“Cambiare le regole per fermare le morti bianche”. Appello del vescovo di Pistoia contro gli infortuni sul lavoro

Non si ferma "quella che non può che essere definita una strage". Allarme della Chiesa per l'escalation di infortuni sul lavoro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05
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“La dignità del lavoro, e quindi della persona, passa in primo luogo dalla sicurezza sul luogo in cui si lavora“. Il vescovo di Pistoia, monsignor Fausto Tardelli, interviene sull’ennesima morte bianca. “Ancora un tragico episodio di morte sul lavoro sconvolge la nostra diocesi. Nonostante gli appelli, le regole e le richieste di attenzione non si ferma quella che non può che essere definita una strage”, sottolinea il presule toscano.lavoro

Lavoro insicuro

“Se le regole, tante a dire il vero, che oggi disciplinano la sicurezza dei luoghi di lavoro, non danno i risultati e le garanzie minime bisogna cambiarle, migliorarle- avverte il vescovo di Pistoia-. In questo senso la politica deve fare di più, soprattutto nel dialogo con le parti sociali e le imprese che vivono ogni giorno questi problemi. Infine mi rendo vicino con la preghiera e il cordoglio alla famiglia del lavoratore deceduto e di tutta la comunità colpita dall’incidente”. In Italia le denunce di infortunio, nei primi 10 mesi del 2021 sono state 448.110, quasi 27mila in più (+6,3%) rispetto allo stesso periodo del del 2021. Con un forte incremento soprattutto nel periodo aprile-settembre (+21%). Una strage contro la quale il governo nel decreto fiscale ha modificato la normativa sui controlli. Allargando le competenze dell’Ispettorato nazionale del lavoro. E abbassando le soglie di irregolarità oltre le quali gli ispettori devono (e non più “possono”) intervenire sulle attività imprenditoriali.

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