Sacrofano: concluso il convegno nazionale dell’Aie, nel ricordo di don Gabriele Amorth

Foto Vatican News

Si è concluso a Sacrofano, nei pressi di Roma, il XV Convegno Nazionale Italiano dell’Associazione Internazionale Esorcisti, appuntamento biennale dedicato alla formazione e all’esperienza pastorale dei sacerdoti esorcisti e dei loro ausiliari. Dal 21 al 25 settembre, circa 120 partecipanti si sono confrontati su temi legati al ministero esorcistico, al discernimento e all’accompagnamento delle persone che si rivolgono alla Chiesa in situazioni di particolare sofferenza. Nel corso delle giornate sono state presentate esperienze pastorali, approfondimenti teologici e riflessioni sulla formazione degli esorcisti, con particolare attenzione al ruolo dell’autorità ecclesiale e alla necessità di un percorso adeguato per chi svolge questo ministero. Ampio spazio è stato inoltre dedicato alla figura di don Gabriele Amorth, nel decennale della sua morte, e all’eredità dell’Associazione da lui fondata.

Il Convegno Nazionale

Si è tenuto dal 21 al 25 settembre 2026 presso la Casa per congressi “Fraterna Domus” di Sacrofano, nei pressi di Roma, il XV Convegno Nazionale Italiano dell’Associazione Internazionale Esorcisti (AIE). Il Convegno Nazionale Italiano dell’AIE, che si svolge ogni due anni alternandosi a quello internazionale, ha visto la partecipazione di circa 120 fra sacerdoti esorcisti e ausiliari degli esorcisti. I lavori sono stati aperti dal saluto di mons. Karel Orlita, presidente dell’Associazione, dalla presentazione di padre Francesco Bamonte, vicepresidente, e dall’introduzione di padre Piermario Burgo, coordinatore della segreteria di lingua italiana dell’AIE. Mons. Orlita ha ricordato che l’Associazione Internazionale Esorcisti esiste e opera al servizio della Chiesa, sostenendo i sacerdoti esorcisti nella loro formazione iniziale e permanente, nel discernimento, nell’uso del rituale vigente degli esorcismi e nell’accompagnamento pastorale di quanti soffrono a causa di una particolare azione del maligno, affinché possano ritrovare libertà, dignità, speranza e piena appartenenza alla comunità cristiana, al cui centro è Cristo, il Signore che libera.

L’esperienza pastorale

Particolare attenzione è stata dedicata dal Convegno Nazionale di quest’anno all’esperienza pastorale dei sacerdoti esorcisti. Introdotta da padre Francesco Bamonte, vicepresidente dell’AIE, che ha moderato i lavori del Convegno, la prima relazione è stata quella di fra Benigno Palilla, esorcista dell’Arcidiocesi di Palermo, che ha presentato il caso di una giovane posseduta dal maligno, liberata dopo due anni e mezzo. Una condizione di sofferenza, la sua, frequente nelle giovani generazioni, spesso causata da lontananza dai sacramenti, ateismo, sedute spiritiche, pratiche occulte. Le tribolazioni sofferte dalla giovane avevano alimentato una profonda aggressività nelle sue relazioni con gli altri e un odio di sé culminante in pensieri suicidari. Fra Benigno ha sottolineato che la liberazione definitiva della donna avvenne nel giorno della memoria liturgica di san Pio da Pietrelcina, e il suo cuore fu avvolto da una grande pace interiore dopo aver fatto dono totale della sua vita a Dio. Felicità a tal punto traboccante che tutto le apparve rinnovato dal ritrovato amore per la vita. La celebrazione eucaristica al termine della prima giornata di lavori è stata presieduta dal card. Baldo Reina, Vicario di Sua Santità Papa Leone per la Diocesi di Roma, che nella sua omelia ha parlato dell’esorcistato come di un ministero che avvolge sia la vita del sacerdote sia l’esistenza di chi è tribolato dal maligno. Per questo il prete esorcista si fa verso i sofferenti strumento della misericordia di Dio liberante che lui stesso ha ricevuto e sperimentato.

