Papa: “Non è con la violenza che si instaura il Regno di Dio”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:20

A fare da colonna sonora all’udienza di oggi, è il rullo di tamburi scandito da un gruppo di suonatori in costumi tradizionali. Il Papa, arrivato poco prima delle 9.20, ha subito fermato la jeep bianca per far salire a bordo cinque bambini, tre maschietti e due femminucce, provenienti da una scuola don Luigi Monza di Cislago. Diecimila i fedeli che hanno affollato i settori delimitati dal colonato del Bernini. La precedenza di Francesco, come al solito, è andata ai bambini, accarezzati e baciati lungo il percorso. Terminato il giro, il Papa si è e congedato dai suoi piccoli ospiti, salutandoli uno per uno prima di farli scendere dalla papamobile. Poi si è avviato a piedi verso il centro del sagrato, acclamato a gran voce da un gruppo di giovani e in particolare da una ragazza malata di cancro, che commossa, si è fatta benedire dal Santo Padre con il segno della croce sulla fronte. 

Papa: “Gesù porta la buona notizia, non spinge la gente a convertirsi seminando la paura”

Non è con la violenza che si instaura il Regno nel mondo: il suo stile di propagazione è la mitezza”. Lo ha detto il Papa, continuando il ciclo di catechesi sul “Padre nostro”, che ha dedicato alla sua seconda invocazione: “venga il tuo Regno”. “Il Regno di Dio è certamente una grande forza, la più grande che ci sia, ma non secondo i criteri del mondo; per questo sembra non avere mai la maggioranza assoluta”, ha sottolineato Papa Francesco. “E' come il lievito che si impasta nella farina: apparentemente scompare, eppure è proprio esso che fa fermentare la massa – ha spiegato –. Oppure è come un granello di senape, così piccolo, quasi invisibile, che però porta in sè la dirompente forza della natura, e una volta cresciuto diventa il più grande di tutti gli alberi dell'orto”. Il Pontefice ha anche affermato che “Gesù non vuole spingere la gente a convertirsi seminando la paura del giudizio incombente di Dio o il senso di colpa per il male commesso. Gesù non fa proselitismo, annuncia semplicemente. E quella che Lui porta è la Buona Notizia della salvezza, e a partire da essa chiama a convertirsi. Ognuno è invitato a credere nel Vangelo: la signoria di Dio si è fatta vicina ai suoi figli”. “Questo è Vangelo – ha aggiunto 'a braccio' – e Gesù annuncia questa cosa meravigliosa, questa grazia. Il Signore ci è vicino e ci invita ad andare sulla strada della santità“. “'Venga il tuo Regno!', ripete con insistenza il cristiano quando prega il Padre nostro – ha ribadito Francesco –. Gesù è venuto; però il mondo è ancora segnato dal peccato, popolato da tanta gente che soffre, da persone che non si riconciliano e non perdonano, da guerre e da tante forme di sfruttamento: pensiamo alla tratta dei bambini, per esempio”. Per il Santo padre, “tutti questi fatti sono la prova che la vittoria di Cristo non si è ancora completamente attuata: tanti uomini e donne vivono ancora con il cuore chiuso”. “E' soprattutto in queste situazioni – ha aggiunto – che sulle labbra del cristiano affiora la seconda invocazione del 'Padre nostro': 'Venga il tuo regno!'. Che è come dire: 'Abbiamo bisogno di Te, Gesù; abbiamo bisogno che ovunque e per sempre Tu sia Signore in mezzo a noi! Venga il tuo Regno'”. “A volte ci domandiamo: come mai questo Regno si realizza così lentamente? – ha detto il Papa – Gesù ama parlare della sua vittoria con il linguaggio delle parabole. Ad esempio, dice che il Regno di Dio è simile a un campo dove crescono insieme il buon grano e la zizzania: il peggior errore sarebbe di voler intervenire subito estirpando dal mondo quelle che ci sembrano erbe infestanti. Dio non è come noi, Dio ha pazienza”. 

Le ceneri

Papa Francesco ha poi concluso l'udienza augurando “a ciascuno di vivere questo tempo di Quaresima in un autentico spirito penitenziale e di conversione, come un ritorno al Padre, che attende tutti a braccia aperte per ammetterci alla comunione più intima con Lui”. 

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