L’impronta di Sant’Agostino nel Magistero papale

A un anno dall'elezione al Soglio di Pietro il programma di governo di Leone XIV

Agostino
Leone XIV allo stadio Malabo. Foto Vatican Media

“La dottrina cristiana” è l’opera della maturità filosofica, biblica e pastorale di Sant’Agostino. Un’opera, molto amata da Leone XIV, nella quale si esprime l’incontro fra l’esigenza personale di pensare la fede e quella pastorale di ricavarne un cammino formativo per la comunità cristiana. nel testo Sant’Agostino propone come affrontare i passaggi più difficili della Scrittura. Affermando il primato del senso spirituale su quello allegorico. E chiarendo come il fine principale del lavoro di interpretazione sia costruire la carità. E cioè una delle virtù teologali della fede cristiana, quella che rende il cuore umile. Sant’Agostino mette in guardia contro le “tentazioni frutto di grande superbia”. Sottolineando che la carità stessa “unisce gli uomini tra loro col vincolo dell’unità. Se gli uomini non avessero da imparare nulla dai propri simili, alla carità verrebbe tolta una via importante per conseguire la fusione e, per così dire, l’interscambio degli animi“. (De Doctrina christiana, Prologo, 6). Significativamente Leone XIV ha iniziato il suo terzo viaggio apostolico da Annaba, l’antica Ippona, città di cui fu vescovo Sant’Agostino.

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Papa Leone al Monumento dei Martiri in Algeria, frame dalla diretta di Vatican News

Nel segno di Agostino

8 maggio 2025: “la pace sia con voi” furono le prime parole pronunciate da Papa Prevost dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro, il giorno della sua elezione a vescovo di Roma. Una pace “disarmata e disarmante, umile e perseverante”. Una pace che “proviene da Dio, che ci ama tutti incondizionatamente”. In quanto agostiniano l’insistenza di Papa Leone sulla pace è ispirata anche dal suo patrono spirituale. Sant’Agostino, infatti, definisce la pace della città celeste come “l’unione sommamente ordinata e concorde di essere felici di Dio e scambievolmente in Dio” (La Città di Dio, Libro XIX, capitolo 13). Nei suoi scritti, Sant’Agostino spiega che solo quando ci sarà una vera devozione a Dio e uno spirito di amore tra gli uomini ci sarà “la pace per sempre”. I membri dell’Ordine di Sant’Agostino,  osserva Marie Symington tendono a vivere così attraverso tre valori fondamentali. E cioè caritas (carità); unitas (unità) e veritas (verità). Dopo aver guidato l’Ordine come Priore Generale dal 2001 al 2013, Robert Francis Prevost continua a vivere e a predicare queste virtù come Pontefice. Avendo servito il suo gregge prima come sacerdote in Perù e poi come vescovo in quella stessa terra, Leone XIV ha sperimentato in prima persona l’importanza dell’umiltà nell’imparare a vivere in comunione e carità con gli altri. In una delle sue prime omelie, Robert Francis Prevost ha richiamato “lo spirito missionario che deve animarci, senza chiuderci nel nostro piccolo gruppo né sentirci superiori al mondo”. Infatti “siamo chiamati a offrire a tutti l’amore di Dio, perché si realizzi quell’unità che non annulla le differenze, ma valorizza la storia personale di ciascuno e la cultura sociale e religiosa di ogni popolo”.

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Sant’agostino e un angelo. Foto Vatican News

Amare il prossimo

Le parole di Papa Leone, evidenzia l’agenzia missionaria vaticana Fides, riecheggiano chiaramente quelle di Sant’Agostino. “La Chiesa consta di tutti coloro che sono in concordia con i fratelli e che amano il prossimo”, scrive il Vescovo di Ippona. Inoltre la carità non è riservata solo a curare i propri fratelli e sorelle di cui si conosce il bisogno, ma si estende anche agli estranei, come ricorda Agostino nei suoi Commentari ai Salmi. Papa Leone ha fatto eco a questo punto quando, in occasione della Nona Giornata Mondiale dei Poveri, ha condiviso il pranzo con circa 1.300 persone provenienti da tutto il mondo. Dichiarando di voler celebrare questo pasto “in spirito di fraternità”. Nella sua prima esortazione apostolica “Dilexi te” Leone XIV ha citato Sant’Agostino. Richiamando che per lui “il povero non è solo una persona da aiutare ma la presenza sacramentale del Signore”. Il Vescovo di Ippona vedeva nel prendersi cura dei poveri una prova concreta della sincerità della fede. Quindi “chi dice di amare Dio e non ha compassione per i bisognosi mente”.

Papa Leone XIV Immagine tratta da Vatican News

Unità della Chiesa

Leone XIV, evidenzia Marie Symington, ha spesso espresso il suo desiderio di una Chiesa unita, che sia segno di unità e di comunione, che diventi lievito per un mondo riconciliato. Una Chiesa unita è attenta a tutti, ascolta ciascuno dei suoi membri provenienti da ogni contesto sociale e culturale, e accoglie le nostre differenze nell’unità di Cristo. In Illo uno unum (“Nell’Uno, siamo uno”) è il motto episcopale di Leone XIV. Ed è tratto dall’Esposizione sul Salmo 127 di Sant’Agostino. Ciò conferma quanto lo spirito agostiniano sia profondamente presente nella missione del Successore di Pietro.
Prima della sua elezione a Papa, l’allora cardinale Robert Francis Prevost spiegò il significato di questo motto: “L’unità e la comunione fanno parte proprio del carisma dell’ordine di Sant’Agostino e anche del mio modo di agire e pensare. Penso che sia molto importante promuovere la comunione nella Chiesa e sappiamo bene che comunione, partecipazione e missione sono le tre parole chiave del Sinodo. Quindi, come agostiniano, per me promuovere l’unità e la comunione è fondamentale”. Ma, puntualizza Fides, il desiderio di Leone XIV di una Chiesa unita e sinodale non deve essere confuso con l’idea di una Chiesa in cui l’unità si persegue attraverso compromessi. E in cui la dottrina verrebbe modificata per soddisfare tutte le regole sociali e le credenze contemporanee.

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