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Progetto di solidarietà nella diocesi di Bergamo. Le sale Sas e Acec

Iniziativa di solidarietà nella diocesi di Bergamo per sostenere le sale cinematografiche in pandemia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:00
pandemia
Via libera nella diocesi di Bergamo a un progetto di solidarietà in pandemia tra le sale associate a Sas e Acec. Un’azione di aiuto verso le Sale della comunità delle parrocchie maggiormente messe alla prova. Un sostegno in questo periodo di chiusura e sospensione delle attività.

72 anni di storia delle sale cattoliche

Il 18 maggio del 1949 veniva redatto a Roma l’atto costitutivo della Associazione Cattolica Esercenti Cinema (ACEC). E contestualmente depositato il suo primo statuto. Questo fatto costituiva l’approdo di un lungo processo. Un cammino iniziato con la nascita delle prime “sale ricreative cattoliche” (SRC) nei primi del Novecento. La proliferazione notevole di esse aveva richiamato l’attenzione della Santa Sede. Lo dimostra la lettera del cardinale Eugenio Pacelli, segretario di Stato, del 27 aprile 1934. E lo confermano le indicazioni dell’enciclica “Vigilanti cura” di Pio XI del 29 giugno 1936. Un richiamo all’importanza e all’urgenza di un forte collegamento tra tali spazi culturali per diffondere pellicole moralmente apprezzabili.

Fondo Emergenze

A Bergamo, città simbolo dell’emergenza Covid, le sale cinematografiche sono in particolare difficoltà per la pandemia. Agli aiuti del Fondo Emergenze straordinario, alcune delle sale associate a Sas e Acec non hanno potuto accedere. Tra i requisiti minimi, infatti, era richiesto che si fossero programmate almeno 20 proiezioni tra gennaio e febbraio 2020. E 16 sale non rispettavano questa condizione. Così i consigli direttivi di Sas e Acec Bergamo, che rappresentano le assemblee dei soci, hanno voluto perciò mettere in atto una proposta. Con un’azione che potesse dare un aiuto anche a queste sale. E alle comunità parrocchiali che le gestiscono.

Segno importante

Il motivo, evidenzia il Sir, è che sono realtà ugualmente importanti. Per mantenere viva la vita culturale. Soprattutto nei paesi più piccoli. Che senza aiuti faticherebbero a superare questo momento difficile. Si è pensato così di coinvolgere tutte le sale associate che hanno ricevuto i contributi. La maggior parte delle quali grazie al supporto con le pratiche compiuto da Sas. Affinché ne donassero una parte a chi non aveva ricevuto nulla. Tutte le sale hanno risposto positivamente a questa proposta. Donando il 5% di quanto ricevuto alle 16 parrocchie che non hanno avuto contributi. “È un gesto e un segno importante per aiutare queste sale a riaprire appena possibile. Questa azione concretizza uno dei valori che fanno parte dello spirito associativo di Sas e Acec Bergamo”, osserva una nota.

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