L’intervento di don Aldo Buonaiuto

La seconda giornata di lavori si è aperta con la relazione di don Aldo Buonaiuto, esorcista della Diocesi di Roma e responsabile del Servizio AntiSette della Comunità Papa Giovanni XXIII. Nel decennale della morte di don Gabriele Amorth, fondatore dell’AIE, il relatore ne ha ricordato i moniti verso scelte e atteggiamenti che espongono all’azione straordinaria del maligno. Situazioni che talora coinvolgono anche ecclesiastici, irretiti da manipolatori esoterici e vittime di sette. Il relatore ha poi illustrato una serie situazioni di pericolo che espongono all’azione degli operatori dell’occulto: dal fascino verso la sfera preternaturale all’ambizione personale; dall’eventuale predisposizione interiore alla svalutazione degli affetti. Padre Piermario Burgo, coordinatore della segreteria di lingua italiana dell’AIE, nel suo intervento ha illustrato la natura del ministero esorcistico, che non è mai un incarico informale bensì ufficio ecclesiastico, funzione pastorale specifica nella vita pastorale della diocesi. E lo è in virtù di una licenza del Vescovo. Nell’esorcismo è dunque imprescindibile il consenso dell’Autorità Ecclesiale così come è necessario il consenso di chi soffre. P. Burgo ha inoltre ribadito che l’esorcismo è espressione tangibile della missione salvifica di Gesù. La Chiesa anche così manifesta la sua carità verso i tribolati a causa del demonio.

La seconda giornata

Don Giuseppe Grassi, esorcista dell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, dove dirige l’Ufficio di Musica Sacra, ha parlato del ruolo della musica e del canto nel rito degli esorcismi. La musica e il canto sacri sono profondamente legati alle altezze del ministero angelico, e per questo possono essere utilizzati con beneficio nel ministero esorcistico. Quanto più sacra è la musica, tanto più sarà unita all’azione liturgica, in quanto prefigurazione della liturgia nella Gerusalemme celeste: dai salmi, al gregoriano ai canti popolari in onore della Madonna. P. Francesco Bamonte nel decennale della morte di don Gabriele Amorth ne ha ricordato la preziosa eredità. L’AIE da lui voluta fu un’intuizione fondamentale. Collaborando con il Servo di Dio p. Candido Amantini, l’esorcista della Scala Santa, Don Amorth comprese che non era sufficiente per il neo-esorcista la nomina da parte del Vescovo e la consegna del Rituale. Egli restava come un chirurgo senza esperienza. Da qui la necessità dei convegni, dei corsi e degli incontri di formazione periodici promossi dall’Associazione. Don Marcello Lanza, esorcista della Diocesi di Acerra, ha illustrato nella sua relazione la componente mistica nella vita, nella vocazione e negli insegnamenti di don Amorth, intesa come processo di conformazione a Cristo. Nella prassi esorcistica ciò è di grande importanza, perché se il ministero è unito misticamente al Liberatore che è Cristo, il diavolo ne esce ancora più sconfitto. Necessario – secondo don Lanza – riportare l’esorcismo in seno alla teologia spirituale.

La terza giornata

L’inizio della terza giornata del convegno ha visto la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Mario Vaccari, vescovo di Massa-Carrara e incaricato dalla Conferenza Episcopale Toscana per la formazione degli esorcisti. Nella sua omelia mons. Vaccari ha sottolineato il valore della povertà nell’umiltà. San Francesco d’Assisi e san Pio da Pietrelcina nella scelta della povertà si posero nella sequela di Cristo e in quella conformazione dolorosa che è percorso della fede modellato dalla grazia. Un mandato itinerante simile è quello degli esorcisti nell’esercizio del loro ministero. Don Angelo Barra, esorcista ad actum della Diocesi di Salerno, nel suo intervento ha descritto la vicenda di una giovane vittima di abusi familiari. Tornata da un viaggio, accusò forti dolori fisici che si acuivano durante la Messa. La sola lettura dei passi del cap. 16 degli Atti degli Apostoli, operata dal sacerdote, manifestò l’azione straordinaria scatenando in lei un terremoto interiore. Le benedizioni, come il sostegno orante di due comunità cattoliche in Africa, determinarono la liberazione della giovane, facendo emergere che la stessa era stata vittima di una consacrazione rituale da parte di una setta nel luogo in cui si era recata. Di carattere teologico la relazione del mariologo p. Salvatore Perrella, dei Servi di Maria, già Preside della Pontificia Facoltà Teologica “Marianum” di Roma. P. Perrella ha esaminato la figura della Madonna testimoniata dai Vangeli e presente negli insegnamenti del Magistero la cui presenza è imprescindibile, sempre sostenuta dalla Parola di Dio in quanto al centro del mistero dell’Incarnazione. Come ebbe ad affermare papa san Paolo VI, la Chiesa è mariana, e pertanto Maria è un dato essenziale della fede e della vita di fede della Chiesa stessa: Ella è la Prescelta, la Santificata, l’Immacolata, la Madre di Dio nonché Madre della Grazia, perché Cristo è la Grazia incarnata. Maria, come tale, nei confronti del diavolo è la donna agonica per eccellenza, alleata e scudo per esorcisti e quanti sono tribolati. Ha concluso la terza giornata di lavori la testimonianza di Don Aleardo Pisani, esorcista della Diocesi di Verona. Religioso dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, fondati da san Giovanni Calabria, che fu vittima dell’azione straordinaria del maligno, Don Pisani ha ripercorso la sua vocazione e gli inizi del suo ministero esorcistico, rievocando le esperienze missionarie in Brasile e in Angola, dove venne in contatto con superstizioni locali e ritualità tribali. La pastorale dell’ascolto maturata nel confessionale, in Italia e all’estero, ha progressivamente sviluppato la sua attenzione verso le persone sofferenti, svolgendo il suo ministero nella Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio e nella Diocesi di Verona. In entrambi i contesti ha sperimentato il pericoloso influsso delle pratiche occulte sulle nuove generazioni.

