Si è spento il cardinale Jorge Maria Mejia. Giovedì le esequie a San Pietro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:19

Si è spento oggi il cardinale argentino Jorge Maria Mejia, bibliotecario emerito della Santa Romana Chiesa, a causa del suo fragile stato di salute. Il porporato, che aveva 91 anni, era stato colpito da un infarto proprio pochi giorni prima dell’elezione a Pontefice del suo connazionale Jorge Mario Bergoglio, era da tempo ricoverato presso la clinica romana Pio XII. Lì il Papa gli aveva fatto visita il 15 marzo 2013, dopo soli due giorni dalla sua elezione.

Il cardinale Mejia nacque a Buenos Aires il 31 gennaio 1923, fu ordinato sacerdote nel 1945, dal 1998 al 2003 ha prestato servizio come archivista e bibliotecario della Santa Chiesa romana. Fu nominato cardinale da Papa Giovanni Paolo II nel febbraio del 2001. Ad informare della morte del cardinale i suoi familiari, è stato Papa Francesco che ha inviato un telegramma ad Alejandro Jaime Maria, fratello del porporato. “Dispiaciuto per la morte di suo fratello, il caro cardinale Jorge Maria, archivista e bibliotecario della Santa Romana Chiesa, e che in durante questi lunghi anni ha servito con fedeltà e competenza in vari organi della Santa Sede, desidero farle arrivare le mie più sentite condoglianze”.

Il santo Padre ha inoltre assicurato le sue preghiere per l’anima del cardinale e ha espresso la speranza che l’alto prelato riposi in pace dopo essersi “donato in modo così intenso e generoso alla Chiesa”. “Con la fede nel mistero pasquale di Cristo – ha detto il Pontefice – che illumina e riempie di speranza la vita cristiana, e il ricordo di un pastore dedicato alla missione di evangelizzazione, chiedo la consolazione divina in questi momenti di dolore, per voi e per i vostri cari, che piangono una grande perdita, e ai quali invio la mia benedizione apostolica”.

Secondo quanto ha fatto sapere la sala stampa vaticana, giovedì prossimo il cardinale Angelo Sodano presiederà le esequie a San Pietro, che saranno concluse dal Papa per la “ultimo commendatio” e la “valedictio”.

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