Papa: “Progresso non faccia leva su immaturità della gente”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:57

“Un progresso morale o spirituale ottenuto facendo leva sull’immaturità della gente è un successo apparente, destinato a naufragare… Meglio pochi, ma andando sempre, senza cercare lo spettacolo”. Lo ha detto Papa Francesco nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano ricevendo in udienza i partecipanti al Terzo Congresso mondiale dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità dal tema “La gioia del Vangelo: una gioia missionaria…”.“Senza un’autentica conversione del cuore e della mente non si annuncia il Vangelo – ha osservato – ma se non ci apriamo alla missione non è possibile la conversione e la fede diventa sterile”. Il Pontefice ha evidenziato che “occorre tornare sempre alle sorgenti dei carismi” al fine di ritrovare lo “slancio per affrontare le sfide dell’oggi”.

Attualmente l’uomo, ha sottolineato, “vive seri problemi di identità e ha difficoltà a fare le proprie scelte; perciò ha una disposizione a farsi condizionare, a delegare ad altri le decisioni importanti della vita. Bisogna resistere alla tentazione di sostituirsi alla libertà delle persone, a dirigerle senza attendere che maturino realmente”. “Ogni persona – ha proseguito – ha il suo tempo e cammina a modo suo, e questo dobbiamo accompagnare… La pazienza è la sola via per amare davvero e portare le persone a una relazione sincera col Signore”. Un altro punto su cui il Santo Padre ha molto insistito è stato quello della comunione tra i cristiani “perché il fratello vale molto di più delle nostre personali posizioni: per lui Cristo ha versato il suo sangue, per le mie idee non ha versato niente”.

La vera comunione, ha ribadito, “non può esistere in un movimento o in una nuova comunità, se non si integra nella comunione più grande che è la nostra Santa Madre Chiesa Gerarchica”. Inoltre la comunione “consiste anche nell’affrontare insieme e uniti le questioni più importanti, come la vita, la famiglia, la pace, la lotta alla povertà in tutte le sue forme, la libertà religiosa e di educazione”. Secondo vescovo di Roma “i movimenti e le comunità sono chiamati a collaborare per contribuire a curare le ferite prodotte da una mentalità globalizzata che mette al centro il consumo, dimenticando Dio e i valori essenziali dell’esistenza”.

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