La vocazione come chiamata profetica. La vocazione si misura con la vita vera e non resta un’idea astratta. In un’intervista a TV2000 emerge anche il lato piรน umano del cardinale Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma. A partire dal racconto familiare e dall’origine del suo nome, Baldassare, come suo nonno, affettuosamente ridotto a “Baldo” fin dall’infanzia. Con il bagliore di umiltร , quasi di stupore, nel ricordare la chiamata di Papa Francesco che lo ha voluto Vicario per Roma. “Ero talmente incredulo – confida – da dire al nunzio apostolico: ‘Forse avete sbagliato nome'”. Il senso di inadeguatezza, il peso di una responsabilitร percepita come enorme, superati solo affidandosi a quella fiducia in Dio che, dice il cardinale Reina, resta “la regola fondamentale per ogni credente”.

Vocazione profetica
Per alcuni c’รจ un momento preciso, una parola detta a braccio, un grido che squarcia il silenzio e ti cambia la vita. Per il cardinale Baldassare Reina, oggi Vicario del Papa per la diocesi di Roma, quel momento ha un luogo e una data: la Valle dei Templi di Agrigento, 9 maggio 1993. E’ lรฌ, ricorda l’Agi, che san Giovanni Paolo II lanciรฒ il suo durissimo appello ai mafiosi, “Convertitetevi” segnando, come ricorda Reinaย a TV2000, una linea di demarcazione netta tra un prima e un dopo nella postura della Chiesa verso la criminalitร organizzata. “Io ero quasi alle porte dell’ordinazione, quasi diacono – confida – e quel grido forte, il grido del cuore di Giovanni Paolo II, mi scosse. In me maturo’ l’idea che soltanto una dimensione profetica potesse dare un senso alla scelta che stavo per abbracciare”. Cosi’ chiamare le cose per nome, soprattutto in una terra dove farlo “non รจ una cosa comune”, รจ per il cardinale Reina la cifra stessa del ministero. ย

Forza e chiarezza
Da quell’evento, osserva il porporato, la Chiesa siciliana e la Chiesa tutta hanno assunto “una postura diversa” di fronte alla mafia, denunciandone con maggiore chiarezza e forza le responsabilitร morali e sociali. Non un episodio isolato, dunque, ma una svolta che continua a produrre frutti, anche nelle biografie personali di chi, come lui, ha scelto il sacerdozio lasciandosi interpellare da quella parola profetica. La stessa esigenza di concretezza e veritร attraversa le riflessioni di monsignor Reina sulla formazione dei futuri preti. “Il rischio – avverte nell’intervista – รจ che il seminario diventi una campana di vetro”, un luogo perfetto e protetto che perรฒ non prepara davvero al mondo reale. Per questo, insiste, ai seminaristi “serve sporcarsi le mani”: vivere le parrocchie, incontrare famiglie e giovani, condividere fragilitร e povertร “.

