Cop30, ultima chiamata per l’ambiente

"La finanza climatica si è finora rivelata ampiamente insufficiente e secondo molte stime servirebbero quote dieci volte superiori a quelle finora promesse", spiega Andrea Turco

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Dal 10 al 21 novembre a Belém, accanto alla foresta amazzonica brasiliana, si terrà la 30esima edizione della Conferenza per il clima. Il Brasile, Paese ospitante, preme per una diplomazia climatica multilaterale. Andrea Turco, giornalista glocal, ha collaborato per anni con diverse testate giornalistiche siciliane per poi specializzarsi su ambiente, energia ed economia circolare. Redattore di EconomiaCircolare.com. Per l’associazione A Sud cura l’Osservatorio Eni. Spiega Turco: “Si tratta certamente dell’edizione più attesa da alcuni anni a questa parte. Innanzitutto per via del numero tondo, che porta sempre a tracciare dei bilanci – e in questo caso è ancor più importante farlo, dato che dalla prima Cop del 1995, che si è tenuta a Berlino, il cambiamento climatico si è fatto sempre più intenso e presente nelle nostre vite”. E aggiunge Economiacircolare.com: “Dall’1° gennaio 2024 i BRICS+ sono diventati 10 –  Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, Egitto, Etiopia, Iran, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
Climate
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Ambiente ed energia

Secondo la Banca Mondiale, i BRICS+ rappresentano oggi il 45,6% della popolazione mondiale e il 28,6% del Prodotto Interno Lordo a livello globale. E con l’ulteriore allargamento agli Stati partner, deciso nel corso di quest’anno, la coalizione comprende più della metà della popolazione mondiale. Non solo: tra i BRICS+  ci sono poi alcune delle potenze energetiche più importanti del mondo, come Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita ed Iran” Il presidente della Cop30 in Brasile, ambasciatore André Correa do Lago, ha invitato i vertici delle principali compagnie petrolifere mondiali a partecipare a un incontro sulla transizione energetica, che si terrà a margine della conferenza delle Nazioni Unite sul clima in programma a novembre nella città amazzonica di Belém. “Non si può discutere la transizione senza ascoltare chi produce l’80% dell’energia globale”, ha dichiarato Corrêa do Lago al quotidiano Valor Economico.
Cop30
foto Image: Lula

Priorità-Cop30

“La nostra priorità è capire quali tecnologie di cattura di anidride carbonica nell’atmosfera intendano usare e come vogliono attuare la transizione”, ha aggiunto. Tra i dirigenti già invitati figurano gli amministratori delegati di ExxonMobil (Usa), Aramco (Arabia Saudita), Petrobras (Brasile) e Adnoc (Emirati Arabi Uniti). La riunione con i colossi dell’energia sarà organizzata attraverso l’Oil and Gas Climate Initiative (Ogci), alleanza che riunisce le principali compagnie del settore, tra cui l’italiana Eni, la cinese Cnpc, l’anglo-olandese Shell, la britannica Bp, la francese TotalEnergies, la statunitense Chevron e la spagnola Repsol. L’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’Agenda d’Azione della Cop30, che prevede oltre 60 eventi quotidiani su sei grandi aree tematiche: energia, sviluppo umano, industrie e trasporti, foreste, oceani e biodiversità, agricoltura e alimentazione, città e infrastrutture.
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Foto di Ravi Pinisetti su Unsplash

