Papa alla Rota Romana: “Dichiarazione di nullità non è unico obiettivo dinanzi a crisi matrimoniale”

Il messaggio di Papa Francesco ai membri del Tribunale della Rota Romana ricevuti in udienza per l'inaugurazione dell’anno giudiziario

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:01
Fonte: Vatican News

“Favorire un più generale ripensamento dell’importanza che l’esperienza del processo canonico ha per la vita dei fedeli che hanno vissuto un fallimento matrimoniale e, contemporaneamente, per l’armonia delle relazioni all’interno della comunità ecclesiale”. Così Papa Francesco ha spiegato il legame della sinodalità con i processi di nullità matrimoniale ai membri del Tribunale della Rota Romana ricevuti in udienza in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Papa: “Far risplendere la verità su un’unione concreta tra uomo e donna”

“Superando una visione distorta delle cause matrimoniali, come se in esse si affermassero dei meri interessi soggettivi, va riscoperto che tutti i partecipanti al processo sono chiamati a concorrere al medesimo obiettivo, quello di far risplendere la verità su un’unione concreta tra un uomo e una donna, arrivando alla conclusione sull’esistenza o meno di un vero matrimonio tra di loro”, l’indicazione di rotta di Francesco, secondo il quale “già nella fase pregiudiziale, quando i fedeli si trovano in difficoltà e cercano un aiuto pastorale, non può mancare lo sforzo per scoprire la verità sulla propria unione, presupposto indispensabile per poter arrivare alla guarigione delle ferite”.

Di qui l’importanza dell’impegno per “favorire il perdono e la riconciliazione tra i coniugi, e anche per convalidare eventualmente il matrimonio nullo quando ciò è possibile e prudente”. La dichiarazione di nullità, in quest’ottica, “non va presentata come se fosse l’unico obiettivo da raggiungere di fronte a una crisi matrimoniale, o come se ciò costituisse un diritto a prescindere dai fatti”, il monito del Papa: “Nel prospettare la possibile nullità è necessario far riflettere i fedeli sui motivi che li muovono a chiedere la dichiarazione di nullità del consenso matrimoniale, favorendo così un atteggiamento di accoglienza della sentenza definitiva, anche qualora essa non corrisponda alla propria convinzione. Solo in questo modo i processi di nullità sono espressione di un effettivo accompagnamento pastorale dei fedeli nelle loro crisi matrimoniali, il che significa mettersi in ascolto dello Spirito Santo che parla nella storia concreta delle persone”.

Papa: “La sentenza deve essere comprensibile per le persone coinvolte”

“La sentenza perciò dev’essere comprensibile per le persone coinvolte: solo così si porrà come momento di speciale rilevanza nel loro cammino umano e cristiano”. Il pontefice, riportato dal Sir, si è soffermato sul necessario processo di discernimento, il cui esito finale è la sentenza, “frutto di un attento discernimento che conduce a un’autorevole parola di verità sul vissuto personale, mettendo quindi in luce i percorsi che da lì si possono aprire”.

E’ il discernimento, ha spiegato infatti Francesco, che “permette di leggere la concreta situazione matrimoniale alla luce della Parola di Dio e del magistero della Chiesa”: “La decisione dei giudici appare così come un calarsi nella realtà di una vicenda vitale, per scoprire in essa l’esistenza o meno di quell’evento irrevocabile che è il valido consenso sul quale si fonda il matrimonio. Solo così si possono applicare fruttuosamente le leggi relative alle singole forme di nullità matrimoniale, in quanto espressioni della dottrina e della disciplina della Chiesa sul matrimonio. Opera qui la prudenza del diritto, nel suo classico senso di recta ratio agibilium, cioè di virtù che giudica secondo ragione, ossia – ha concluso – con rettitudine nell’ambito pratico”.

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