Siria, Cuba, Cina: la geopolitica della misericordia della Santa Sede

La Santa Sede mette sempre l'"arma" del dialogo al centro della sua diplomazia planetaria e sullo scacchiere internazionale esercita una "moral suasion" per la pace. Il ruolo della Pontificia Università Urbaniana

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:00

La Pontificia Università Urbaniana è un’istituzione accademica vaticana. Fa parte della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. Le sue funzioni di ricerca e insegnamento si svolgono nell’ambito del sistema educativo della Santa Sede. E sono regolate dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica. L’Ateneo ha sede a Roma sul colle del Gianicolo. E’ specializzato nella formazione del clero missionario. E degli allievi che provengono dai territori di missione.

In missione per la Santa Sede

All’inizio l’Ateneo comprendeva le due facoltà di Teologia e Filosofia. In seguito l’Università Urbaniana ha particolarmente sviluppato gli studi nel settore della Missiologia. E di altre discipline utili all’attività evangelizzatrice della Chiesa. All’Istituto Missionario fu data la facoltà di conferire gradi accademici nelle discipline missiologiche e giuridiche. In funzione da quattro decenni anche il Centro Studi Cinesi. E il Centro Studi “Cardinal Newman”, dedicato all’illustre alunno dell’università.

Diplomazia nel segno di Francesco

“Jorge Mario Bergoglio vive nel profondo la rivoluzione del Concilio, che chiedeva una riforma della Chiesa- afferma a Interris.it l’ex rettore della Pontificia Università Urbaniana, il vescovo Ambrogio Spreafico-. Lo spirito del Vaticano II vive nelle sue parole. Nelle omelie. In un’idea di Chiesa madre di umanità, che guarda con simpatia a tutti. Bergoglio ha colto quelli che il Concilio chiama i segni dei tempi. Lo ha fatto di fronte alla guerra in Siria. A Cuba. E lo fa continuamente davanti a un mondo europeo impaurito e un po’ miope. Concentrato su di sé senza una visione del futuro e della storia nella sua complessità”.

Senza paura, accanto a chi soffre

“I viaggi di Francesco a Lampedusa, in Albania, in America Latina, in Africa, dove ha voluto aprire l’Anno Santo della misericordia. In un paese poverissimo e travagliato dalla guerra come il Centrafrica– sottolinea l’ex rettore dell’Urbaniana-. Sono da leggere nella prospettiva di una Chiesa che si fa vicina senza paura a chi soffre. Come una madre ai suoi figli. In questo papa Francesco coglie una missione della Chiesa per il mondo e nel mondo. E non solo una Chiesa che parla ai ‘suoi'”.

 

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