Washington in dialogo con Roma

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:45

Il segretario di Stato americano Mike Pompeo domani sarà ricevuto in udienza dal Papa. Il capo della diplomazia di Washington è arrivato oggi a Roma per la sua prima visita in Italia, iniziata con incontri con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e con il premier Giuseppe Conte.  Domani Pompeo sarà in Vaticano per aprire il simposio congiunto, organizzato da Usa e Santa Sede, dal titolo “Sentieri verso il raggiungimento della dignità umana” e incontrerà il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin e l'arcivescovo Paul Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati.

Leadership mondiale

L’approccio di Francesco, anche nel colloquio con l’uomo forte dell’amministrazione Trump, è quello della cooperazione tra Stato e Chiesa per il bene comune. Jorge Mario Bergoglio ha profonda cultura e grande esperienza umana. Anche sui problemi della pace (la diplomazia non sembrava nelle corde del vescovo Bergoglio) ha mostrato forte incisività: sulla crisi siriana, nella fine del blocco tra Cuba e Stati Uniti, e infine con parole chiare sulla guerra in Ucraina, definita fratricida (parole che hanno suscitato perplessità tra gli spiriti nazionalisti). “È divenuto, senza volerlo, un leader spirituale mondiale, che i politici sono interessati a incontrare-  osserva lo storico Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio-. Jorge Mario Bergoglio è un esperto di umanità: per tutta la vita ha incontrato la gente e i suoi problemi. È stato vescovo di una megalopoli del Sud, Buenos Aires. Sa quale grande sfida sia oggi introdurre la Chiesa nel mondo globale, che trasforma i legami familiari e comunitari, mescola genti diverse, crea scenari umani inediti. È l’orizzonte della missione in un mondo che cambia. Per questo la Chiesa deve farsi missionaria, come popolo di Dio”. Francesco, accetta la sfida con serenità. La Chiesa deve abbandonare lo spirito rinunciatario da minoranza di puri e duri, mescolarsi con il popolo delle città senza erigere frontiere, vivere con tutti incontrando ognuno. È un programma vasto e ambizioso: quello del Vaticano II. Bergoglio è stato ordinato prete nel 1969.

Soluzioni tecniche lasciate ai laici

Non è solo il primo papa latinoamericano, ma anche il primo papa figlio del Vaticano II terminato  nel 1965.Vangelo e Concilio sono il suo programma: il Vangelo della misericordia, vissuto e comunicato. Tutto il magistero di Francesco è fatto di profezia e non di soluzioni tecniche. Come se dicesse: io ti faccio vedere ciò che tu non sei più in grado di vedere a causa delle cataratte storiche o ideologiche che ti riducono la vista: gli uomini-scarto, l’umanità e la fratellanza dei migranti, la catastrofe ecologica che minaccia la vita soprattutto dei popoli più poveri, ecco io ti tolgo le cataratte che ti impediscono di vedere, ma la soluzione tecnica a questi drammatici problemi la devi trovare tu, è responsabilità politica tua, io non voglio invadere il terreno della tua autonomia e della tua competenza di laico e soprattutto di laico impegnato in politica. In questo senso, Francesco riconosce che ai laici è affidata la responsabilità di contemporaneizzare il messaggio cristiano e, quindi, il dovere di coltivare una particolare intelligenza della storia e della modernità, utilizzando tutti gli strumenti che la ricerca tecnologica consente, restando padroni di sé, della propria vita e della propria libertà. In un’intervista contenuta nel libro Papa Francesco. Questa economia uccide (Andrea Tornielli, Giacomo Galeazzi, Piemme), Jorge Mario Bergoglio ribadisce che il Nuovo Testamento non condanna i ricchi, ma l’idolatria della ricchezza e che il nostro sistema si mantiene con la cultura dello scarto, così crescono disparità e povertà. “Marxista”, “comunista” e “pauperista”: le parole di Francesco sulla povertà e sulla giustizia sociale, i suoi frequenti richiami all’attenzione verso i bisognosi, gli hanno attirato critiche e anche accuse talvolta espresse con durezza e sarcasmo. Come vive tutto questo Bergoglio? Perché il tema della povertà è stato così presente nel suo magistero? Il capitalismo come lo stiamo vivendo negli ultimi decenni è, secondo Francesco, un sistema in qualche modo irreversibile?

Cultura dello scarto

“Riconosco che la globalizzazione ha aiutato molte persone a sollevarsi dalla povertà, ma ne ha condannate tante altre a morire di fame”, spiega Francesco nell’intervista rilasciata agli autori del volume. “È vero che in termini assoluti è cresciuta la ricchezza mondiale, ma sono anche aumentate le disparità e sono sorte nuove povertà. Quello che noto è che questo sistema si mantiene con quella cultura dello scarto, della quale ho già parlato varie volte. C’è una politica, una sociologia, e anche un atteggiamento dello scarto”. Quando al centro del sistema non c’è più l’uomo ma il denaro, quando il denaro diventa un idolo, gli uomini e le donne sono ridotti a semplici strumenti di un sistema sociale ed economico caratterizzato, anzi dominato da profondi squilibri. E così si scarta quello che non serve a questa logica: è quell’atteggiamento che scarta i bambini e gli anziani, e che ora colpisce anche i giovani. “Mi ha impressionato apprendere che nei Paesi sviluppati ci sono tanti milioni di giovani al di sotto dei 25 anni che non hanno lavoro”, precisa il Pontefice. “Li ho chiamati i giovani “né-né”, perché non studiano né lavorano: non studiano perché non hanno possibilità di farlo, non lavorano perché manca il lavoro. Ma vorrei anche ricordare quella cultura dello scarto che porta a rifiutare i bambini anche con l’aborto”.

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