La nomina ad Alfiere della Repubblica rappresenta, soprattutto per i più giovani, un segnale concreto di fiducia e riconoscimento da parte delle istituzioni verso chi si distingue per impegno civico, solidarietà e responsabilità sociale. Non è solo un premio, ma un invito a diventare esempio e motore di cambiamento nella comunità. Valorizzare queste esperienze significa promuovere una cultura fondata su rispetto, partecipazione e consapevolezza. Interris.it, su questo tema, ha intervistato Aurora Di Vanna, giovane calabrese attiva nel sociale e autrice di un libro sulla prevenzione della violenza di genere, intitolato “Dietro un sorriso”, recentemente nominata dal Capo dello Stato Alfiere della Repubblica, simbolo di un impegno verso i più fragili che guarda al futuro.
L’intervista
Di Vanna, per il suo grande impegno nel sociale è stata nominata Alfiere della Repubblica. Che cosa ha significato questo momento per lei?
“Ricevere la nomina di Alfiere della Repubblica è stato per me un momento di profonda emozione e gratitudine. Non lo vivo solo come un riconoscimento personale, ma anche come un segnale importante verso i valori in cui credo e per cui mi impegno ogni giorno. Questo riconoscimento mi ha fatto sentire vista e ascoltata, ma soprattutto mi ha dato una grande responsabilità. Mi ha ricordato che ogni gesto, anche il più piccolo, può avere un impatto reale nella vita degli altri. Essere Alfiere della Repubblica significa per me continuare a portare avanti i miei ideali con ancora più determinazione, cercando di essere una voce per chi spesso non riesce a farsi sentire. È uno stimolo a non fermarmi, a crescere e a impegnarmi con maggiore consapevolezza.”
Da sempre agisce in prima linea per prevenire e sensibilizzare giovani e meno giovani riguardo al tema della violenza di genere. Che cosa vorrebbe dire alle donne che stanno vivendo sulla loro pelle questo fenomeno con le gravi conseguenze che ciò comporta?
“Alle donne che stanno vivendo questa situazione vorrei dire che non sono sole e che ciò che stanno vivendo non definisce il loro valore. La violenza, in qualunque forma si manifesti, non è mai giustificabile e non è mai colpa di chi la subisce. So che spesso la paura, il senso di colpa o la mancanza di sostegno possono far sentire intrappolate, ma è importante sapere che esistono vie d’uscita e persone pronte ad aiutare. Chiedere aiuto è un atto di immenso coraggio, anche quando sembra impossibile. Parlare con qualcuno di fiducia, rivolgersi a centri specializzati o a figure competenti può essere il primo passo verso una nuova possibilità di vita. Nessuna donna merita di vivere nella paura o nel silenzio: ognuna merita rispetto, sicurezza e libertà. Il messaggio che voglio trasmettere è anche di speranza, perché, pur essendo un percorso difficile, è possibile ricostruire, ritrovare sé stesse e tornare a vivere pienamente. È fondamentale sapere che la propria voce ha valore e merita di essere ascoltata.”
Quali sono i suoi desideri per il futuro?
“Guardando al futuro, il mio auspicio più grande è poter contribuire a costruire una società più consapevole, empatica e rispettosa, in cui la violenza di genere non sia più un’emergenza, ma un problema superato grazie a un cambiamento culturale profondo. Vorrei continuare a impegnarmi nel sociale, ampliando i miei progetti e raggiungendo sempre più persone, soprattutto tra i giovani. Credo fortemente nell’importanza dell’educazione: parlare di rispetto, emozioni e relazioni sane fin dall’infanzia può fare davvero la differenza”.
Come vorrebbe vedere evolvere il suo impegno nel sociale?
“Mi piacerebbe portare queste tematiche nelle scuole, creando momenti di confronto autentico e spazi in cui le persone possano sentirsi libere di esprimersi. Inoltre, spero di collaborare sempre di più con istituzioni e associazioni, per trasformare la sensibilizzazione in azioni concrete e durature. Il mio obiettivo non è solo continuare a parlare di questi temi, ma contribuire a generare un cambiamento reale, che si traduca in maggiore supporto per le vittime e in una società più giusta per tutti.”

