Papa: “Mai chiedere grazie per soddisfare il nostro orgoglio”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:25

Avidità di possesso, gloria umana, strumentalizzazione di Dio. Nell'Angelus di oggi, prima domenica di Quaresima, Papa Francesco riflette sulle tre tentazioni che il diavolo pone innanzi a Gesù nel deserto.

Le tre tentazioni

“Le tre tentazioni indicano tre strade che il mondo sempre propone promettendo grandi successi, tre strade per ingannarci: l’avidità di possesso, la gloria umana, la strumentalizzazione di Dio. Sono strade in cui ci perderemo”, afferma il Vescovo di Roma. Nella prima tentazione, quella dell'avidità, l'ingannatore “parte dal naturale e legittimo bisogno di nutrirsi, di vivere, di realizzarsi, di essere felici, per spingerci a credere che tutto ciò è possibile senza Dio, anzi, persino contro di Lui“. Ma – prosegue – “ricordando il lungo cammino del popolo eletto attraverso il deserto, Gesù afferma di volersi abbandonare con piena fiducia alla provvidenza del Padre, che sempre si prende cura dei suoi figli”. Il diavolo tenta allora Gesù chiedendogli di prostrarsi dinnanzi a lui in cambio del potere. Per Francesco “si può perdere ogni dignità personale, ci si lascia corrompere dagli idoli del denaro, del successo e del potere, pur di raggiungere la propria autoaffermazione. E si gusta l’ebbrezza di una gioia vuota che ben presto svanisce. Così finiamo per fare i pavoni”. Ed è per questo – continua – che “Gesù risponde: 'Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai'. Nella terza tentazione, poi, chiedendogli il diavolo “un miracolo eclatante”, Gesù respinge la tentazione che il Pontefice definisce di voler “tirare Dio dalla nostra parte”, chiedendogli “grazie che in realtà servono a soddisfare il nostro orgoglio”. Si tratta di tentazioni – osserva il Santo Padre – “estranee al modo di agire di Dio” perché danno solo “illusione di poter così ottenere successo e felicità”. Dio, piuttosto, ci indica i rimedi: “la vita interiore, la fede in Dio, la certezza del suo amore. La certezza che Dio ci ama, che è padre”. Di qui il suo invito: “Approfittiamo dunque della Quaresima, come di un tempo privilegiato per purificarci, per sperimentare la consolante presenza di Dio nella nostra vita”. A proposito di Quaresima, il Papa ha chiesto ai fedeli al termine dell'Angelus “un ricordo nella preghiera per me e per i collaboratori della Curia Romana, che questa sera inizieremo la settimana di Esercizi Spirituali“.

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