 Pressione

Intanto sotto pressione per l’aumento vertiginoso dei prezzi degli hotel a Belém, il Brasile intende chiedere alle Nazioni unite un incremento dei fondi destinati a coprire i costi di partecipazione delle delegazioni alla Cop30, in programma a novembre nella città amazzonica, ha annunciato il sottosegretario straordinario del governo per la Cop30, Valter Correia da Silva, in un’intervista a TV Globo. “Belém non ha una tradizione di grandi eventi internazionali, quindi la diaria calcolata inizialmente dall’Onu è bassa. Stiamo negoziando un aumento, magari una diaria e mezza o due”, ha spiegato Correia. Le Nazioni unite stabiliscono l’importo del rimborso giornaliero in base al costo medio ‘ordinario’ nella città ospitante, a Belém fissato a 149 dollari al giorno. La carenza di infrastrutture nella storica città amazzonica ha però favorito la speculazione alberghiera. Le tariffe in alcuni casi hanno raggiunto i 700 dollari a notte. Questa situazione ha suscitato proteste da parte di numerosi Paesi in via di sviluppo, che hanno segnalato difficoltà a partecipare e, in alcuni casi, hanno chiesto di spostare la sede della conferenza.
Cop30
Foto di Denise Elbs su Unsplash

Alloggi temporanei

Il governo brasiliano ha ribadito che la Cop30 si terrà regolarmente a Belém e ha avviato misure per ampliare l’offerta ricettiva, normalmente intorno ai 18mila posti letto, a fronte dei 50mila partecipanti previsti. Tra le iniziative adottate, è stato firmato un accordo per utilizzare due navi da crociera come alloggi temporanei. Le imbarcazioni offriranno circa 6.000 posti letto a tariffe calmierate, con prezzi a partire da 220 dollari a notte riservati alle delegazioni dei Paesi in via di sviluppo. Comunque più alto della quota prevista dall’Onu. “Prezzi alle stelle e delegazioni sul piede di guerra, l’organizzazione della Cop30 a Belém è sotto attacco – racconta Luigi Spera (Ansa)-. I costi proibitivi per gli alloggi nella città amazzonica brasiliana hanno causato una vera ‘rivolta’ dei Paesi in via di sviluppo di Africa, America latina e piccoli Stati insulari, che hanno chiesto ufficialmente di trasferire la sede della Conferenza prevista per novembre, minacciando il boicottaggio”. Brasilia sta correndo ai ripari e ha siglato un accordo per l’utilizzo di due navi da crociera come alloggi temporanei, in grado di offrire circa 6mila posti letto: si tratta della Costa Diadema e di Msc Seaview. Con tariffe fino a 700 dollari a notte, il presidente della Cop, ambasciatore André Correa do Lago, riconosce che “i prezzi praticati sono estorsivi”. “Statisticamente nelle altre città la Cop ha causato un aumento del doppio o triplo dei prezzi, ma a Belém si arriva a chiedere 10 o 15 volte il prezzo normale”, ha precisato.
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Credit: UFFICIO IMAGOECONOMICA

 Cop30 in Brasile

 La situazione ha suscitato un forte malcontento tra i Paesi “di minor sviluppo”, che “dicono di non poter partecipare”. Accusando Brasilia di aver insistito nel voler organizzare un evento in una città priva delle necessarie infrastrutture per sostenerne l’impatto, vari Paesi del Sud globale hanno lanciato un ultimatum chiedendo risposte. 
”Credo che gli hotel non si siano resi conto della crisi che hanno provocato”, ha affermato il diplomatico, assicurando il “grande sforzo del governo” per convincere le strutture ad abbassare i prezzi, dato che comunque “le leggi brasiliane non permettono di imporre riduzioni”.
 Sin da quando la Cop è stata annunciata nella capitale del Pará, la mancanza di infrastrutture nella storica città costiera di 1,3 milioni di abitanti è stata evidenziata come un ostacolo alla buona riuscita dell’evento, e gli organizzatori ora sono in affanno per triplicare i 18 mila posti letto normalmente disponibili a Belém, viste le circa 45mila persone attese.


Costi

 I Paesi in via di sviluppo avranno accesso a tariffe agevolate di massimo 220 dollari a notte. Tuttavia, questo importo resta superiore al “contributo alloggio” di 149 dollari fornito dall’Onu alle nazioni più povere per permettere la loro partecipazione alle Cop. E anche diversi Paesi europei stanno valutando di ridurre il numero dei partecipanti per contenere i costi. Un segnale ulteriore delle difficoltà che gravano sull’organizzazione della Conferenza. 
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