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Diocesi di Taranto, Giubileo per i 950 anni dal ritrovamento del corpo del patrono

Diocesi di Taranto, aperta la Porta Santa del Giubileo per i 950 anni dal ritrovamento del corpo di san Cataldo, patrono della città ionica

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:00
Taranto

Da oggi al 10 maggio, visitando la basilica di san Cataldo, sarà possibile lucrare l’indulgenza plenaria. E’ stata aperta la Porta Santa del Giubileo. Per i 950 anni dal ritrovamento del corpo di san Cataldo. Patrono della città. E della ricostruzione della cattedrale basilica omonima. La più antica di Puglia. L’arcivescovo della diocesi ionica è partito dall’episcopio. In pellegrinaggio. Insieme al Capitolo metropolitano.Taranto

“Veni creator”

Monsignor Filippo Santoro ha raggiunto la porta della basilica. Pregando l’inno del “Veni creator”. Poi ha preso la parola il cancelliere arcivescovile e penitenziere della basilica. Monsignor Pasquale Morelli ha letto la Bolla di indizione del Giubileo straordinario. L’arcivescovo ha bussato con il pastorale per tre volte. Quindi ha aperto solennemente la Porta Santa. Per poi raggiungere il battistero. Luogo del ritrovamento del corpo di san Cataldo. “Lo stupore riempie la nostra vita”, ha detto il presule nell’omelia. Facendo riferimento al Vangelo della pesca miracolosa.Taranto

Nella cattedrale di Taranto

Una data storica. 950 anni, da quando la cattedrale venne ricostruita. Dopo la distruzione per mano saracena. “Ci auguriamo che Taranto, come si è saputa rialzare in quel caso, possa farlo ancora”, afferma l’arcivescovo. “La costruzione della cattedrale è opera di tutto il popolo. Lo si vede guardando le differenze tra le colonne, con i vari materiali. Ciascuno portò il suo. E dopo lo scisma, la Chiesa di Taranto rinsaldò anche il suo legame con Roma. Un altro aspetto importante, il legame con la Chiesa universale. Questo Giubileo sia un tempo di cambiamento del cuore. Chiediamo a san Cataldo che questo tempo non passi invano. La crisi ambientale. Quella sociale che vive la città. La forza del nostro cammino è stare con il Signore. Sulla barca di Pietro. Ed energicamente ripartire”, conclude monsignor Santoro.

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