San Damiano De Veuster, l’“apostolo dei lebbrosi”

San Damiano De Veuster, mosso da spirito missionario, arrivò alle isole Hawaii nel 1864, visse accanto ai lebbrosi e si impegnò per migliorare la vita della comunità

Malattia. Foto © M Mahbub A Alahi da Pexels.

Damiano de Veuster nacque il 3 gennaio del 1840 a Tremelo, un piccolo comune nelle Fiandre, in Belgio, con il nome di Joseph De Veuster. Figlio di contadini di origine fiamminga, fu inviato a completare gli studi a Brain-le-Comte, sempre in Belgio, con lo scopo di imparare il francese. Era il settimo di otto figli, la madre Caterina leggeva loro ogni sera la vita dei santi, mettendone in risalto le virtù e indicandoli come esempi.

Damiano, fin da giovane mostrò un forte interesse per la vita religiosa ed entrò nella congregazione dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, e durante il noviziato, prese il nome di Damiano. Egli terminò a Parigi gli studi di teologia e filosofia, ed emise i voti perpetui il 7 ottobre 1860. La Congregazione dei Sacri Cuori, fu fondata nel 1793 a Poitiers da Suzette Geoffrey, era in origine un sodalizio di giovane donne devote del Sacro Cuore, e che portavano la loro assistenza ai sacerdoti che  di nascosto agivano nel periodo del cosiddetto “Regime del Terrore”, una particolare fase storica, subito dopo la Rivoluzione Francese, e che ebbe inizio proprio nel 1793. Ma la diffusione della Congregazione si deve a Pierre Coudrin (1768-1837) sacerdote francese, che visse in clandestinità a causa delle persecuzioni contro il clero francese. In quel periodo maturò una profonda esperienza spirituale che lo portò a concepire una comunità religiosa dedita all’adorazione e alla riparazione. Henriette Aymer de la Chevalerie (1767-1834) proveniente da una famiglia nobile, condivise questa visione spirituale e collaborò attivamente alla fondazione della congregazione, dando origine anche al ramo femminile.

Spinto da un profondo spirito missionario, Damiano, partì per le isole Hawaii, allora una terra lontana e segnata da grandi difficoltà sociali e sanitarie, e il 19 marzo 1864 sbarcò, dopo cinque mesi di navigazione, nel porto di Honolulu, dove rimase a svolgere la sua missione e dove venne ordinato sacerdote il 24 maggio 1864 presso la Cattedrale di Nostra Signora della Pace ad Honolulu.

Proprio nel XIX secolo, l’arcipelago delle Hawaii fu colpito dalla malattia di Hansen, più conosciuta col nome di lebbra, che si era diffusa intorno al 1850. Nel 1870, Damiano si offrì volontario per vivere tra i malati nel lebbrosario di Molokai, la quinta isola dell’arcipelago delle Hawaii, dove per contenere il continuo contagio, le autorità avevano isolato quanti erano stati colpiti, e che nel lebbrosario vivevano in condizioni estremamente dure.

Egli non si limitò a svolgere solamente il ministero religioso, ma si impegnò concretamente per migliorare la vita della comunità: costruì case, scuole, chiese e organizzò una vera e propria società basata sulla dignità e sul rispetto. Damiano scelse di condividere completamente la vita dei lebbrosi, e il 24 novembre del 1873 su invito del vescovo Maigret, raggiunse la colonia di Kalaupapa, dove si trovavano oltre seicento malati di lebbra, egli si adoperò per costruire una chiesa e per rendere stabilire e definitiva la parrocchia di Santa Filomena.

Passava per i villaggi battezzando e promuovendo il culto del SS. Sacramento, del quale diceva: “Senza la presenza costante del nostro Divino Maestro, nella mia povera cappella, io non avrei mai potuto perseverare, condividendo la mia sorte con quella dei lebbrosi di Molokai”. Era arrivato con il breviario e il crocifisso, vivendo all’aperto, dormendo sotto un albero e mangiando su una roccia piatta.

Capì subito che i malati non lo avrebbero mai accettato, se egli avesse cercato di evitare il contatto, ma Damiano non si preoccupava di essere contagiato, per lui era difficile non toccare i malati, sia quando veniva impartita la Comunione, sia quando c’era da ungere mani e piedi con l’olio santo. In precedenza lo stesso Damiano aveva scritto al superiore provinciale padre Modesto Favens: “Voi conoscete la mia decisione, io voglio sacrificarmi per i poveri lebbrosi…”.

Dopo anni di servizio, contrasse egli stesso la lebbra. Nonostante la malattia, continuò la sua opera fino alla morte, avvenuta il 15 aprile 1889. Il 3 giugno del 1995 venne beatificato da Giovanni Paolo II (1978-2005) e l’11 ottobre del 2009 Benedetto XVI (2005-2013) lo proclamò santo.

In un’epoca in cui spesso si teme ciò che è diverso o fragile, Damiano ha insegnato a tutti il valore dell’accoglienza, della vicinanza e della dignità di ogni persona. La sua vita ha dimostrato in maniera semplice e concreta, che la vera carità non è fatta solo di parole, ma di presenza attiva, capace di condividere anche la sofferenza.

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