Angiologia: sintomi e prevenzione delle principali malattie circolatorie

Il prof. Claudio Allegra illustra patologie vascolari, sintomi e prevenzione, spiegando quando rivolgersi all’angiologo per ridurre i rischi cardiovascolari

A sinistra: il prof. Claudio Allegra, foto gentilmente concessa. A destra: immagine creata con Chatgtp

Il prof. Claudio Allegra, specializzato in Angiologia – Primario di Angiologia presso l’Azienda Ospedaliera S. Giovanni-Addolorata di Roma dal 1974 -2010; Decano dei Primari della Azienda Ospedaliera S. Giovanni-Addolorata; Primario Emerito dell’Ospedale S. Giovanni in Roma; Presidente della Central European Vascular Forum; già Professore di Emoreologia e Microcircolazione presso l’Università di Roma La Sapienza – spiega le principali patologie che possono interessare l’apparato circolatorio, evidenziando come “la chirurgia rappresenta solo un momento terapeutico il cui successo va mantenuto dalla terapia medica che deve tendere a dominare le comorbilità”. La valutazione specialistica è incentrata su una buona e mirata raccolta anamnestica che è il 70% della diagnosi; ma per eseguire una attenta e mirata anamnesi, come evidenzia il professore “occorre sapere cosa domandare. L’uomo vede quello che sa affermava Goethe”. L’angiologia tratta il distretto arterioso; la flebologia e la linfologia trattano il circolo di ritorno del sangue al cuore: la flebologia il sangue venoso, la linfologia la linfa; tra il distretto veno-linfatico e arterioso troviamo la microcircolazione, piccoli vasi detti anche capillari.

L’intervista

Quali patologie sono trattate dall’angiologo e quali sono i principali ambiti di intervento?

“La branca medica dell’angiologia copre tutto il settore della circolazione sia come prevenzione sia come mantenimento del successo terapeutico, sia medico che chirurgico, sia per evitare le complicanze più gravi. Un mio vecchio maestro soleva dire che l’Angiologia si interessa dei vasi sanguigni dal cuore in su e dal cuore in giù”.

A livello di distretto arterioso, quali sono le patologie dal cuore in su?

“Dal cuore in su abbiamo il circolo carotideo extra e intracranico che poi si sfiocca nel circolo cerebrale, dunque tutte le patologie carotidee la cui espressione patologica è la placca carotidea, la quale  può ingrandirsi fino a chiudere un vaso o può disgregarsi ed embolizzare a livello dei vasi intracranici con esito in ischemia, scarso arrivo di sangue in un distretto, ischemia parziale e relativamente modesta che si esprime nell’attacco ischemico transitorio (TIA), o nell’ictus che lascia segni e sintomi quali per esempio la paralisi o di un intero emicorpo o di parte di esso”.

E dal cuore in giù?  

“Dal cuore in giù, abbiamo l’Aorta toracica e addominale la cui espressione patologica più rilevante è la dilatazione, aneurisma, che nel tempo può provocare rottura del medesimo con gravi conseguenze per la vita dell’individuo. Sotto l’Aorta abbiamo tutto il circolo addominale, il distretto iliaco, e poi femorale e popliteo la cui espressione sintomatologica è la claudicatio: il paziente è costretto a fermarsi durante il cammino per dolore agli arti inferiori, fino alla gangrena”.

Oltre al distretto arterioso, a livello del circolo di ritorno del sangue al cuore, quali sono le più rilevanti patologie venose?

“Sicuramente, le varici e la trombosi venosa con la possibile complicanza embolica polmonare. A livello linfatico è il linfedema che domina su tutto e l’infiammazione con la linfangite e la eresipela. La microcircolazione trova la sua espressione più evidente nella arteriopatia diabetica e nelle acrosindromi vascolari dell’arto superiore; mani fredde, sudate con fenomeni di cianosi o ischemia e via dicendo”.

Professore come potrebbe essere spiegata in modo molto semplificato la circolazione del sangue?

“Per usare una immagine semplificativa: la circolazione del sangue è come un sistema di riscaldamento, la caldaia è il cuore, i grandi tubi che distribuiscono il calore i grandi vasi come l’aorta, i tubi che portano il caldo agli appartamenti i vasi medi e piccoli, i termosifoni che distribuiscono il calore agli ambienti i capillari, i tubi con l’acqua ormai raffreddata le vene che ritornano al cuore”.

Quando e perché è utile una visita angiologica?

“Sicuramente, quando ci sono antecedenti familiari e per le donne quando si inizia una terapia estro-progestinica sia per finalità anticoncezionali sia per finalità sostitutive come in menopausa. La comparsa di microvarici (dette volgarmente capillari), o di estremità fredde con gonfiori capricciosi alle caviglie, è un sintomo-segno che consigliano un consulto angiologico. Per gli uomini l’età in cui si slatentizzano molte patologie vascolari è 50 anni. Ricordiamo che anche gli uomini sono fatti di ormoni e come esiste una menopausa, esiste una andropausa”.

Quali sono le “raccomandazioni” per diminuire il rischio di ictus o di attacco ischemico transitorio?

“Vitto con poco sale: cuocere tutto senza sale e condire a cibo cotto; controllare la pressione arteriosa: dopo i 30 anni, una volta a settimana facendo la media di 3 misurazioni, controllare non dal medico ma da sé stessi o in farmacia (per evitare l’effetto camice bianco); se la pressione è capricciosa eseguire un Holter pressorio. Ricordare che di pressione bassa non è mai morto nessuno al massimo ha avuto un deliquio; se compare cefalea in paziente che non ne soffre e non recede o diminuisce in modo significativo con un analgesico, consultare un medico. I problemi cerebrali acuti possono avere origine principalmente da: pressione del sangue, aritmie cardiache e carotidi”.

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