Parte la Settimana teologica del Meic

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:33

Autorità e partecipazione nella vita della Chiesa e della comunità civile”: su questo argomento è stato incentrato il dialogo di apertura ai lavori della Settimana teologica del Movimento ecclesiale d'impegno culturale (Meic) a Camaldoli, incentrata sul tema “Democrazia e sinodalità”. Argomento estremamente vasto che, come previsto, ha ispirato numerosi dibattiti e confronti sullo stile di sinodalità nella Chiesa, da adottare ripartendo dalla Comunione: un modo per riscoprire il fondamento etico dell'autorità dello Stato nel rispondere ai bisogni delle persone.

Gli interventi

Durante la prima giornata, il dibattito è stato animato dagli interventi del teologo morale e rettore emerito della Pontificia Università Urbaniana, don Cataldo Zuccaro, e dell'ecclesiologo della Pontificia Università Lateranense, assistente nazionale Meic, mons. Giovanni Tangorra. Don Zuccaro ha esposto il suo punto di vista parlando di “antropologia dell'indigenza” come “fondamento etico dell'autorità dello Stato e della partecipazione dei cittadini alla vita politica”. Un'ottica che, spiega, si basa sul “considerare l'uomo come 'essere del bisogno' e come essere strutturalmente relazionale. Se lo Stato è il 'prolungamento interpretativo' della persona nel vivere socialmente strutturato, allora esso è chiamato a dare una risposta al bisogno reale dei cittadini, un bisogno che va decodificato in modo politico e storicizzato nei bisogni particolari. Se andasse oltre, ci sarebbe abuso d'autorità, ma se non lo facesse smetterebbe di essere quello che deve essere”.

L'intervento di mons. Tangorra è stato incentrato sul valore della sinodalità nella Chiesa del nostro secolo, specie sotto il pontificato di Papa Francesco. Il Santo Padre ha parlato di sinodalità come “il 'camminare insieme'”, “il cammino della Chiesa del Terzo millennio”. Quella del Santo Padre è un'esortazione “a vivere la sinodalità come dimensione costitutiva della Chiesa e come suo stile permanente. Per farlo però c'è bisogno di una riflessione profonda sui temi del pluralismo e di una partecipazione ampia e condivisa alla vita della Chiesa”.

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