Sos vaticano per il Sudan

Dopo essere stato cacciato dall’area della capitale Khartoum, il leader delle Rsf intende concentrare le proprie forze nella parte occidentale

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Foto di Peter H da Pixabay

Emergenza Sudan. “Si va verso una spartizione di fatto del Sudan?”, si chiede l’agenzia missionaria vaticana Fides dopo la presa di controllo del cosiddetto triangolo di confine tra Sudan, Libia ed Egitto da parte delle RSF (Rapid Support Forces) di Mohamed Hamdan Dagalo, meglio noto come Hemedti. Secondo i militari delle forze armate regolari (Sudan Armed Forces) comandante dal generale Abdel Fattah al-Burhan, la conquista del triangolo di confine da parte delle RSF è stata facilitata dall’aiuto offerto dal generale Khalifa Haftar, a capo del Libyan National Army (LNA), la fazione libica con base a Bengasi che controlla la Cirenaica, che si oppone al governo di accordo nazionale (Government of National Accord GNA) di Tripoli.

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© Adoodi Vesakaran su Unsplash

Allarme Sudan

Il controllo di questo importante punto di passaggio tra il Sudan e la Libia, riferisce Fides, permette di gestire i traffici leciti e illeciti (in particolare di oro) e di rifornire le forze delle RSF tramite il confine libico. Dopo essere stato cacciato dall’area della capitale Khartoum, il leader delle RSF intende concentrare le proprie forze nella parte occidentale del Sudan (nel Darfur e nel Kordofan). Si suppone che la creazione di una via sicura di approvvigionamento e di commercio è funzionale alla strategia di Dagalo di istituire una propria amministrazione nel Darfur, la sua roccaforte. Nei mesi scorsi Dagalo ha proclamato la formazione di un governo alternativo da quello guidato dal generale al-Burhan. Lo scontro tra le fazioni sudanesi ha inoltre una dimensione ideologica ed una internazionale che si intrecciano. Il generale libico Haftar per aiutare le RSF a conquistare la zona della triplice frontiera ha inviato la brigata “Subul al-Salam”, una formazione salafita che si contrappone all’altra espressione dell’Islam politico incarnato dai Fratelli Musulmani. Questi ultimi sono invisi agli Emirati Arabi Uniti che appoggiano sia Haftar sia le RSF. Gli Emirati per contrastare la Fratellanza Musulmana sembrano disposti a ricorrere, sia pure indirettamente tramite intermediari, a gruppi salafiti specie se sono basati su legami tribali ed etnici, come la brigata Subul al-Salam” formata da membri della tribù Zuwaya.

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