Roma capitale del dialogo interreligioso: al via il progetto nelle scuole

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:36

Al via un progetto nelle scuole di Roma per promuovere il dialogo tra le fedi: un calendario con le festività di tutte le religioni, per promuovere la conoscenza e il rispetto dell’altro, e riannodare il filo del dialogo. “Il calendario, che riporta e spiega le festività di tutte le religioni – ha affermato l’assessore con delega al Dialogo interreligioso Paolo Masini – sarà a disposizione di tutte le scuole che ne faranno richiesta all’indirizzo assessore.masini@.roma.it. Vogliamo far sì che le nuove generazioni di cittadini raccolgano e facciano proprio questo percorso, per cui proponiamo loro un vero e proprio format di confronto: nelle scuole interessate porteremo non solo i calendari, ma anche i rappresentanti delle diverse fedi per un incontro”.

Presentato oggi con le classi di cinque scuole superiori romane all’Istituto Di Vittorio – Lattanzio al Prenestino, alla presenza dell’assessore e del presidente del V Municipio Giammarco Palmieri il quale ha dichiarato: “Il nostro territorio ha una forte tradizione di dialogo tra le diverse culture. E’ fondamentale ripartire dai ragazzi delle nostre scuole per promuovere ancora più fortemente la conoscenza e il rispetto dell’altro in un contesto che si oppone come un vero e proprio laboratorio dell’ Intercultura”.

Il calendario “Religions for Peace” contiene i giorni sacri per i fedeli di 15 religioni diverse: cristianesimo che comprende dai cattolici ai protestanti, agli ortodossi, valdesi e anglicani, poi la religione ebraica, l’islam, il buddismo, confucianesimo, giainismo, induismo, shintoismo, sikhismo, taoismo, zoroastrismo, più religioni tradizionali africane e amerindiane.

A confrontarsi con gli alunni, Abdellah Redouane, direttore del centro islamico culturale d’Italia; Lisa Palmieri Billing, delegata dell’American Jewish Committee; Padre Arcadius Sawa Dogo, prete cattolico del Burkina Faso; Antonio Adamo, pastore della Chiesa Valdese; Nyima Dontrup, presidente della comunità Tibetana in Italia e Guido Morisco della comunità Baha’ì. Ai rappresentanti delle diverse fedi religiose i ragazzi hanno posto domande sul valore della diversità e sul delicato tema del rapporto tra fede, simboli e libertà di espressione.

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