Ucraina, il Papa condanna la guerra: “Distrugge il presente e il futuro”

Il Santo Padre rinnova la sua preghiera per i civili coinvolti nella guerra, ricordando che "se da questa vicenda usciremo come prima, saremo in qualche modo tutti colpevoli"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:23
Papa Francesco Angelus
Foto © VaticanMedia

Trentadue giorni di guerra e conseguenze che, ancora adesso, sono solo immaginabili nella loro drammaticità. Il conflitto iniziato con l’invasione russa dell’Ucraina non conosce sosta, né tantomeno svolte diplomatiche. E mentre le bombe continuano a cadere e migliaia di persone a fuggire dal proprio Paese, la voce di Papa Francesco torna a condannare non solo la logica della guerra ma anche quella delle armi. Al termine dell’Angelus, la cui riflessione è stata incentrata sulla parabola del Figliol prodigo, narrata dalla lettura evangelica, il Santo Padre torna a stigmatizzare la violenza di chi cede la parola alle bombe anziché cercare il dialogo. Una guerra “crudele e insensata” la definisce il Papa. La quale, “come ogni guerra, rappresenta una sconfitta per tutti, per tutti noi”.

La guerra, “atto barbaro e sacrilego”

“C’è bisogno – ricorda il Pontefice – di ripudiare la guerra, luogo di morte dove i padri e le madri seppelliscono i figli, dove gli uomini uccidono i loro fratelli senza averli nemmeno visti, dove i potenti decidono e i poveri muoiono“. Perché a scontare le conseguenze delle decisioni dei potenti sono i civili, coloro che subiscono il dramma, perdendo la propria vita o la propria casa da innocenti. “La guerra non devasta solo il presente, ma anche l’avvenire di una società. Ho letto che dall’inizio dell’aggressione all’Ucraina un bambino su due è stato sfollato dal Paese. Questo vuol dire distruggere il futuro, provocare traumi drammatici nei più piccoli e innocenti tra di noi. Ecco la bestialità della guerra, atto barbaro e sacrilego”.

La preghiera del Papa

Papa Francesco ricorda che la guerra “non può essere qualcosa di inevitabile” e che l’uomo non deve abituarsi a essa. Dovere degli uomini è piuttosto “convertire lo sdegno di oggi nell’impegno di domani. Perché, se da questa vicenda usciremo come prima, saremo in qualche modo tutti colpevoli. Di fronte al pericolo di autodistruggersi, l’umanità comprenda che è giunto il momento di abolire la guerra, di cancellarla dalla storia dell’uomo prima che sia lei a cancellare l’uomo dalla storia”. Con questo conflitto, è il messaggio del Santo Padre, “la situazione per tutti. Perciò rinnovo il mio appello: basta, ci si fermi, tacciano le armi, si tratti seriamente per la pace”. E, ricordando l’atto di consacrazione alla Madonna, avvenuto nei giorni scorsi, il suo invito è di pregare ancora “con una partecipazione grande e intensa”. Affinché la sua intercessione possa

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