Papa: “Non dialogare con il diavolo, morde come un cane”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:41
tenebre

Papa Francesco nell’omelia della Messa mattutina a Casa Santa Marta lancia un monito contro la seduzione del maligno al quale è sempre bene non avvicinarci perchè seduce e, come un cane rabbioso incatenato, “morde se gli fai una carezza”.

Il seduttore

“Possiamo dire che è moribondo”- spiega il Papa la cui riflessione ruota attorno alla figura del demonio dipinta nel Vangelo odierno di Giovanni – ma è comunque “uno sconfitto”. Non è facile però convincercene perché “il diavolo è un seduttore”, “sa quali parole dirci”, e “a noi piace essere sedotti”. “E lui ha questa capacità; questa capacità di sedurre. Per questo è tanto difficile capire che è uno sconfitto, perché lui si presenta con grande potere, ti promette tante cose, ti porta dei regali – belli, ben incartati – 'Oh, che bello!' – ma tu non sai cosa c’è dentro – 'Ma, la carta fuori è bella'. Ci seduce con il pacchetto senza farci vedere cosa c’è dentro. Sa presentare alla nostra vanità, alla nostra curiosità, le sue proposte”.

La sua luce svanisce

Il Papa, per spiegare la pericolosità del Nemico, porta l'esempio dei cacciatori i quali consigliano di non avvicinarsi al coccodrillo che sta per morire perché, con un colpo di coda, può ancora uccidere. Così il diavolo che “è pericolosissimo”: si presenta con tutto il suo potere, “le sue proposte sono tutte bugie” “e noi, scemi, crediamo”, afferma Francesco.  Il diavolo, infatti, “è il grande bugiardo, il padre della menzogna: sa parlare bene, è capace di cantare per ingannare, è uno sconfitto ma si muove come un vincitore”. “La sua luce è folgorante come il fuoco d’artificio ma non dura, svanisce – ammonisce Bergoglio – mentre quella del Signore è mite ma permanente”.

Pregare, vigilare e digiunare

“Il diavolo – ribadisce Francesco – ci seduce, sa toccare la nostra vanità, la curiosità e noi compriamo tutto”, cioè “cadiamo nella tentazione”. E’, dunque, “uno sconfitto pericoloso”. “Dobbiamo essere attenti al diavolo”, esorta il Papa. Per vincere la tentazione demoniaca, bisogna seguire il consiglio di Gesù: vigilare, pregare e digiunare.

E’ poi fondamentale “non avvicinarci a lui” perché, come diceva un Padre della Chiesa, è come un cane “arrabbiato”, “rabbioso”, incatenato a cui però non si deve fare una carezza perché morde:

“Se io so che spiritualmente se mi avvicino a quel pensiero, se mi avvicino a quella voglia, se io ci vado da quella parte o dall’altra, mi sto avvicinando al cane arrabbiato e incatenato. Per favore, non farlo. 'Ho una ferita grossa ..' – 'Chi te l’ha fatta?' – 'Il cane' – 'Ma era incatenato?' – 'Eh, sì, io sono andato a dargli una carezza' – 'Ma te la sei cercata'. È così: non avvicinarsi mai, perché è incatenato. Lasciamolo lì incatenato”.

Non dialogare con il demonio

Infine, dobbiamo stare attenti a non dialogare con il diavolo come fece, invece, Eva: “si è creduta la grande teologa ed è caduta. Con il diavolo non si dialoga, perché lui ci vince, è più intelligente di noi”. Bisogna nuova,mernte seguire l'esempio di Gesù nel deserto che risponde solo con la Parola di Dio. “Caccia i demoni, alcune volte gli chiede il nome ma non fa un dialogo con loro”.

Maria

L’esortazione finale del Pontefice del Papa è di cercare rifugio nella Madre di Dio. “È un condannato, è uno sconfitto, è un incatenato che sta per morire, ma è capace di fare delle stragi. E noi dobbiamo pregare, fare penitenza, non avvicinarci, non dialogare con lui.

E alla fine, andare dalla madre, come i bambini. Quando i bambini hanno paura, vanno dalla mamma: 'Mamma, mamma… ho paura!', quando fanno dei sogni … vanno dalla mamma. Andare dalla Madonna; lei ci custodisce. E i Padri della Chiesa, soprattutto i mistici russi, dicono: nel tempo delle turbazioni spirituali, rifugiarsi sotto il manto delle grande Madre di Dio. Andare dalla Madre. Che lei ci aiuti in questa lotta contro lo sconfitto – conclude Papa Francesco – contro il cane incatenato per vincerlo.

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