Pizzul: “La Chiesa non fa politica, forma le coscienze”

La politica come forma suprema di carità. Il modello di Alcide De Gasperi e in un libro la testimonianza del giornalista cattolico Fabio Pizzul

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:27

Il 19 agosto del 1954, Alcide De Gasperi muore a Borgo Valsugana. Circondato solo dalla sua famiglia, lui che per tanti anni, prima e dopo il fascismo, era stato uno degli uomini pubblici più in vista.  Afferma il giornalista Fabio Pizzul, giornalista, capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio regionale della Lombardia, già presidente dell’Azione Cattolica milanese dal 2002 al 2008: “Una nuova stagione politica dei cattolici in Italia è auspicata da molti, ma non potrà certo prescindere da una profonda riflessione sulla vita ecclesiale e sulle modalità di presenza della Chiesa nella società italiana“. E aggiunge Pizzul: “La libertà e la fraternità invocate da Papa Francesco non possono nascere da tatticismi o alleanze più o meno azzardate. Potranno sorgere solo da una reale capacità di tornare alle sorgenti della fede, vissuta e testimoniata con coraggio”.

Politica come forma di carità

E’ un rapporto che non è mai stato semplice quello tra i cattolici e la politica. Ora, riferisce l’Ansa, è in uscita per le Edizioni Terra Santa “Perché la politica non ha più bisogno dei cattolici” di Fabio Pizul. Il panorama oggi è più complesso con una parte della politica che cerca di portare dalla sua parte l’elettorato cristiano, anche con l’ostentazione di simboli religiosi, e una divisione di fatto del mondo cattolico che non ha più ritrovato l’unità della vecchia Democrazia Cristiana.

Contributo cattolico alla vita pubblica

Scrive Pizzul: “In questo contesto è sempre più diffusa l’idea che manchi un contributo effettivo dei cattolici alla vita politica italiana, tanto che qualcuno coltiva nostalgie di un partito cattolico come possibile argine a una progressiva marginalizzazione del pensiero cattolico dalla politica e dalle istituzioni. In realtà sono ancora molti i politici impegnati nelle istituzioni che si dichiarano e sono cattolici praticanti. Ma questa loro convinzione personale non si traduce in un’attività pubblica che si richiami espressamente a una tradizione cattolica, democratica o liberale“. Per questo nel suo densissimo saggio Pizzul passa in rassegna punti centrali del cattolicesimo democratico e delle sfide di questi ultimi anni.

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