Sos Libano. Il rischio di “guerre per procura combattute sul terreno di un Paese terzo”

Vescovi maroniti: "Il Libano rischia di ridursi a un "campo di battaglia" per le guerre altrui"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05
Libano
(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Allarme Libano. I vescovi maroniti mettono in guardia anche da ogni manovra politica volta a sabotare in un modo o nell’altro le scadenze delle prossime elezioni legislative e presidenziali. Particolare preoccupazione viene espressa dall’episcopato del Libano riguardo alla crisi in cui versa l’intero settore delle scuole. Riconosciuto come “uno dei pilastri” del benessere e dello sviluppo umano del Paese. C’è poi l’urgenza di sottrarre il Libano dal rischio di diventare campo di battaglia per  scontri internazionali. Con le potenze globali e regionali che si contendono sfere di influenza in Medio Oriente. Il riferimento dei vescovi maroniti è in particolare alla crisi diplomatica in atto tra il Libano e le monarchie del Golfo. Crisi esplosa dopo che un ministro libanese aveva indicato alcuni Paesi del Golfo come responsabile del sanguinoso conflitto in Yemen.Libano

Neutralità del Libano

I vescovi maroniti ribadiscono all’agenzia missionaria vaticana Fides la scelta della neutralità. L’unica opzione saggia e conveniente per il Paese dei Cedri. Riferendosi poi alla festa di San Marone, che si celebra il 9 febbraio, i vescovi maroniti invocano la sua intercessione per il popolo libanese. Affinché i politici siano guidati da Dio onnipotente sui “sentieri del pentimento e della conversione”. Il Libano, infatti, va salvato dal pericolo di trasformarsi in una piattaforma mediorientale. Utilizzata da potenze regionali e globali per condurre le loro “proxy wars“. Ossia le “guerre per procura” combattute sul terreno di un Paese terzo e spacciate come “conflitti interni” di quella nazione. E’ questo l’allarme più inquietante lanciato dai vescovi maroniti riuniti nella sede patriarcale d Bkerké, in occasione della loro assemblea.Libano

La vicinanza del Papa

L’incontro è stato presieduto dal patriarca maronita Béchara Boutros Raï. E ha visto la partecipazione straordinaria dell’arcivescovo Paul Richard Gallagher. Il segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato vaticana è impegnato in questi giorni in una visita ufficiale nel Paese dei Cedri. Il comunicato finale dell’incontro è articolato in otto punti. I vescovi maroniti mettono in rilievo che che la visita dell’alto rappresentante vaticano, inviato da Papa Francesco, esprime anche la vicinanza del Pontefice al popolo libanese. E manifesta a livello internazionale la sua sollecitudine per il presente e il futuro del Libano.

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