La quarta giornata

La celebrazione eucaristica presieduta da mons. Andrea Bruno Mazzoccato, arcivescovo emerito di Udine e incaricato dalla Conferenza Episcopale del Triveneto per la formazione degli esorcisti, ha introdotto il quarto giorno del Convegno Nazionale AIE. Mons. Mazzoccato partendo dal testo del Qohélet ha ricordato che la creatura umana è fragile, ma sia Dio sia il demonio le assegnano un grande interesse. Il primo ne ha fatto il suo tempio santo, il secondo lo vuole distruggere. All’uomo è stata perciò data una potenza nella sua fragilità: la libertà che egli può rivolgere all’uno o all’altro, all’interno di una lotta. In questa realtà sono implicati i sacerdoti esorcisti, in comunione coi pastori della Chiesa universale, per la salvezza delle anime. Prima relazione della quarta giornata è stata quella di padre Michele Tenzon, già esorcista della Diocesi di Sanremo-Ventimiglia. Anche p. Tenzon ha dedicato l’intervento alla sua esperienza pastorale. Come nel caso di una donna sudamericana, offerta agli spiriti dai parenti. Trasferitasi in Italia abbandonò il culto spiritico. Subito si verificarono in lei un crollo economico, il fallimento personale e pesanti vessazioni fisiche. La sua consacrazione veniva rinnovata su di una pietra conservata in un tempio sudamericano. Quella stessa pietra, dall’altra parte dell’oceano, venne poi spezzata nel corso degli esorcismi e dopo il comando rivolto dal sacerdote. Un percorso autentico di vita cristiana, la costante formazione esorcistica e il coinvolgimento orante della Madonna – ha sottolineato Tenzon – sono di grande importanza e giovamento nella corretta prassi esorcistica. Padre Mario Imperatori, gesuita, professore di Teologia dogmatica presso la Pontificia Facoltà Teologica, sezione San Luigi, a Napoli, nel suo intervento ha affrontato in una prospettiva culturale e teologica alcuni tragici fatti di cronaca denunciati dal film-documentario “Les survivantes” (2024) diretto da Pierre Barnérias, nel quale otto donne raccontano le vicende di abusi subiti all’interno di una rete internazionale di pedofilia. A questo e altri fenomeni strettamente correlati è possibile applicare una chiave di lettura storico-culturale e teologica che evidenzia la loro finalità occultista e anticristiana. I lavori del Convegno sono stati conclusi da Beatrice Ugolini, criminologa e consulente del Gris, che nella sua relazione ha affrontato il tema delle ragioni rituali della violenza nell’occultismo. L’adempimento di un voto pagano, un’offerta sacrificale propiziatoria, la violenza di una consacrazione occultistica, un’iniziazione che implica una rottura con il proprio passato: in tutte queste circostanze, nella prospettiva magica, si determina la liberazione di energia occulta, anche attraverso l’uccisione di un essere vivente. Maggiore è lo scopo rituale perseguito, più elevato è il grado di violenza richiesto nel rito. In questa cornice si inserisce spesso il mondo giovanile nella costruzione della propria identità o per il fascino della sfida alle convenzioni.

Sconto del 15% sul primo acquisto su StampaeStampe.it
Sconto del 15% sul primo acquisto su StampaeStampe.it

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Lenovo

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: