella scienza e nella ricerca. Una sfida cruciale per le malattie della pelle che hanno un forte impatto, non solo estetico, sulla vita degli adolescenti.

La scuola che si prende cura delle persone

“La storia di Janssen in Immunologia ha radici profonde ed è legata alle aree di
Gastroenterologia, Reumatologia e Dermatologia. Collaboriamo con Istituzioni, Autorità regolatorie, Associazioni Pazienti, Società Scientifiche, personale sanitario, e tutti gli
interlocutori del sistema salute per creare delle reti virtuose grazie alle quali rafforzare
messaggi di consapevolezza verso tutta popolazione. Abbiamo molto a cuore il tema del futuro della Salute ed insieme a professionisti sanitari preparati e competenti lavoriamo per creare un clima di fiducia nella scienza e rispetto delle diversità. In Janssen quello che ci guida è un grande impegno per fare in modo che le malattie diventino un ricordo del passato, ed è particolarmente importante coinvolgere i giovani in questo dialogo per trarre da loro nuovi spunti”, ha dichiarato Alessandra Sinibaldi, direttore Hemar & Regulatory Affairs, Janssen Italia, gruppo Johnson&Johnson.
Mirta Michilli, direttore generale della Fondazione Mondo Digitale, ha sottolineato quanto sia importante “aiutare la scuola a prendersi cura delle persone nella loro interezza, riuscendo a cogliere anche l’impatto meno visibile della malattia e del disagio”.

I sostenitori di Fattore J

Sostengono il progetto Fattore J l’Università Campus Bio-Medico di Roma, come partner
scientifico, e una rete di otto associazioni di pazienti: Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma (AIL), Associazione Ipertensione Polmonare Italiana Onlus (AIPI), Associazione Malati Reumatici del Piemonte (AMaR), Associazione Nazionale per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino (AMICI Onlus), Associazione Nazionale Amici per la Pelle (ANAP Onlus), Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza (APIAFCO), Network Persone Sieropositive (NPS Italia Onlus) e Progetto Itaca Onlus.

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