25 anni da Ground Zero: il tragico lascito dell’11 settembre

Il museo degli attentati dell’11 settembre 2001 organizza una nuova mostra, per ricordare e tenere viva la memoria

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Beni inviolabili

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ANNIVERSARIO 11 SETTEMBRE
MEMORIALE ATTENTATO ATTENTATI

Ground Zero

“Suscita in me diversi sentimenti, emozioni, trovarmi qui a Ground Zero, dove migliaia di vite sono state strappate in un atto insensato di distruzione. Qui il dolore è palpabile”. Iniziò così il discorso di Papa Francesco all’Incontro interreligioso al Memorial di Ground Zero, avvenuto il 25 settembre 2015 nel corso del viaggio apostolico a Cuba e negli Stati Uniti d’America. Il Papa “volle poi soffermarsi sull’immagine dell’acqua. L’acqua che vediamo scorrere verso questo centro vuoto, ci ricorda tutte quelle vite che stavano sotto il potere di quelli che credono che la distruzione sia l’unico modo di risolvere i conflitti. E’ il grido silenzioso di quanti hanno sofferto nella loro carne la logica della violenza, dell’odio, della vendetta. Una logica che può causare solo dolore, sofferenza, distruzione, lacrime. L’acqua che scorre giù è simbolo anche delle nostre lacrime. Lacrime per le distruzioni di ieri, che si uniscono a quelle per tante distruzioni di oggi. Questo è un luogo in cui piangiamo, piangiamo il dolore provocato dal sentire l’impotenza di fronte all’ingiustizia, di fronte al fratricidio, di fronte all’incapacità di risolvere le nostre differenze dialogando. In questo luogo piangiamo per la perdita ingiusta e gratuita di innocenti, per non poter trovare soluzioni per il bene comune. E’ acqua che ci ricorda il pianto di ieri e il pianto di oggi”.

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Immagine creata con ChatGtp

Causa della pace

Quindi Francesco proseguì il suo discorso soffermandosi sull’incontro, avvenuto pochi istanti prima, con i familiari dei soccorritori morti quell’11 settembre. “Ho potuto constatare ancora una volta come la distruzione non è mai impersonale, astratta o solo di cose; ma – disse – che soprattutto ha un volto e una storia, è concreta, possiede dei nomi”. Un dolore che “lascia attoniti e grida al cielo”. Nei volti dei familiari però Francesco vide anche quella che definì “l’altra faccia di questo attentato”, ovvero “l’altra faccia del dolore: la potenza dell’amore e del ricordo. Un ricordo che non ci lascia vuoti”. Jorge Mario Bergoglio chiese al cielo “il dono di impegnarci per la causa della pace. Pace nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nelle nostre scuole, nelle nostre comunità. Pace in quei luoghi dove la guerra sembra non avere fine. Pace sui quei volti che non hanno conosciuto altro che dolore. Pace in questo vasto mondo che Dio ci ha dato come casa di tutti e per tutti”.

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