Il Papa incontra le delegazioni dei nativi canadesi

Papa Francesco ha avuto stamane in Vaticano i primi due incontri con altrettante delegazioni di indigeni canadesi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:41
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Papa Francesco ha avuto stamane in Vaticano i primi due incontri con altrettante delegazioni di indigeni canadesi, sopravvissuti agli istituti scolastici gestiti dalla Chiesa cattolica. Il Papa ha infatti ricevuto i membri del Metis National Council e quelli della delegazione Inuit, che hanno raccontato al Pontefice le loro vicende e gli abusi morali, culturali e anche fisici subiti.

L’incontro del Papa con gli anziani indigeni

Sono in tutto 32 gli anziani indigeni, “custodi della conoscenza”, sopravvissuti alle scuole residenziali cattoliche, e i giovani giunti in Vaticano da tutto il Canada per incontrare papa Bergoglio. Oltre alle due delegazioni ricevute dal Pontefice stamane a porte chiuse, c’è quella della Assembly of First Nations, che Francesco riceverà giovedì prossimo, sempre a porte chiuse, prima dell’udienza collettiva di venerdì primo aprile in cui il Papa terrà il suo discorso alle popolazioni native, e durante la quale ai delegati ufficiali si unirà un gruppo più ampio di popoli Indigeni provenienti da tutto il Paese. L’udienza offrirà al Pontefice l’opportunità di rispondere pubblicamente dopo aver ascoltato attentamente i delegati durante la settimana.

I delegati, hanno spiegato i vescovi canadesi riportati da Ansa, portano una profonda esperienza vissuta e approfondimenti sull’eredità delle scuole residenziali e gli impatti del colonialismo, e molti sono coinvolti direttamente nel cammino in corso di guarigione e riconciliazione.

“Come Vescovi canadesi, siamo grati a questi delegati per aver camminato con noi in questo viaggio e a Papa Francesco per la sua attenzione alle loro sofferenze e il suo profondo impegno per la giustizia sociale”, ha affermato il presidente della Conferenza episcopale canadese, mons. Raymond Poisson. “Ci aspettiamo che questi incontri privati consentano al Santo Padre di affrontare in modo significativo sia il trauma in corso e l’eredità della sofferenza affrontata dai popoli indigeni fino ad oggi, sia il ruolo della Chiesa cattolica nel sistema scolastico residenziale, che ha contribuito alla soppressione delle lingue, della cultura e della spiritualità indigene”.

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