Home Chiesa Cattolica L’arcivescovo Santoro nel laboratorio sociale della Laudato si’

L’arcivescovo Santoro nel laboratorio sociale della Laudato si’

Diocesi di Taranto, monsignor Santoro vescovo da 25 anni si racconta nel libro-intervista “Consumare la suola delle scarpe”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05
Santoro

Nominato vescovo ausiliario di Rio de Janeiro. Ordinato il 29 giugno del 1996. Monsignor Filippo Santoro dal 2004 ha retto come pastore la diocesi brasiliana di Petropolis. Per poi tornare in Italia come vescovo dell’arcidiocesi di Taranto, il 21 novembre 2011. Con ingresso solenne il 5 gennaio 2012. “Consumare la suola delle scarpe” è il titolo del libro-intervista di Fabio Zavattaro pubblicato nel 25° anniversario di ordinazione episcopale di monsignor Santoro.Santoro

La testimonianza di Santoro

Dal Brasile a Taranto. Simbolo italiano delle contraddizioni di una società che privilegia il profitto sulla vita. Con la lotta tra diritto alla salute e diritto al lavoro. Nel volume  l’incontro con gli operai dell’Ilva. Con i malati di cancro. Con i detenuti del carcere di Taranto. Il più popoloso d’Italia. Un altro triste primato. Il libro affronta anche la Settimana Sociale dei cattolici italiani. Che si svolgerà proprio a Taranto dal 21 al 24 ottobre. Sul tema “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro”.Santoro

Taranto-simbolo

Taranto, quindi, come laboratorio privilegiato di lettura dell’enciclica “Laudato si'”. Secondo monsignor Santoro, la vera emergenza dei nostri tempi è quella educativa. E “il malessere che accompagna i giovani sembra assomigliarsi molto. Sia a Milano. Sia a Seul“. Alla conferenza dell’episcopato latinoamericano ad Aparecida. Maggio 2007. Con i lavori aperti da Benedetto XVI. E’ stato segretario della commissione di redazione l’allora arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio, poi divenuto pontefice.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.